domenica 13 gennaio 2013

La regina e il buffone

 

WISŁAWA SZYMBORSKA

OMBRA

La mia ombra è come un buffone
dietro la regina. Quando lei si alza,
il buffone sulla parete balza
e sbatte nel soffitto col testone.

Il che forse a suo modo duole
nel mondo bidimensionale.
Forse al buffone non va la mia corte
e preferirebbe un diverso ruolo.

La regina si sporge dal balcone
e dal balcone lui si butta giù.
Così hanno diviso ogni azione,
però a uno ne tocca assai di più.

Si è preso il merlo i gesti liberali,
il pathos con la sua impudenza
e tutto ciò per cui non ho la forza
- corona, scettro, mantello regale.

Lieve sarò, ah, nell’agitare il braccio,
ah, lieve nel voltare indietro il capo,
sire, nell’ora del nostro commiato,
sire, alla stazione ferroviaria.

Sire, in quel momento sarà il buffone
a sdraiarsi sui binari alla stazione.

(da Sale, 1962 – Traduzione di Pietro Marchesani)

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Ah, quanta ironia in questa poesia di Wisława Szymborska (1923-2012): il Premio Nobel polacco si prende in giro da sola, si affida al soffio leggero del disincanto, lontana anni luce dall’archetipo del poeta pedante e serioso. Senza dubbio, è il suo tratto distintivo: celare sotto l’apparentemente semplice, sotto il distaccato sorriso la domanda esistenziale, la riflessione profonda.

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FOTOGRAFIA © MATTHEW BOWDEN

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LA FRASE DEL GIORNO
Una persona spesso finisce con l'assomigliare alla sua ombra.
RUDYARD KIPLING

1 commento:

Vania ha detto...

...l'intelligenza è (anche) ridere di sè stessi....con "intelligenza".

ciaooo Vania

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