martedì 7 dicembre 2010

L’apparizione della poesia

 

JORGE BOCCANERA

1958

Sordomuta
oggi la sera sopra Ingeniero White è dolce
come mio nonno che mi pettina da bambino.
Le strade che inghiottono le sue parole di polvere,
      ammiccano con timide luci.
Il molo evapora come il mio corpo di sei anni
      infagottato nel cappotto di mio nonno.
E nei miei sogni la tua casa,
           i muri sbucciati della tua casa,
           il profumo dei fiori della tua casa,
           le risate della tua casa
e fuori la tua bicicletta, sulla parete bianca.

(da “Sordomuta”, LietoColle, 2008”)

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Sordomuta è il personaggio che anima questa raccolta di Jorge Boccanera, poeta argentino: è facile riconoscere in lei la Poesia, sebbene si travesta e risulti spesso ambigua e molte volte indichi strade che si allontanano dalla ricerca della verità. Valentino Zeichen, nel motivare la consegna a Boccanera del Premio Camaiore 2008, scrive:  “Per indispettire il poeta Sordomuta parla per sotterfugi come tutte le figure problematiche/emblematiche. Essa esprime il dramma creativo di tutta la poesia del secondo Novecento: in questa poesia si gioca con l’amore impossibile e stilisticamente si ascoltano le onomatopee dei sentimenti”.

In questi versi è nel suo primo apparire: si presenta sotto forma di bicicletta appoggiata ad un bianco muro nella cittadina di Ingeniero White, dove il poeta nacque nel 1952. Il piccolo Jorge ha sei anni e sta gustando le cure che il nonno gli rivolge, sta ascoltando le storie che gli racconta, neppure lo sa quanto un giorno rimpiangerà quei momenti. È allora che lei gli si manifesta: “Non è la musa cantora né l'uccello strillone / né il pupazzo parlante né la signora che detta. / È una Sordomuta / che ti mostra la lingua per una moneta soltanto”.

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Fotografia © Zishaan Hayath

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LA FRASE DEL GIORNO
Scrivere è, in un certo senso, andare a un appuntamento / - Con chi? In che luogo? A che ora? 
JORGE BOCCANERA, Sordomuta

1 commento:

Vania ha detto...

...ogniuno raffina i suoi "sensi" più importanti...davvero bella questa poesia/racconto.

ciao Vania

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