ALLEN GINSBERG
CI ALZIAMO SUI RAGGI DEL SOLE
E CADIAMO NELLA NOTTE
Globo dell'alba brilla crudarancio su Palisades
nudi rami accalcati cespugliano dai pantani –
New Jersey con mio padre in autostrada
per l'aeroporto di Newark – guglia dell'Empire State,
cocuzzoli cornuti Manhattan
si alza come negli occhi di W.C. Williams tra i fili di tralicci
camion a sei ruote marciano continui passando
accanto a New York – io sto qui
minimo sotto il sole che si alza in un vasto cielo bianco,
a guardare attraverso gli scheletri di nuovi palazzi,
la penna in mano, sveglio…
11 dicembre 1974
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Oggi affrontiamo un modo particolare di raccontare la poesia: questo paesaggio urbano fotografato da Allen Ginsberg (1926-1997) uno dei capostipiti della Beat Generation, durante un viaggio verso l’aeroporto con il padre su una delle highways che circondano New York, sottintende il non detto, le migliaia e migliaia di vite assurde che si svolgono nella gigantesca metropoli, il miraggio del welfare che si scontra con la realtà, con il dover fare i conti ogni giorno con il grigiore, con la povertà, con il disordine sociale. È un lampo questa poesia, è un flash di quelli che Ginsberg componeva sotto l’influsso allucinatorio delle droghe. È un’illuminazione improvvisa al limite della follia ed è ben servita dal linguaggio innovativo, ricco di neologismi. Ci starebbe bene come sottofondo il sassofono bop di Sonny Rollins.
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STEPHEN WILTSHIRE, “5 BIG CHEVY CARS ON THE NEW YORK FREEWAY”
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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia non è un'espressione… È il tempo di notte, dormire nel letto, pensiero di quello che realmente pensi, rendere il mondo privato pubblico, ed è questo che il poeta fa.
ALLEN GINSBERG
2 commenti:
..la musica di sottofondo è perfetta...per me troppo "hard" e "gray" il tutto...comunque da conoscere anche questo aspetto di "mondo" e "modo"
ciaoo Vania
Hai ragione, Vania: la poesia ha molti modi di manifestarsi...
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