giovedì 24 novembre 2011

Ho sognato l’autunno

 

BORIS PASTERNAK

SOGNO

Ho sognato l'autunno nella penombra dei vetri,
gli amici e te nella loro burlesca schiera,
e come falco dal cielo, che sangue s'è procacciato,
picchiava il cuore sulla tua mano.

Ma il tempo trascorreva, e invecchiava e assordiva,
e di damasco inargentando gli infissi
l'aurora del giardino inzaccherava i vetri
delle sanguigne lacrime di settembre.

Ma il tempo trascorreva e invecchiava. E friabile
come ghiaccio si fendeva e fondeva la seta delle poltrone.
Di colpo tu, sonora, troncasti e ammutolisti,
e il sogno cessò, quale eco di campana.

Mi risvegliai. Come autunno era buio
l'albeggiare, e il vento, allontanandosi, portava
come dietro a un carro pioggia fuggente di pagliuzze,
una schiera di betulle fuggenti per il cielo.

1913, 1928

(da Poesie d’amore, 1988 - Traduzione di Evelina Pascucci)

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Lo scrittore russo Boris Pasternak (1890-1960) è universalmente noto per il romanzo Il dottor Živago, che gli valse anche il Premio Nobel per la Letteratura nel 1958. Ma era anche, e soprattutto, un poeta, come si può apprezzare da questi versi che esprimono un sogno autunnale. Commenta Angelo Maria Ripellino nella prefazione alle Poesie nell’edizione Einaudi: “La lirica di Pasternak è tessuta di elementari sensazioni psichiche. Nei suoi versi, come nel campo d'un microscopio, palpita uno sconnesso formicolio di impressioni primordiali. Ed è questa sequela di sensazioni iniziali, di improvvisi stupori, di incantamenti a dare a quei versi una straordinaria freschezza, un sapore di meraviglia. Rispecchiando i riflessi più semplici della coscienza nella loro immediatezza, le immagini, inusitate, dischiudono il magico spazio d'un mondo che sembra creato da poco, ancora gonfio di sonno e stillante di colori. Gli oggetti assumono una nuova solidità di contorni, come se il poeta li avesse liberati dalla muffa del tempo”. Quello che accade qui, in questa visione onirica che travalica e deborda nella realtà, quando sembra di sentire il ghiaccio fendersi e lo stormire delle fronde delle betulle.

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TOM MATUCCI, “ALBERI BETULLA 5680”

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LA FRASE DEL GIORNO 
Tutto perché, sin dall’infanzia, / sono ferito dal destino di donna, / e l’orma del poeta è solo l’orma / delle sue tracce / nulla più.
BORIS PASTERNAK, Poesie d’amore

1 commento:

Vania ha detto...

...musicale e dettagliata...mette curiosità.
ciaooo Vania

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