“Aprile è il mese più crudele, genera / Lillà da terra morta, confondendo / Memoria e desiderio, risvegliando / Le radici sopite con la pioggia di primavera”: così inizia “La terra desolata di Thomas Stearns Eliot, qui magistralmente tradotto da Roberto Sanesi. È il mese che ci dona il risveglio, che ci pone domande alle quali non sappiamo o non vogliamo dare risposta. La sua dolcezza è estenuante, febbrile, inebriata di aromi e di sapori che riempiono l’aria. È mese misterioso e premonitore, in attesa che la primavera innalzi i vessilli della sua pienezza. In questa sua dolcezza navighiamo, o meglio camminiamo come funamboli sospesi tra l’allegria e la malinconia.
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CESARE PAVESE
THE CATS WILL KNOW
Ancora cadrà la pioggia sui tuoi dolci selciati, una pioggia leggera come un alito o un passo. Ancora la brezza e l'alba fioriranno leggere come sotto il tuo passo, quando tu rientrerai. Tra fiori e davanzali i gatti lo sapranno. Ci saranno altri giorni, si saranno altre voci. Sorriderai da sola. I gatti lo sapranno. Udrai parole antiche, parole stanche e vane come i costumi smessi delle feste di ieri. Farai gesti anche tu. Risponderai parole -viso di primavera, farai gesti anche tu. I gatti lo sapranno, viso di primavera; e la pioggia leggera, l'alba color giacinto, che dilaniano il cuore di chi più non ti spera, sono il triste sorriso che sorridi da sola. Ci saranno altri giorni, altre voci e risvegli. Soffieremo nell'alba, viso di primavera. - 10 aprile 1950
(da “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, 1951)
Vivien White, “April in Paris”
EUGENIO MONTALE
L’ARCA
La tempesta di primavera ha sconvolto l'ombrello del salice, al turbine d'aprile s'è impigliato nell'orto il vello d'oro che nasconde i miei morti, i miei cani fidati, le mie vecchie serve - quanti da allora (quando il salce era biondo e io ne stroncavo le anella con la fionda) son calati, vivi, nel trabocchetto. La tempesta certo li riunirà sotto quel tetto di prima, ma lontano, più lontano di questa terra folgorata dove bollono calce e sangue nell'impronta del piede umano. Fuma il ramaiolo in cucina, un suo tondo di riflessi accentra i volti ossuti, i musi aguzzi e li protegge in fondo la magnolia se un soffio ve la getta. La tempesta primaverile scuote d'un latrato di fedeltà la mia arca, o perduti.
(da “La bufera" e altro”, 1956)
Philip Philbeck, “April sunrise”
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * LA FRASE DEL GIORNOLa Primavera arriva nel Mondo -Avvisto gli Aprili -Incolori per me, finché non arrivi tuCome, fino all'ApeI Fiori restano negativi,Mossi a QualitàDa un Ronzio –.EMILY DICKINSON, Poesie
1 commenti:
C'è così tanto da dire su aprile!
Non si può lasciarlo andare senza parlarne (l'ho fatto anch'io).
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