giovedì 10 gennaio 2013

Nel nostro specchio opaco

 

EUGENIO MONTEJOnum005montejo

RISVEGLIO

La luce distrugge i castelli
dove galleggiavamo in sogno;
lascia il suo odore di balena
nel nostro specchio opaco...
Vagabondavamo vicino a Saturno,
ora la terra gira più lentamente.
Tremiamo soli al centro del mondo
e apriamo la finestra
perché il giorno passi con la sua barca.
Stanotte abbiamo dormito in un paese lontano.

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Il sogno  - la “seconda vita” di Gérard de Nerval – è un territorio sconosciuto dalle leggi bizzarre ed elastiche: nel sonno siamo personaggi che recitano sul suo palcoscenico, diretti dall’inconscio, dalle memorie, dall’analisi degli avvenimenti accaduti durante il giorno. È come se il cervello elaborasse i dati quasi che fosse un computer ma li disponesse poi non in ordinati diagrammi ma in curiosi rebus. Ecco che il risveglio allora ci trova – come nota il poeta venezuelano Eugenio Montejo (1938-2008) – rincasare da un viaggio, da un mondo lontano, dal quale ritorniamo sulla terra con tutto il peso dei nostri giorni.

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SALVADOR DALÍ, “LA TENTAZIONE DI SANT’ANTONIO”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il sogno è l’infinita ombra del Vero.
GIOVANNI PASCOLI, Poemi conviviali

2 commenti:

Vania ha detto...

...questa poesia...degna di una Gran rappresentazione teatrale...secondo me...ovvio !!!:))

ciaoo Vania:)

DR ha detto...

i nostri sogni sono rappresentazioni teatrali

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