giovedì 1 dicembre 2011

Altre poesie per dicembre


Due poeti separati da millenni per raccontare dicembre, mese freddo e spoglio che porta l’anno alla fine e accorcia i giorni al lumicino prima del solstizio: dal V secolo avanti Cristo giunge la voce di Anacreonte, lirico greco qui mirabilmente e modernamente tradotto da Salvatore Quasimodo; dal Novecento ecco invece i versi del poeta-matematico lucano Leonardo Sinisgalli (1908-1981) raccontare l’attesa di un amore nella pioggia gelata di dicembre.

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ANACREONTE

INVERNO

Ecco il mese di Posidone
comincia; e gonfiano d'acqua
le nubi e cupamente
le impetuose bufere rombano.

(da Lirici greci - Traduzione di Salvatore Quasimodo)

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Ornamento-de-hojas

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LEONARDO SINISGALLIimage

LO STESSO FATUO ALONE

Lo stesso fatuo alone della veste
Rossa nel fumo delle nebbie di un tempo,
Lo stesso sgomento se tra gli alberi piovosi
Mi riporta dicembre a questa svolta.
Tu non vieni. La pena non ritarda
Lungo le mura, una voce
Mi chiama o il tuo colore che arde
Sotto la pioggia fine.
(La fioraia
Grida le eglantine.)
Tu non vieni.
La pena non ritarda
E fa più dolce il bene che ti aspetta.
(Entro lo scroscio della grondaia
Una voce diletta...)

(da Vidi le Muse, Mondadori, 1943)

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image

BARBARA FOX, “DECEMBER SUN”

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LA FRASE DEL GIORNO 
Per un raggio di sole non è / lo sgelo. / Ancora l'intrico pallido / delle ombre / è l'unico ornamento della terra / sotto gli alberi nudi.
ANTONIA POZZI, Parole

2 commenti:

Vania ha detto...

...incredibile come ogni mese ha il suo messaggio...come ogni "cosa" può essere "illuminata/illuminante".
ciaooo Vania

DR ha detto...

sì, e spesso neppure ce ne accorgiamo se non ci pensano gli altri a farcelo notare

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