sabato 1 novembre 2014

Altre due poesie per novembre

 

Ed ecco che ritorna novembre, mese di nebbie, di tristezze e di malinconie che si manifestano nel grigiore del clima, ormai privo delle dolcezze e dei caldi colori di ottobre. È un grigio che sa trasmettersi all’animo, avvolgendolo con le sue spire fumose come in questi versi del poeta francese Paul Éluard (1895-1952) dedicati a Nusch, la moglie scomparsa, e nella lirica del poeta spagnolo Carlos Pujol (1936-2012) in cui un bosco della Svevia sembra inghiottire tutto quanto con la sua ragnatela di pioggia.

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PAUL ÉLUARD

DORATA

Le coltri umide di novembre
Mi seppelliscono per sempre
Il tempo mi sfila tra le dita
La terra ruota sulle mie orbite

Dov’è quel tenue sorriso
Che cominciò un giorno di maggio
Se non sulla bocca dei morti
Malgrado la pena dei vivi

Dov’è la lettera senza risposta
E la polvere delle parole
Questa fiducia nella vita
Che ad un tratto diviene silenzio

Io nego le lacrime la loro luce
I miei occhi non sono più di questo mondo
Io sono passato tutto è passato
Io sono un’ombra nel buio

Io sono il germe del disordine.

(Dorée, da Le temps déborde, 1947 - Traduzione di Vincenzo Accame)

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CARLOS PUJOL

I LUNGHI FANTASMI DELLA PIOGGIA

I lunghi fantasmi della pioggia
vanno e vengono nel grigio, si salutano
cerimoniosi nel faggeto.
Tutti vivono in case con l’abbaino
e giardini tappezzati dalle foglie,
voce del freddo e nostalgia di altri climi
dove la luce splende nell’aria
e può ferire come un coltello.
Ma la Svevia è il loro regno,
il loro verde paradiso, ombre fedeli
al parco, le strade,
le vergini barocche,
novembre, il cielo alto
del colore delle loro anime,
e il loro ambiguo vagare tra noi.

(Los esbeltos fantasmas de la lluvia, da Versos de Suabia, 2005)

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Nebbia

FOTOGRAFIA © ALEXANDER ARNSTEN

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LA FRASE DEL GIORNO
C’è una musica insolita nel mormorio del vento. / Quando apre le porte all’autunno; e in solitudine / Ti rifugi nel bosco freddo e scuro.
WILLIAM LISLE BOWLES

2 commenti:

Paolo ha detto...

la seconda meno ansimante-più bella-della prima.

DR ha detto...

La prima è più dolorosa, è il dolore per la perdita della moglie. La seconda è più malincnica, solo uno stato d’animo.

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