sabato 19 settembre 2009

L’autunno di Tranströmer

ARCIPELAGO AUTUNNALE
Tormenta

All’improvviso, il passante incontra qui la vecchia,
enorme quercia, come un alce pietrificato con le sue interminabili
corna, davanti alla forza neroverde
del mare di settembre.

Tempesta del nord. È il tempo in cui
i grappoli delle sorbe maturano. Sveglio nel buio,
ascolto le costellazioni scuotere le briglie nelle loro stalle,
lassù, sopra gli alberi.

(da “För levande och döda”, 1989)

 

Tomas Tranströmer, autore di questi versi autunnali, è un poeta svedese di 78 anni, molto conosciuto e amato in patria ma non altrettanto noto all’estero. il suo limite, a detta dei critici, è quello di essere troppo legato alla tradizione letteraria del suo paese: in realtà, secondo me, questo è il suo pregio; nessuno può pretendere che tutti si adeguino alle mode del momento, che si lancino nelle avanguardie più sfrenate. La poetica di Tranströmer si bilancia tra Modernismo, Espressionismo e Surrealismo alla ricerca degli aspetti mistici e bizzarri del quotidiano attraverso quadri chiari e apparentemente semplici, come quello disegnato nella poesia presentata.

La quercia che va spogliandosi nella tormenta autunnale in un mare del nord già spettrale, appare come un gigantesco fossile di alce, con quei rami contorti rivolti al cielo. E lassù, dietro le nuvole, i suoni della natura fanno pensare a un muoversi di finimenti in una vecchia stalla. Le forze primordiali si affrontano – come il bene e il male – nello scenario del mondo naturale. Semplice e chiaro sì, ma estremamente evocativo…

 

Thomas Moran, “East Moriches”

 

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *
LA FRASE DEL GIORNO
Come quando un uomo è così immerso in un sogno / che mai, ritornato al suo spazio, / ricorderà di esserci stato.
TOMAS TRANSTRÖMER, Parole dal silenzio

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...