martedì 12 luglio 2016

Non esigente narciso

 

ATTILIO BERTOLUCCI

PICCOLO AUTORITRATTO (CAFFÈ GRECO)

Non potevano tanti anni, diviso
ognuno in mesi i mesi in giorni,
i giorni in ore, minuti, attimi,
alterare più giustamente un viso,

il mio, che guarda in uno specchio scuro
dell’antico caffè dove impietosa
si scatena la moda ultima, io,
da questa escluso forse per il puro

lampo degli occhi e intenerito riso
della bocca alla consunta ferita
di un amore vittorioso su anni
e adipe, oh non esigente narciso.

(da Viaggio d’inverno, Garzanti, 1971)

.

I pittori abbondano in autoritratti, amano tramandare la propria immagine ai posteri o meglio la propria immagine nella concezione che essi ne hanno o ne vogliono dare. Più rari – ma non tanto quanto si potrebbe pensare – sono gli autoritratti in versi dei poeti: si può apprezzare l’ironia con cui si “dipinge” Attilio Bertolucci (1911-2000), che sceglie come sfondo l’interno del Caffè Greco, storico locale romano fondato nel 1760 e tuttora aperto, a Roma, al numero 86 di Via dei Condotti.

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Guttuso

RENATO GUTTUSO, “IL CAFFÈ GRECO”, 1976
MADRID, MUSEO THYSSEN-BORNEMITZA

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LA FRASE DEL GIORNO
Giorno che te ne vai / e non sai nulla di me e della violetta / che tanto amo / e del ramo / nudo della gaggìa, / giorno, non andar via
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ATTILIO BERTOLUCCI, Lettera da casa

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