Statistiche web

giovedì 3 aprile 2025

Il profumo dei lillà


JUAN JIMÉNEZ LOZANO

RICORDO

Non c'è più né il profumo dei lillà di allora,
né la risata della mamma,  né il mestolo d'argento,
né la vecchia e gialla siepe di evonimo.
Non ci sono.
Nemmeno il ricordo è indubitabile,
soltanto nebbia, ma
è un velo per la mia ferita.

(da Elegie minori, 2002)

.

Il tempo è passato, gli affetti sono scomparsi, la nebbia comincia ad avvolgere il passato in maniera sempre più fitta. Eppure l'anziano poeta spagnolo Juan Jiménez Lozano riesce comunque a trovare la consolazione nella memoria.

.

LAURA CUTULI, “LILLÀ”

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Se hai amato / disperatamente la bellezza del mondo, non / la cederai mai alla polvere e alla cenere.
JUAN JIMÉNEZ LOZANO

.



José Jiménez Lozano (Langa, 13 maggio 1930 – Valladolid, 9 marzo 2020), poeta e scrittore spagnolo, Premio Cervantes nel 2022. La sua opera riflette i paesaggi della vasta pianura castigliana, con orizzonti immensi che invitano al pensiero, alla riflessione e persino al misticismo che ispirò Giovanni della Croce e Teresa d'Avila.


mercoledì 2 aprile 2025

I susini


FUKUDA CHIYO-NI

SOLO CON IL LORO PROFUMO

Solo con il loro profumo
i susini rispondono
a chi spezza il ramo.


Nel 1755, quando aveva 52 anni, la poetessa giapponese Fukuda Chiyo–ni si rasò la testa e divenne monaca buddhista assumendo il nome di Soen per “insegnare al proprio cuore a essere come limpide acque che fluiscono giorno e notte”. Quell’essenza zen che la animava è chiaramente espressa in questo delicato haiku dove traspare la capacità di sofferenza, di resistenza al male e di perdono.

.

FOTOGRAFIA DI PUBBLIUCO DOMINIO

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Ciò che scrivo svanisce / più scrivo, più svanisce.
FUKUDA CHIYO-NI

.



Fukuda Chiyo-ni  nota anche come Kaga no Chiyo (Matto, oggi Hokusan, 1703 – 2 ottobre 1775), poetessa giapponese. I suoi haiku esprimono un profondo amore per il mondo naturaleMonaca buddhista, svolse un ruolo pionieristico nello scambio internazionale attraverso l'haiku.


martedì 1 aprile 2025

Poesie per aprile XI


La dolcezza di aprile in due momenti della giornata: il poeta spagnolo Federico García Lorca si lascia contagiare dall'allegria dei bambini che escono a frotte dalla scuola nell'aria tiepida; il poeta messicano Amado Nervo invece insegue un sogno d'amore, tra margherite e stelle nella notte dolce e bella.

.

FOTOGRAFIA © DIETER444/PIXABAY

.


FEDERICO GARCÍA LORCA

CANZONE PRIMAVERILE, I

Escono allegri i bambini
dalla scuola,
lanciando nell'aria tiepida
d'aprile tenere canzoni.
Quanta allegria nel profondo
silenzio della stradina!
Un silenzio fatto a pezzi
da risa d'argento nuovo.

(da Libro de poemas, 1921)

.

.


.

.

AMADO NERVO

PERLE NERE, XVIII

Nelle notti di aprile, dolci e belle,
nel mentre mediti o ricordi tu,
le margherite vanno verso il blu
e si trasformano in pallide stelle.
Quando il sole nelle onde infinite
del giardino sparge le sue scintille,
discendono dentro i campi le stelle
e si mutano in bianche margherite.
Ecco perché, quando diventi rossa
sfogliando margherite di alabastro,
ti predicono l'oblio e l'amore;
Sentono il futuro: sono state stelle!
Sanno l'amore: sono state fiori!

(da Perle nere, 1898)

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Era mattina e aprile sorrideva.
ANTONIO MACHADO, Solitudini

.



Federico García Lorca (Fuente Vaqueros, 5 giugno 1898 – Víznar, 19 agosto 1936), poeta e drammaturgo spagnolo). Voce tra le più originali del Novecento spagnolo, amico di Salvador Dalí e Luis Buñuel, partecipò ai vari tentativi modernisti, specialmente impressionisti. Morì durante i primi giorni della guerra civile, fucilato dai franchisti.


Amado Nervo, pseudonimo di Juan Crisóstomo Ruiz de Nervo Ordaz (Tepic, 27  agosto 1870 - Montevideo, Uruguay; 24 maggio 1919), poeta e scrittore messicano, appartenente al movimento modernista. La sua poesia è caratterizzata da un sentimento mistico e dalla malinconia.


lunedì 31 marzo 2025

Acero che si sveglia


PERTTI NIEMINEN

CHE CHIACCHIERONE

Che chiacchierone
                          questo amore mio:
non l'erba nella pioggia tiepida
                          né il fiore:
l'acero che si sveglia al vento di mezzogiorno.

(da Così impegnato in questa vita, 1972)

.

L'Oriente sposa l'Occidente nelle poesie del finlandese Pertti Nieminen: la delicatezza della poesia cinese riesce a porre in essere una fusione tra l'inconscio del poeta e la natura, a comunicare quella sensazione altrimenti indicibile.

.

FOTOGRAFIA © J. L. KRAMER/PIXABAY

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Non ti adoro perché / sei bellissima / Adoro la tua bellezza perché /  è dentro di te.
PERTTI NIEMINEN

.



Hannu Pertti Nieminen (Vaasa, 29 giugno 1929 – Vantaa, 8 novembre 2015), poeta e traduttore finlandese. Insegnante, pubblicò numerose raccolte di poesie e traduzioni finlandesi di poesie classiche cinesi e di letteratura taoista cercando di correggere le interpretazioni parzialmente errate della poesia cinese prevalenti nei paesi occidentali.


domenica 30 marzo 2025

Domeniche lunghe


TOVE DITLEVSEN

DOMENICA

La domenica non succede mai niente.
La domenica non si trova mai un nuovo amore.
È il giorno degli infelici.
Giorno della pensione o giorno della famiglia.
Le ore più dolorose dell'amante
quando immagina l'amato
con i figli sulle ginocchia
mentre sua moglie, sorridendo,
entra ed esce con vassoi invitanti.
Un giorno maledetto.

Una volta doveva essere diverso.
Perché altrimenti dovremmo tutti
aspettare con ansia la domenica per tutta la settimana?
Forse quando eravamo a scuola?
Ma già allora le campane suonavano
tristi e grigie come la pioggia e la morte.
A quel punto le voci degli adulti
erano deboli e silenziose come se cercassero
invano le parole della domenica.

L'odore di umidità e di pane ammuffito,
del sonno, di stivali di gomma e cicoria
già invadeva le scale allora
e la strada, che era dura, vuota e diversa
in modo desolato.
L'odore della domenica ci riempiva
con lo spesso strato di delusione
che segue un'aspettativa
senza un obiettivo specifico.

E quando, allora? In un luogo prima della memoria
C'era felicità, un'attesa irresistibile
che nessuno era ancora riuscito a deludere.
Allora le campane significavano che papà era a casa,
i baffi, le sopracciglia nere e l'odore del tabacco masticato
erano lì e lì rimanevano, vicino,
e - chissà - la risata della tua giovane madre
sembrava più felice rispetto agli altri giorni.

È domenica. Non troverai mai
un nuovo amore quel giorno.
Siedi in soggiorno
stordita e rigida come un ritaglio di cartone
agli occhi dei bambini.
Scavano con i piedi
e combattono senza energia.
"Dovremmo fare qualcosa", dici.
«Sì», dice una voce da dietro il giornale.
Allora restate entrambi in silenzio, perché tutto ciò che volete 
fare è nascosto e segreto
e sarebbe inaccettabile per l'altro.

Le campane della chiesa suonano. i nasi dei bambini
si riempiono di un odore ereditato.
Sui loro dolci volti scivola
una bruttezza passeggera.
Una luce appassita
sorge dai loro occhi.

Ma tutti aspettiamo con ansia la domenica
tutta la settimana, tutta la vita,
Aspettiamo l'emozione di centinaia
di domeniche lunghe, vuote, estenuanti.
Giornata della famiglia, giornata della pensione,
l'inferno degli amanti segreti.
Quel giorno in cui il grigiore nauseabondo degli adulti
impregna i bambini e stabilisce
l'incomprensibile malinconia domenicale degli anni a venire.

(da La finestra segreta, 1961)

.

"Mi sembrava che i miei versi coprissero le crepe della mia infanzia, come pelle nuova e bella sotto una crosticina non ancora staccatasi dalla ferita": non fu un'infanzia felice quella di Tove Ditlevsen, poetessa danese. Le toccò di viverla nel pieno della crisi economica tra le due guerre a Versterbo, quartiere di Copenaghen, al quarto piano della casa sul retro di Hedebygade 30A. Il padre fuochista e la madre casalinga frustrarono sempre le sue aspirazioni letterarie, sostenute dagli insegnanti. La noia della domenica si trasformò quindi piano piano in malinconia, lasciando i suoi segni anche nell'età adulta, forse responsabile in parte della depressione che la portò a uccidersi a 58 anni con un'overdose di sonniferi dopo aver chiesto in prestito l'appartamento di un'amica.

.

TOVE DITLEVSEN CON IL MARITO E I FIGLI - FOTOGRAFIA © NF

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

L’infanzia cade silenziosamente sul fondo della mia memoria, quella biblioteca dell’anima da cui attingerò conoscenza ed esperienza per il resto della mia vita.
TOVE DITLEVSEN, Infanzia

.



tove-ditlevsenTove Irma Margit Ditlevsen (Copenaghen, 14 dicembre 1917 – 7 marzo 1976), poetessa e scrittrice danese, pubblicò 29 opere di poesia, narrativa e memorie in cui sono rappresentate la povertà, l'ingiustizia, i soprusi sull'infanzia, la condizione femminile.


sabato 29 marzo 2025

Guardano senza vedere


ANA BLANDIANA

CHIESE CHIUSE

Chiese chiuse
come le case i cui proprietari se ne sono andati
senza dire per quanto tempo,
e senza lasciare un indirizzo.
Per la città,
i tram e le biciclette girano,
Clacson, lamentele,
gli abitanti frettolosi
vendono e comprano, vendono e comprano,
mangiano in piedi,
e, di tanto in tanto, stanchi,
si siedono a bere un caffè
su una terrazza
accanto a una cattedrale dell'XI secolo,
che guardano senza vedere,
dal momento che parlano al telefono
e non si chiedono
chi è colui che ha mai vissuto
in una casa così grande.

(da La mia patria A4, 2010)

.

Se ci guardiamo intorno - in metropolitana, sui treni, nelle sale d'attesa - c'è un sacco di gente che si perde nello schermo rettangolare del proprio telefonino. Una mania sociale che stigmatizza anche la poetessa rumena Ana Blandiana, che nota quanto le città moderne siano frettolose e caotiche, e i cittadini incapaci di soffermarsi anche un solo istante a cogliere la bellezza, a meditare sulle cose più grandi di noi.

.

FOTOGRAFIA © WAL172619/PIXABAY

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Le informazioni non sono più una merce rara, mentre l'attenzione sì.
CLIVE THOMPSON, Internazionale, 4 novembre 2005

.



Ana Blandiana, pseudonimo di Otilia Valeria Coman (Timișoara, 25 marzo 1942), poetessa rumena, sostenitrice dei diritti civili in Romania .Prima della rivoluzione del 1989, famosa dissidente e sostenitrice dei diritti dell'uomo, ebbe il coraggio di contestare in numerose interviste e dichiarazioni pubbliche il dittatore Nicolae Ceaușescu.


venerdì 28 marzo 2025

A Londra piove


LOUIS CALAFERTE

È VERO CHE A LONDRA PIOVE

È vero che a Londra piove
e che i ponti s’annoiano

Il cielo moribondo e ipocondriaco
di nuvole annodate di fuliggine

A Londra piove a Londra
lustrini di pioggia

Abbiamo visto la città dissolversi
come irreale come in fuga

Un popolo indeciso confrontarsi
sotto le cupole degli ombrelli

Le nostre ombre andavano a confondersi
nell’ombra grigia della pioggia

È vero che a Londra piove
e che ti ho seguita.

(da Londoniennes, 1985)

.

È un luogo comune che a Londra piova molto. In realtà la pioggia annua è 615 mm, meno che in altre città europee. La piovosità della capitale inglese è piuttosto "percepita" in quanto i fenomeni atmosferici sono frequenti, anche d'estate. Quella pioggerellina leggera che genera foschie è al centro di questi sette distici di Louis Calaferte, poeta francese, che a Londra è corso per seguire Nancy, la ragazza britannica di cui si è innamorato.

.

FOTOGRAFIA © HALA ALGHANIM/UNSPLASH

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

La nebbia inglese è sempre all’opera come un pittore sottile, e Londra è una vasta tela preparata affinché la nebbia possa lavorare su di essa.
ARTHUR SYMONS, Città, coste e isole

.



Louis Calaferte (Torino, 14 luglio 1928 – Digione, 2 maggio 1994) scrittore  francese di origine italiana. Nel 1952 pubblica Requiem des Innocents, il suo primo romanzo. Dedica poi quattro anni della sua vita alla scrittura di Settentrione. Autore di racconti, saggi, pièces teatrali, ha scritto più di 50 opere.