martedì 2 febbraio 2010

È febbraio, Pasolini…

PIER PAOLO PASOLINI

FEVRÀR


Sensa fuèjs a era l'aria,
sgivìns, ledris, moràrs...
Si jodèvin lontàns
i borcs sot i mons clars.

Strac di zujà ta l'erba,
in tai dis di Fevràr,
i mi sintavi cà, bagnàt
dal zèil de l'aria verda.

I soj tornàt di estàt.
E, in miès da la ciampagna,
se misteri di fuèjs!
e àins ch'a son passàs!

Adès, eco Fevràr,
sgivìns, ledris, moràrs...
Mi sinti cà ta l'erba,
i àins son passàs par nuja.


FEBBRAIO - Senza foglie era l'aria, canali pianelli, gelsi. Si vedevano lontani i borghi sotto i chiari monti. Stanco di giocare, sull’erba, nei giorni di Febbraio, mi sedevo qui, bagnato dal gelo dell’aria verde. Sono tornato d’estate. E in mezzo alla campagna, che mistero di foglie! e quanti anni sono passati! Adesso, ecco Febbraio, canali pianelli, gelsi… Mi siedo qui sull’erba, gli anni sono passati per nulla.

(da “La meglio gioventù”, 1954)


Avevamo già visto Pasolini poeta dialettale: ecco una prova più matura, che associa il ritorno in Friuli al ritorno alla fanciullezza. La nostalgia è un largo fiume che scorre nel tempo: le radici di un uomo vi attingono sentimenti che sembravano cancellati. Il Friuli della memoria è lo stesso di ora, trascorsi un paio di decenni: i rami spogli di febbraio, le viti, i gelsi, i canali che tagliano la pianura. Ma sono trascorsi gli anni, dolorosamente, sono spuntate foglie su quei rami nudi a fornire folte chiome agli alberi, mese dopo mese, anno dopo anno...



Pier Paolo Pasolini, “Paesaggio del Tagliamento”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il tempo girava e girava e non passava non succedeva nulla se non il tempo che passa e torna e non passa.
OCTAVIO PAZ, Salamandra

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