venerdì 20 maggio 2011

Non essere sterile petalo

 

ANTONIO BAROLINI

IL POLLINE

Se un buffo di vento
ti solleva
e ti sostiene lontano
sulle onde dei mari
e ad altre rive ti trasporta,

non essere
sterile petalo
o barbaglio di luce
che si dissolve nell'aria,
ma, come polline, dove cadi,
affonda la nuova radice
e cresci nuova speranza
e virgulti e nuove foglie
e il mondo sempre medesimo
contempla intorno e stupendo
e consuma l'agro-dolce
liquore della diletta vita,

cara ebbrezza fino all'estremo.

(da Elegie di Croton, Mondadori, 1959)

.

È un’ode all’emigrazione questa di Antonio Barolini (1910-1971), poeta vicentino della generazione di Luzi, Sereni e Bertolucci, emigrato nell’immediato dopoguerra a Croton-on-Hudson, nello stato di New York, al seguito della moglie americana. È un invito a entrare in contatto con la nuova terra, senza il paraocchi, senza la presunzione di ritenersi migliori. Quando ci si sposta si deve dare frutto, si deve trapiantare la radice in terra straniera, per non rimanere un fiore sterile e secco: senza la linfa, prima o poi i petali diventeranno una polvere friabile invece di germogliare e armonizzarsi con la bellezza del mondo circostante, “come un albero antico / dalla radice anemica / fattosi robusta”.

.

Edward Hopper, “Pennsylvania Coal Town”

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LA FRASE DEL GIORNO   
Nell’emigrante, la tradizione. Nell’ultimo arrivato, l’aristocrazia. Nella povertà, il blasone. 
ANTONIO BAROLINI, Elegie di Croton

3 commenti:

Federica ha detto...

Bellissima poesia e personaggio interessante.
Buon fine settimana
Federica

DR ha detto...

Grazie. Buona fine settimana anche a te.

Daniele

Vania ha detto...

....molto Elegante/Cruda/Vera.
ciao Vania

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