sabato 26 maggio 2012

Camera segreta


ALBERTO BEVILACQUA

…SI TRATTA DI APRIRLA QUESTA PORTA

… si tratta di aprirla questa porta
di entrarci in questa camera sigillata da tempo
senza chiedersi
chi fu a chiuderla, e perché è accaduto
… era talmente affollata di musica, di voci
aveva un suo così definito tempo
ma il tempo si è frantumato in tanti tempi
minori, sparsi,
e i suoni
i suoni si sono persi ciascuno per la propria
strada, viottoli o grandi viali,
sottoporre a un processo cronologico
suoni, tempi,
silenzi, sottosilenzi,
le lontananze buie e le luminose
… il pianoforte
ad esempio, anzi l’esempio perfetto,
è bianco di polvere:
si potrebbe incidere le note con la punta di un dito
… dare aria:
lasciare che l’aria si dia da sola
che l’ordine stesso e il senso delle cose
si ricompongano per propria convinzione,
cominciare da un inizio
lasciando che sia l’inizio a rivelarsi
… non c’è volontà che valga
per chi vuole rendere
di nuovo praticabile un luogo della sua anima.

(da La camera segreta, Einaudi, 2011)

.

“La «camera segreta», da riordinare o sgomberare, è il luogo intimo dell'autore, l'archivio privilegiato della sua vita, ma è anche l'osservatorio, o cosmico grembo, dove si possono cogliere gli echi delle vite umane. Questo intreccio di biografico e di metafisico, ossessione del ritorno e di un altrove sconosciuto, tocca l'essenza più segreta, privata, del poeta ed esprime, per un sottile gioco di specchi, una dimensione universale”. Così Einaudi presenta l’ultima raccolta edita dal poeta e scrittore Alberto Bevilacqua (Parma, 1934). Quello proposto è solo il prologo di un viaggio a ritroso nei segreti e nei ricordi che si snodano via via per le 232 pagine del volumetto, spesso in forma breve ma con l’intensità di cui è capace ad esempio la poesia giapponese: un viaggio alla ricerca dell’origine, al seguito degli affetti perduti. Perché si ha un bel dire: vivi nel presente, pensa al futuro. In realtà noi siamo il risultato del passato.

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image

EDWARD HOPPER, “ROOMS FOR TOURISTS”

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LA FRASE DEL GIORNO
Come l’odore delle foglie bagnate / dopo che la pioggia è un pezzo che non cade / …accadimi così, per caso, / mia vita che da sempre mi possiedi
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ALBERTO BEVILACQUA, La camera segreta

2 commenti:

Vania ha detto...

...macchie di colore questa poesia..
...quella che preferisco...
"è bianco di polvere:
si potrebbe incidere le note con la punta di un dito"

...intensità.

ciaoo Vania

DR ha detto...

frugare nei propri ricordi può essere doloroso, certo, ma sa dare anche inaspettate gioie

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