martedì 25 giugno 2013

Uno che canta

 

 

ROBERT FROSTFrost

UN UCCELLETTO IN MINORE

Proprio ho sperato che volasse via,
E non cantasse sempre davanti a casa mia;

Gli ho battuto le mani dal limitare
Quando non l'ho potuto più sopportare.

Mio in parte il torto dev'essere stato.
L’uccelletto non era stonato.

E qualcosa non va, qualcosa manca
In chi vuol far tacere uno che canta.

(da West-running Brook, 1928 - Traduzione di Giovanni Giudici)

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Un uccellino che canta, insistente - magari il tordo “che i solidi tronchi fa risuonare dell’eco” di un’altra poesia di Robert Frost (1874-1963) - nel mezzo dell'estate. Ma naturalmente non c’è solo questo dietro i versi del poeta americano: questo uccelletto che canta in minore è un apologo per la libertà e significativo diventa il distico finale, un mea culpa del poeta che in quell'uccellino alla fine ritrova il simbolo del suo stesso fare poesia.

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DIPINTO DI SUSAN BOURDET

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LA FRASE DEL GIORNO
La libertà politica per me non è niente. La regalo a destra e sinistra. Per me voglio tenere solo la libertà del mio materiale: la capacità occasionale di corpo e mente di pescare convenientemente nel grande caos di tutto ciò che ho vissuto.
ROBERT FROST, La figura che una poesia crea

2 commenti:

leanyse ha detto...

semplice e bella...

Vania ha detto...

..."intelligente" poesia.

ciaoo Vania:)

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