domenica 23 novembre 2014

Giorno indecifrato

 

TOMAS TRANSTRÖMER

MATTINA E INGRESSO

Percorre il suo cammino
Il grande gabbiano dal dorso nero,
Timoniere del sole.
Sotto di lui, l’acqua.
Adesso il mondo sonnecchia ancora
Come nell’acqua una pietra variopinta.
Giorno indecifrato. Giorni -
Come caratteri aztechi!

Musica. E io resto imprigionato
In questo arazzo.
Le braccia sollevate – come una figura
D’arte rurale

(da 17 dikter, 1954 – Traduzione di Franco Buffoni)

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È vero, come testimonia la motivazione di assegnazione del Premio Nobel 2011, che il poeta svedese Tomas Tranströmer (Stoccolma, 1931) “attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà”: lo si apprezza anche in questa poesia dall’aspetto gotico, velatamente medioevale, dove quasi nulla accade – il primo mattino, l’arazzo dell’ingresso colpito dalla luce del giorno – ma si fa strada la consapevolezza dell’incerto scorrere dei giorni, ognuno uguale, ognuno diverso e a suo modo indecifrabile.

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Seagull

IMMAGINE © HEIDI BAINVILLE

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LA FRASE DEL GIORNO
Ci sentiamo sempre più giovani di quel che siamo. Mi porto dentro i miei volti precedenti, come un albero contiene i suoi anelli. Io sono la loro somma. Lo specchio vede solo il mio ultimo volto, ma io so anche tutti quelli precedenti.
TOMAS TRANSTRÖMER

2 commenti:

Paolo ha detto...

notevole poesia e ovviamente grande poeta. Ha una capacità di pittura a grandi pennellate per un quadro complesso.

DR ha detto...

Grandi pennellate, dici bene. Dà la sensazione di stendere così le immagini, occorre guardare l'insieme per scorgere il disegno.

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