domenica 8 novembre 2009

Le lunghe ombre dei ricordi

VINCENZO CARDARELLI

PASSATO

I ricordi, queste ombre troppo lunghe
del nostro breve corpo,
questo strascico di morte
che noi lasciamo vivendo
i lugubri e durevoli ricordi,
eccoli già apparire:
melanconici e muti
fantasmi agitati da un vento funebre.
E tu non sei più che un ricordo.
Sei trapassata nella mia memoria.
Ora sì, posso dire
che m'appartieni
e qualche cosa fra di noi è accaduto
irrevocabilmente.
Tutto finì, così rapido!
Precipitoso e lieve
il tempo ci raggiunse.
Di fuggevoli istanti ordì una storia
ben chiusa e triste.
Dovevamo saperlo che l'amore
brucia la vita e fa volare il tempo.

(da "Poesie", 1942)

 

Un senso leopardiano del tempo pervade questa poesia di Vincenzo Cardarelli, che descrive un’esperienza amorosa ormai finita, chiusa dallo scorrere dei giorni, “precipitoso e lieve”. In equilibrio tra il sentimentale e il metafisico, il poeta laziale si dispone a una meditazione che il distico finale, quasi un aforisma, conclude con una ferma constatazione: la vita ha le sue leggi, cui non ci possiamo opporre, passano i sentimenti, passa il tempo, passa essa stessa. Cardarelli non sceglie la strada dell’abbandono alla memoria, al culto del ricordo, preferisce accettare con un sottile disincanto questa ineluttabile fuga, ben sapendo che alla fine di ogni cosa sopravvivrà il ricordo e che proprio per questo la donna amata, divenuta nel ricordo un’immagine, appartiene così interamente al poeta, che la può custodire in una specie di tempio – la sua memoria – definita in un’altra lirica, “Abbandono”, come “un sepolcro / a cui faccio la guardia”.

© Fitsnew.com

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LA FRASE DEL GIORNO
Passiamo passiamo poiché tutto passa / Indietro io mi volterò sovente / I ricordi sono corni da caccia / Il cui clamore smuore nel vento.
GUILLAUME APOLLINAIRE, Alcool, “Corni da caccia”

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