martedì 7 febbraio 2012

Ode alle ragazze semplici


EDUARDO LLANOS MELUSSA

LE RAGAZZE SEMPLICI

Le ragazze semplici 
non credono che il mondo sia un centro termale 
dove ottenere abbronzature eccitanti 
ed esibirsi come carne sulla graticola 
di un ristorante all'aperto. 

Le ragazze semplici 
non coltivano l'arte di strisciare incontro alla fama 
né confondono le persone con i gradini 
né praticano ozi o negozi 
né firmano con il didietro contratti milionari. 

Le ragazze semplici 
studiano in licei con le crepe, 
lavorano nelle industrie e negli uffici, 
evitano le ginocchia del direttore, 
fanno l'amore con Luis González 
negli alberghi, nelle tende, sulle colline, in luoghi semplici. 

Le ragazze semplici 
diventano madri e mogli semplici, 
lottano per lunghi anni senza neanche rendersene conto
riempiendosi di capelli grigi, di vene varicose e nipoti. 
E quando abbandonano questo mondo 
lasciano per ricordo i loro sguardi 
in fotografie sgualcite e semplici.

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E per fortuna che esistono ancora ragazze così, anzi per fortuna che lo sono la maggior parte delle ragazze, viene da esclamare leggendo questa poesia del cileno Eduardo Llanos Melussa (Santiago, 1956): è che noi ci lasciamo abbagliare e abbindolare da quello che i media mettono davanti ai nostri occhi, le Olgettine, le Letterine, le Meteorine, le donne che in politica e in ufficio hanno fatto strada non per merito ma per… altri motivi – mettersi sulle “ginocchia del direttore” rende bene l’idea della compravendita del corpo. Ma sono queste ragazze semplici che fanno andare avanti il mondo, con il loro lavoro, con i loro figli. Sono quelle che incontriamo tutti i giorni: studiano, lavorano – se sono riuscite a trovare un lavoro – e vanno a fare la spesa, si innamorano, portano i bambini a scuola, puliscono la casa, cucinano, lavano, stirano. In semplicità, con la dignità portata come un vanto.

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image

HENRI LEBASQUE, “NONO AU CHAPEAU ROSE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Niente è più semplice della grandezza; anzi, essere semplici è essere grandi.
RALPH WALDO EMERSON, Literary Ethics

6 commenti:

Vania ha detto...

...è bello leggere anche queste righe.

ciaoo Vania

Gianpiero De Tomi ha detto...

Comprendo l'espressione poetica e lo spirito con cui è stata scritta.La semplicità contro l'artificiosità di un certo spirito, è sicuramente encomiabile.Tranne che percepisco una leggera spinta ( ma forse m'inganno), verso il ruolo di donna degli anni passati, quelli contro cui il femminismo ha tuonato. La parola "semplice" allora assume una veste diversa,un pò discriminante. Ma sono certo che il poeta, aveva probabilmente altra intenzione nel definire la semplicità di una donna.

DR ha detto...

Anch'io ho inteso la semplicità come un valore non discriminatorio - e ho indicato il binomio semplicità/grandezza come chiave di lettura nella frase del giorno. Una semplicità che assomma dignità e integrità ma anche la consapevolezza e la rivendicazione dei propri diritti

AlmaCattleya ha detto...

Mi è piaciuta molto la poesia. Ed è bello sapere che ci sono uomini ai quali piacciono le ragazze semplici perché a volte ci sentiamo in competizione.
Credo di essere semplice anche se a volte posso sembrare complessa. Però preferisco una serata coi miei amici che una in discoteca. Preferisco comprarmi un libro che l'ultimo paio di scarpe di ultima moda.

Federica ha detto...

Che bella poesia!
La semplicità per me è un valore aggiunto, ed anche io associo il binomio semplicità/grandezza.
Sono fiera di essere una ragazza semplice (e sono fiera di avere ottenuto quello che ho solo con le mie forze), e sto cercando di far crescere anche la mia Lavinia come una ragazza "semplice".
A presto Federica

DR ha detto...

Il mondo è delle ragazze semplici, quelle che lottano per ottenere le cose. Perché le ragazze semplici sono capaci di tirare fuori gli artigli, quando serve...

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