sabato 6 aprile 2013

Come una foglia

 

GIUSEPPE PICCOLIgiuseppe20piccoli1

OSSERVA LA FOGLIA MUTA

Osserva la foglia muta
figlia della luna nascosta,
converti la foglia figlia
dell'albero che parla
in strumento
di un'antica rettorica
conosciuta sul sillabario
di una desueta
e ancora consueta infanzia:
sii simile a lei,
che si raccoglie presso il tuo nome
freddo e dorato
nel sepolcro che trasforma
la tua veste in spoglia.

(da Di certe presenze di tensione, Guanda, 1981)

.

Cominciamo dall’autore per comprendere questa poesia che vive della lingua, del suono prima ancora che del significato: Giuseppe Piccoli (1949-1987) soffriva di schizofrenia. Nel 1981, in un attacco del male, uccise il padre e ferì la madre. Venne rinchiuso nell’ospedale psichiatrico di Reggio Emilia e poi in altri istituti. Fu in quello di Napoli che nel febbraio 1987 si tolse la vita. Se andiamo al di là dell’alterazione del pensiero tipica della malattia, riusciamo a scorgere tuttavia l’afflato della poesia, quel desiderio di essere parte della natura per emergere dal ricordo alla contingenza della vita: “Io sono un'ala / che d'amore dissente, / in sé smarrita, si ricanta / e tra nuvole si distrae / quando al cielo s'apre la prima vita”.

.

107653

JENNIFER HOLLACK, “VIBRANT IX”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
Nuvole sei, che il ragazzo / guarda e sorride. Sei / la fuga della nuvola sul prato
.
GIUSEPPE PICCOLI

4 commenti:

Paolo ha detto...

Questa assomiglia a quelle che scrivo io e poi butto: arf, arf, argh, uff,uff...
A strattoni, a fiatoni, una erta passeggiata. Consigli al poeta: lavorarci molto!

DR ha detto...

è quasi tutto suono: il problema è capire dove arriva la schizofrenia e dove la poesia

Vania ha detto...

...mi piace la musicalità.

.. "creatività" ..nella poesia ci sta bene.

ciaoo Vania:)

DR ha detto...

la musicalità è il pregio maggiore di questi versi, anche se così esasperata

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