domenica 27 marzo 2011

Una gomma per cancellare

 

GIORGIO ORELLI

GINOCCHI

Ma tu che sol per cancellare scrivi
Dante, Par. XVIII 130

Io sono uno studente e studio su una terrazza contro prati in pendio
dove errano galline su cui possono piombare falchetti detti
sciss.
Il fucile è qui, accanto a me.
Da un pezzo una ragazza bruna di fuorivia va in altalena, ogni poco
mi vengono incontro i suoi ginocchi lucenti.
Fingo di scrivere qualcosa e ad un tratto, nell'attimo che giunge alla mia altezza, le chiedo una gomma per cancellare.
Lei subito salta giù, corre in casa, torna fuori e mi dà sorridendo una gomma biancicante.
Cancello il bianco e poi col lapis scrivo sulla gomma, in stampatello: T'AMO.
La dichiarazione è così netta che arrossisco, l'attenuo fregandovi il pollice.
Adesso forse va bene, posso restituire la gomma.
La ragazza scappa in casa, non si fa più vedere.

(da Sinopie, Mondadori, 1977)

.

Pier Vincenzo Mengaldo, a proposito di questa poesia del ticinese Giorgio Orelli, dice che “fa proprio pensare a uno squisito raccontino di Cechov, del genere di Uno scherzetto, ridotto in miniatura”. In effetti la descrittività è quella, impressione probabilmente dettata dall’uso del verso lungo, dalla metrica informale che sconfina nella prosa: si legge tutto d’un fiato per arrivare a vedere come finirà questa storia tra due ragazzi, e intanto immaginiamo un giardino d’estate, quella terrazza, quell’altalena, entriamo nella favola, parteggiamo per l’uno o per l’altra, magari per l’amore. Ma non è che uno spezzone cinematografico, un momento fermo nel tempo, una poesia…

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Fotografia © Ray of Moon

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LA FRASE DEL GIORNO 
Forse sarà per questo il dir d'amore / più dolce dell'amore che ci stanca.
CARLO BETOCCHI, Poesie, “All’amata”

1 commento:

Vania ha detto...

...simpatica.:)
ciao Vania

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