giovedì 1 aprile 2010

Poesie per aprile

“Aprile è il mese più crudele, genera / Lillà da terra morta, confondendo / Memoria e desiderio, risvegliando / Le radici sopite con la pioggia di primavera”: così inizia “La terra desolata di Thomas Stearns Eliot, qui magistralmente tradotto da Roberto Sanesi. È il mese che ci dona il risveglio, che ci pone domande alle quali non sappiamo o non vogliamo dare risposta. La sua dolcezza è estenuante, febbrile, inebriata di aromi e di sapori che riempiono l’aria. È mese misterioso e premonitore, in attesa che la primavera innalzi i vessilli della sua pienezza. In questa sua dolcezza navighiamo, o meglio camminiamo come funamboli sospesi tra l’allegria e la malinconia.

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CESARE PAVESE

THE CATS WILL KNOW

Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l'alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.
Ci saranno altri giorni,
si saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.
Farai gesti anche tu.
Risponderai parole -
viso di primavera,
farai gesti anche tu.
I gatti lo sapranno,
viso di primavera;
e la pioggia leggera,
l'alba color giacinto,
che dilaniano il cuore
di chi più non ti spera,
sono il triste sorriso
che sorridi da sola.
Ci saranno altri giorni,
altre voci e risvegli.
Soffieremo nell'alba,
viso di primavera.
10 aprile 1950
(da “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, 1951)



Vivien White, “April in Paris”




EUGENIO MONTALE

L’ARCA

La tempesta di primavera ha sconvolto
l'ombrello del salice,
al turbine d'aprile
s'è impigliato nell'orto il vello d'oro
che nasconde i miei morti,
i miei cani fidati, le mie vecchie
serve - quanti da allora
(quando il salce era biondo e io ne stroncavo
le anella con la fionda) son calati,
vivi, nel trabocchetto. La tempesta
certo li riunirà sotto quel tetto
di prima, ma lontano, più lontano
di questa terra folgorata dove
bollono calce e sangue nell'impronta
del piede umano. Fuma il ramaiolo
in cucina, un suo tondo di riflessi
accentra i volti ossuti, i musi aguzzi
e li protegge in fondo la magnolia
se un soffio ve la getta. La tempesta
primaverile scuote d'un latrato
di fedeltà la mia arca, o perduti.

(da “La bufera" e altro”, 1956)


Philip Philbeck, “April sunrise”




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LA FRASE DEL GIORNO
La Primavera arriva nel Mondo -
Avvisto gli Aprili -
Incolori per me, finché non arrivi tu
Come, fino all'Ape
I Fiori restano negativi,
Mossi a Qualità
Da un Ronzio –.
EMILY DICKINSON, Poesie

1 commento:

Anna ha detto...

C'è così tanto da dire su aprile!
Non si può lasciarlo andare senza parlarne (l'ho fatto anch'io).

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