domenica 19 settembre 2010

Nikifòros Vrettàkos

 

Nikifòros Vrettàkos è un poeta greco dalla grande libertà formale, capace di meravigliarsi davanti alla bellezza della natura. Nato a Plùmitza nel 1912 e morto a Sparta nel 1991, fu un fecondo scrittore: oltre alle numerose raccolte di poesie, pubblicò saggi, romanzi e un diario di viaggio. Per le sue prese di posizione, in Grecia fu definito “il poeta della pace e dell’amore”.

Quello che più risalta nella sua poetica è l’impeto lirico, l’impianto ricco di immagini e di impressioni verbali che lo accostano a certi poeti francesi del primo Novecento e al loro simbolismo: i versi scorrono leggeri rivelando la sua sensibilità e l’immaginazione sfrenata come cavalli al galoppo. Una poesia adatta per essere cantata: Mikis Theodorakis ne musicò alcune.

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SENZA TE

Senza te le rondini
acqua non avrebbero trovato;

senza te il dio nelle sue fontane
non avrebbe acceso la luce.

Nell'aria il melo sparge
i suoi fiori: nel tuo grembiule

porti acqua dal cielo,
luci di spighe - e sopra di te

luna di passerotti.

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FAVOLOSA CITTÀ

Quando si scioglieranno i ghiacci dagli artigli dell'aquila?
Quando, o sole, cadranno dai nostri capelli le nevi?
Quando faremo vela per andare incontro a te?
Quando laveremo le nostre mani con le lacrime dell'Estate?
Quando, o sole?...
Quando ancora avverrà che un bimbo creda
che gli uccelli possano insegnare il vangelo,
e una spiga dal pulpito possa parlare,
e un agnello possa parlare, una rondine,
o un giglio...

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LA SORGENTE

Ascolta l'acqua!

A onde voci
sgorgano dalla terra,
corrono, cantano,
antichissima voce che parla
- senti? Il primo usignuolo,
il primo uomo sulla terra,
il primo «buongiorno»!...

Vieni vicino che ti veda,
chinati con me
- una volta
ha visto anche mia madre
insieme alla luna,
ha visto un cervo all'alba
insieme alla luna,
ha visto un pastorello
che mangiava il suo pane.
I tuoi occhi,
i miei occhi,
senti? Voci, vocine!...
Sorridiamogli,
ci conosce,
ci ricorda!

Siamo due bambini,
tanto vecchi,
tanto buoni,
come la luna.

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L’UOMO, IL MONDO E LA POESIA

Ho scavato tutta la terra per trovarti.
Ho setacciato la sabbia del deserto nel cuore
Sapevo che la luce del Sole
non è completa senza l'uomo.
Mentre adesso guardando
tra la trasparenza del mondo
-tramite Te- le cose si avvicinano,
diventano più chiare, diventano trasparenti
Adesso sono capace di esprimere
la sua armonia con una poesia.
Prenderò una pagina bianca,
e metterò in fila la luce.

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è delle anime vergini, degli angeli, di chi crede. Naturalmente noi non viviamo più all'età d'Omero, e quindi ci è difficile trovare qualcosa in cui credere. Ma ad ogni modo, per essere poeti bisogna tornare a una necessaria condizione d'ingenuità
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GIORGIO BASSANI, Di là dal cuore

1 commento:

Vania e Paolo ha detto...

...è proprio una bellezza leggere questi scritti...e senz'altro complice credo sia anche il "clima" e i "territori" che si respirano ...mai visti da me ...ma per sentito dire della Grecia.

L'ultima mi piace davvero molto.
"Prenderò una pagina bianca,
e metterò in fila la luce"
ciao Vania

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