mercoledì 1 giugno 2011

Nuove poesie per giugno

 

Ecco giugno, la metà dell’anno: tempo d’estate che porta già i frutti, possiamo affacciarci a una balaustra, come Hermann Hesse, e guardare il lago in pieno pomeriggio annusando nell’aria l’odore del fieno tagliato. Oppure restare ad osservare la breve notte cadere, perdendoci in meditazioni come Mario Luzi, mentre intorno si accendono i puntini lampeggianti delle lucciole.

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HERMANN HESSE

GIORNO VENTOSO DI GIUGNO

(Dedicata a Friz Brun)

Spianato è il lago come cristallo -
sull'erta, al vento,
morbida ondeggia l'erba d'argento.

In solitaria
ansia mortale, piange nell'aria,
guizza un vanello.

Dall'altra riva,
tra suon di falci, di odor di fieni
(oh nostalgia!) un'onda arriva.

(da Poesie, 1953 - Traduzione di Ervino Pocar)

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MARIO LUZI

NEL MESE DI GIUGNO

Nel mese di giugno
la città quando sospesa
e alta sopra il nostro sperdimento
si desta alla frecciata delle luci

all'ora incerta tra vigilia e sonno
che il corpo inciampa nel suo peso
ma si rialza sulla sua fatica

nella pausa del tempo tra la rondine e l'assiolo
tra la vita e la sua sopravvivenza,

Tu che spezzi la servitù e l'orgoglio
- dicono - della sofferenza, vieni
se già non sei dovunque
in veste di randagio,

d'infermo, di bambino tribolato.
Segui il timido, accosta il solitario,
ripeti: la virtù quando non giunge
fino all'amore è cosa vana.

È quell'ora della metà dell'anno
che il senza tetto strascica i suoi cenci
sull'erba pesticciata, cerca asilo,
la lucciola lampeggia, il cane abbaia.

(da Onore del vero, Neri Pozza, 1957)

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Il lago Staz a Saint Moritz © Swiss Image

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LA FRASE DEL GIORNO
Bruciano e si consumano le stelle, / regna la Grande Estate. 
MARIA LUISA SPAZIANI, Le acque del Sabato

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