lunedì 24 ottobre 2011

Una ciclista lungo la Marna

 

RAYMOND RADIGUET

L’APPUNTAMENTO SOLITARIO

Fatti prestare un tenero rifugio
di foglie dagli uccelli, mia ciclista!
Ti sei stancata ormai di pedalare
e come un fiore in boccio di narciso
su queste rive ti vieni a sdraiare.

A me tu sembri attendere te stessa.
Ma perché non s’
accosti un curioso
io nomino la Marna vigilessa
di quelle esche che impudica tendi.
E veglierà la Marna il tuo riposo.

Se la sua dolce acqua può sembrare
delle altre più dolce e più pudica,
come noi tuttavia potrà sperare:
che nel sole svanisca, quando è l'ora
del tè, bevuto coi calzoni bianchi -

la tua verginità.

(da Le joues en feu, 1925 – Traduzione di Luciano Luisi)

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“L'amore è come la poesia, e tutti gli amanti, anche i più mediocri, credono di fare qualcosa di nuovo”: Raymond Radiguet, (1903-1923) scrittore belga morto a vent’anni per una febbre tifoidea, così scrive nell’opera per cui è universalmente conosciuto, Il diavolo in corpo. La sua poesia viaggia sulle ali della giovinezza, esprime la passione di un adolescente in bilico tra castità ed erotismo, tra sogno e desiderio: la ragazza che va in bicicletta sulla strada che costeggia la Marna diventa così la dea solitaria del fiume dove il giovane Raymond è solito passeggiare con il padre e i fratelli, come racconta nel romanzo: “Una delle nostre mete preferite era Ormesson, seguendo il Morbras, un fiume largo un metro, attraverso prati dove crescono dei fiori che non si incontrano altrove, e di cui non ricordo il nome. Ciuffi di crescione o di menta nascondono al piede che si avventura il punto in cui comincia l'acqua. Il fiume in primavera trasporta migliaia di petali bianchi e rosa. Sono biancospini”. Là scorre la Marna, là una ciclista impudica si specchia come un Narciso femmina nelle acque del fiume.

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FOTOGRAFIA © PICCSY

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LA FRASE DEL GIORNO
Probabilmente siamo tutti dei Narcisi, che amano e detestano la propria immagine, ma provano indifferenza per tutte le altre. È questo istinto di somiglianza che ci guida nella vita, gridandoci «Alt!» davanti a un paesaggio, a una donna, a una poesia. Possiamo ammirarne altri, ma senza rimanere così colpiti. L'istinto di somiglianza è la sola linea di condotta che non sia artificiosa.
RAYMOND RADIGUET, Il diavolo in corpo

2 commenti:

Vania ha detto...

...un tosto argomento.:)

...credo che il narcisismo buono sia concime per una vita buona.
ciaooo Vania

DR ha detto...

la bellezza si ammira sempre - i fortunati/le fortunate si auto-ammirano: il rischio è di finire come Narciso e annegare nella propria bellezza.

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