sabato 6 agosto 2016

I nomi delle cose

 

MARIA DO ROSÁRIO PEDREIRA

LEGGI, SONO QUESTI I NOMI DELLE COSE

Leggi, sono questi i nomi delle cose che
lasciasti – me, libri, il tuo profumo
sparso per la stanza; sogni una
metà e dolori il doppio, baci per
tutto il corpo come tagli profondi
che non si rimargineranno mai; e libri, nostalgia,
la chiave di una casa che non è mai stata la
nostra, una vestaglia di flanella blu che
indosso quando faccio questo elenco:

libri, risa che non riesco a mettere in ordine,
e rabbia – un vaso di orchidee che
amavi tanto senza che io sapessi il perché e
che forse per questo non tornai a innaffiare; e
libri, il letto disfatto per tanti giorni,
una lettera sul tuo cuscino e tanta
afflizione, tanta solitudine; e in un cassetto
due biglietti per un film d’amore che
non hai visto con me, e altri libri, e anche
una camicia sbiadita con la quale dormo
di notte per stare più vicino a te; e, da

tutte le parti, libri, tanti libri, tante
parola che mai mi hai detto prima della
lettera che scrivesti quella mattina, e io,
io che ancora credo che tornerai, che
ritorni, sia pure solo per i tuoi libri
.

(Lê, são estes os nomes das coisas, da Nessun nome dopo, 2004 - Traduzione di Mirella Abriani)

.

La poesia dell’abbandono di Maria do Rosário Pedreira (Lisbona, 1959) trova appiglio negli oggetti come forma di memoria: è in essi che quell’amore continua a vivere, ad essere possibile, è in essi che fiorisce la speranza del ritorno: “i tuoi baci si trovavano ancora tutti / sulla mia bocca e il disegno delle tue mani / sulla mia pelle”.

.

Vettriano

JACK VETTRIANO, “IN THOUGHTS OF YOU”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
E, per amore, si mise / a disegnare il tempo come una linea stordita, sempre / al cadere di una pagina, a prolungare il mancato incontro
.
MARIA DO ROSÁRIO PEDREIRA, La casa e l’odore dei libri

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