lunedì 21 giugno 2010

Poesie per l’estate

È (sarebbe) il primo giorno d’estate, anche se il clima testimonia il contrario: piogge incessanti, cime dei monti innevate, freddo, ombrelli, maglioni, giubbetti… Esorcizziamo questo tempo fuori fase e invitiamo l’estate a presentarsi con queste poesie in tema.

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VINCENZO CARDARELLI

ESTIVA

Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini
dell'albe senza rumore -
ci si risveglia come in un acquario -
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d'oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi,
nessuna promessa terrena
può dare pace al mio cuore
quanto la certezza di sole
che dal tuo cielo trabocca,
stagione estrema, che cadi
prostrata in riposi enormi,
dai oro ai più vasti sogni,
stagione che porti la luce
a distendere il tempo
di là dai confini del giorno,
e sembri mettere a volte
nell'ordine che procede
qualche cadenza dell'indugio eterno.

E ora, in queste mattine
così stanche
che ho smesso di chiedere e di sperare,
e tutto il giardino è per me,
per il mio male sontuosamente,
penso agli amici che mai piùrivedrò,
alle cose care che sono state,
alle amanti rifiutate,
ai miei giorni di sole...

(da “Poesie”, Mondadori, 1942)

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Jean-Claude Allenbach, “Promenade dans les vignes”

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CESARE PAVESE

ESTATE

C'è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell'erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.

Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un'erba che so,
con un tonfo. Così trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d'aria
e il prodigio sei tu. C'è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.

Ascolti.
Le parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.

1940

(da “Lavorare stanca”, Einaudi, 1943)

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Piet Bekaert, “Dining table early summer light”

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ANTONIO RINALDISenza-titolo-2

SERA D’ESTATE

Fu lungo il giorno: ardeva
ai limiti dell'ombra; or nella sera
di nuovo fresca la casa fiorisce
e alla quiete del sonno si desta
mentre per acque profonde vanisce
brusìo diffuso, rumore di festa.

(da “Poesie”, Mondadori, 1958)

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Jack Vettriano, “The picnic party”

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LA FRASE DEL GIORNO
(L’estate) È scoppiata e si sente / l’avvenuto momento / da come il cielo vibra / sull’erba radente.
ANTONIO BAROLINI, Elegie di Croton

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