martedì 4 ottobre 2011

L’eco dei giorni

 

KONSTANTINOS KAVAFIS

DI SERA

Comunque non poteva durare a lungo. L'esperienza
degli anni me lo insegna. Ma troppo presto però
intervenne a porvi fine il Destino.
Fu breve quella bella vita.
Ma come furono intensi i profumi,
e in quale straordinario letto giacemmo,
e a quale piacere concedemmo i corpi.

Una risonanza di quei giorni di piacere,
una risonanza di quei giorni mi raggiunse,
qualcosa del fuoco della giovinezza di noi due:
ripresi in una lettera,
e più volte la rilessi finché mancò la luce.

Poi malinconicamente uscii sul balcone -
uscii per mutare i pensieri, guardando almeno
un po' dell'amata città,
un po' di movimento nella strada e nei negozi.

1917

(da Poesie d’amore e della memoria, Newton Compton - Traduzione di Paola Maria Minucci)

.

Il ricordo che si insinua nel crepuscolo e costringe a rivivere l’assenza, a tentare di cancellarla nell’unico modo possibile: Konstantinos Kavafis ha 54 anni e nella sua casa di Via Leprius ad Alessandria d’Egitto, prova a calmare il dolore dell’assenza leggendo una vecchia lettera, ricrea l’amore perduto. Poi scende la notte e il buio è una mano pietosa che interrompe la lettura. Il poeta esce sul balcone e osserva la vita che scorre nei vicoli della città, cerca conforto alla malinconia nelle ombre magiche di Alessandria.

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image

FINESTRA DI CASA KAVAFIS © SNOW-OWL

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LA FRASE DEL GIORNO
Torna sovente e prendimi / palpito amato, allora torna e prendimi.
KONSTANTINOS KAVAFIS

2 commenti:

Vania ha detto...

..porvi...invece che provi...almeno penso....nella poesia.


...una bellissima "immagine" questa poesia...anche la tua immagine....in accotastamento.
ciaoo Vania

DR ha detto...

hai ragione, Vania: porvi.

Correggo, grazie.

La finestra è proprio quella della poesia: la casa di Kavafis ad Alessandria d'Egitto

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