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martedì 11 giugno 2024

Storia della solitudine


ADAM ZAGAJEWSKI

STORIA DELLA SOLITUDINE

Si smorzano le voci degli uccelli.
La luna si mette in posa per la foto.
Luccicano le umide guance delle vie.
Il vento porta il profumo di campi verdi.
Lontano, in alto, un piccolo aeroplano
gioca come un delfino.

(da Dalla vita degli oggetti, Adelphi, 2012 - Traduzione di Krystyna Jaworska)

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La solitudine è necessaria alla pratica stessa della poesia – lo sapeva bene il poeta polacco Adam Zagajewski che in essa si immerge e come un subacqueo va esplorando i fondali della sera per recuperarne i piccoli preziosi tesori che altrimenti passerebbero inosservati.

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ALEXEI BUTYRSKY, "IL MIO POSTO PREFERITO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia esiste nel mondo, in determinati eventi, in rari momenti.
ADAM ZAGAJEWSKI, Un’altra bellezza

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Adam Zagajewski (Leopoli, Ucraina, 21 giugno 1945 – Cracovia, 21 marzo 2021), poeta, scrittore e saggista polacco. Esordì nel 1972 con Komunikat. Esponente della New Wave polacca, nel 1976 aderì al Comitato per la Difesa degli Operai e la dittatura comunista gli impedì di pubblicare. Cominciò allora il suo esilio a Houston e Parigi. Tornò a risiedere a Cracovia nel 2002.


lunedì 10 giugno 2024

Giacinti


JAMES TERRY WHITE

NON DI SOLO PANE

Se per tutta ricchezza hai
solo due pani, vendine uno,
e con il ricavato compra
giacinti per nutrire l’anima.

(da Il giardino di rose di Sa’di, 1907)


La Rete, come è noto, non va per il sottile, è superficiale e non approfondisce, figurarsi ricercare le fonti. Non solo la celeberrima Lentamente muore appioppata a Pablo Neruda mentre è di Martha Medeiros o altri casi riguardanti Pirandello, Alda Merini e Borges: questa quartina del poeta statunitense James Terry White è attribuita erroneamente a Sa’di, poeta persiano del XIII secolo. Chiaramente White si è ispirato alla filosofia di Sa’di: “Insegnami, o Sa’di, come rendere / la mia vita bella come la tua; — / A vivere come te per il bene degli altri. / E a condividere con tutti /  il mio olio e il mio vino; / Insegnami a spendere il mio cuore / come te in generose elemosine!” E, come Sa’dì, White ritiene che vi sia qualcosa che vale più dei beni materiali e del denaro: la bellezza e lo spirito.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

O Rosa del Mio Desiderio, attraverso tutti i miei giorni / La bellezza della tua fragrante perfezione / Innalzerà gli ideali del cuore e dell'anima, / E tutte le energie della mente ti stupiranno…
JAMES TERRY WHITE




James Terry White (Newburyport, Massachusetts, 3 luglio 1845 – Manhattan, New York, 3 aprile 1920), editore e poeta americano. Data la sua vasta gamma di interessi e il suo coinvolgimento in varie attività commerciali e culturali, era considerato dalla società contemporanea un uomo del Rinascimento.


domenica 9 giugno 2024

La sabbia dell’estate


NICO ORENGO

LA SABBIA

Non scompare mai
la sabbia dell'estate,
riappare fra le lenzuola,
nello zaino di scuola,
fresca saltella in tasca,
da Natale a Pasqua
e giù ancora
quando è l'ora
di tornare al mare.

(da Spiaggia, sdraio e solleone, Einaudi, 2000)

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Le poesie di Nico Orengo giocano spesso a ricercare salti di senso. In questa raccolta del 2000 ripercorre "un breve, incompleto, catalogo di oggetti e di emozioni estive". Il lettore è a sua volta "invitato ad aggiungere i suoi versi su quegli oggetti e sentimenti che l’autore ha dimenticato o non ha sentito". Così ognuno di noi può fare propria la sensazione di quei granelli di sabbia che si ritrovano ovunque una volta tornati dalle vacanze al mare.

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FOTOGRAFIA © DAVID/WIKIMEDIA COMMONS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Non serve molto per essere felici: un po' di sabbia, di mare, di cielo…
JAN SZTAUDYNGER, Non solo piume

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nico-orengo

Nicola Orengo, detto Nico (Torino, 24 febbraio 1944 – 30 maggio 2009),  scrittore, giornalista e poeta italiano. Direttore per anni di Tuttolibri, inserto culturale della “Stampa”, è stato anche autore di filastrocche per bambini.


sabato 8 giugno 2024

Luce e splendore di luna


JOHANN WOLFGANG GOETHE

DALL'ALTO IL CREPUSCOLO SCENDEVA

Dall’alto il crepuscolo scendeva,
lontano è ogni cosa vicina,
ma per prima la stella della sera,
è ascesa con luce amica!
Tutto ondeggia nell’incerto,
nebbie scivolano nell’alto,
specchiando tenebre nere e profonde,
giace, immobile, il lago.

Soltanto nelle plaghe orientali,
presagisco luce e splendore di luna,
rami frondosi di snelli salici
scherzano sull’onda vicina.
Il raggio lunare trema
attraverso giochi di mobili ombre,
e tacita la frescura entra
per gli occhi e consola il cuore.

(da Cento poesie, Einaudi, 2011 - Traduzione di Giuliano Baioni e Roberto Fertonani)

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Il tramonto entra nell'anima romantica di Johann Wolfgang Goethe, che lo osserva dalla riva di un lago mentre dall'acqua sale la nebbiolina. Il mondo si riempie di ombre, la luce svanisce lentamente e l'aria si fa più fredda con l'avvicinarsi della notte. Ricorda l'emozione che espresse in una lettera ad Anna Catharina Fabricius durante un viaggio lungo la Saar in Lorena: “Il fiume scorreva in un silenzioso grigio crepuscolo e a sinistra pendevano su di me le tenebre pesanti del faggeto del monte. (...) Allora nel mio cuore si fece un tale silenzio come nella natura e tutta la fatica della giornata era dimenticata come un sogno e bisognava sforzarsi per ricordarsene ancora. Che felicità è avere un cuore leggero e libero!”

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ANTONIO FONTANESI, "IL MULINO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Come il sublime si genera facilmente dal crepuscolo e dalla notte, dove le forme si congiungono, così all’opposto è messo in fuga dal giorno, che tutto distingue e separa.
JOHANN WOLFGANG GOETHE

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Johann Wolfgang von Goethe (Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749 – Weimar, 22 marzo 1832), scrittore, poeta, drammaturgo e filosofo tedesco. Esponente di spicco dello “Sturm und Drang”, approdò a un più composto classicismo. Tra le sue opere  Le affinità elettive, il Faust, il Viaggio in Italia e una ricchissima produzione poetica.


venerdì 7 giugno 2024

Cos’è la felicità


CARL SANDBURG

FELICITÀ

Ho chiesto ai professori che insegnano il senso della vita di dirmi
  cos'è la felicità.
E sono andato da dirigenti famosi che guidano il lavoro
  di migliaia di uomini.
Tutti hanno scosso la testa e mi hanno sorriso come se
  stessi cercando di prenderli in giro.
E poi una domenica pomeriggio passeggiando lungo
  il fiume Desplaines
Ho visto una folla di ungheresi sotto gli alberi con
  le loro donne e i loro bambini, un barilotto di birra e una
  fisarmonica.

(da Poesie di Chicago, 1916)

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No, non lo sanno i professoroni né i manager, non lo sanno i riccastri né le persone famose. Che cos’è la felicità? Il poeta statunitense Carl Sandburg la trova nell’allegria del riposo domenicale di alcuni immigrati magiari. Perché la felicità non sta nella ricchezza o nel potere e nemmeno nell’intelligenza e nel successo: la felicità è nella semplicità.

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VLADIMIR FOMIN, "SUONATORE DI FISARMONICA"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Lascia che la felicità sia per te. / Allunga le mani / e prendila quando passa.
CARL SANDBURG, Poesie di Chicago

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Carl Sandburg (Galesburg, Illinois, 6 gennaio 1878 – Flat Rock, North Carolina, 22 luglio 1967), poeta statunitense. Nella sua poesia, in cui è costante il richiamo ai principi della solidarietà democratica, l’evidenza delle immagini e l'andamento discorsivo creano un linguaggio sperimentale, giocato sui contrasti e sulla vivacità della scansione.


giovedì 6 giugno 2024

In Normandia


CYRIL CRAIN

NORMANDIA

Vieni e soffermati in memoria
di chi combatté e cadde.
Hanno dato la vita in Normandia
ricordali con orgoglio.

Soldati, aviatori, marinai,
paracadutisti e marines
che nella vita civile erano sarti
e uomini alle macchine.

Britannici e canadesi
e uomini dagli Stati Uniti
forze del Commonwealth
erano tutti lì quel giorno

A Juno, Sword e Utah
spiagge divenute celebri
anche Gold e Omaha
è lì che scesero le rampe.

La battaglia infuriò in Normandia
Molte vite furono perse
La guerra doveva finire con la vittoria
e questo doveva essere il costo

Quando la mia vita sarà finita
e raggiungerò l'altro lato
incontrerò i miei amici della Normandia
e stringerò loro la mano con orgoglio.

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Sono trascorsi ottant’anni dal D-Day, il giorno in cui gli Alleati sbarcarono in Normandia e diedero la svolta definitiva alla Seconda guerra mondiale e alla vittoria sul nazifascismo. L’operazione, annunciata in codice via radio con i primi versi di una poesia di Verlaine – “I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno” – iniziò alla mezzanotte di martedì 6 giugno 1944: sostenute da un massiccio bombardamento aereo e navale, 24.000 truppe aerotrasportate raggiunsero la costa, alle 6.30 sbarcarono i soldati dei mezzi anfibi. Nessuno degli obiettivi programmati riuscì il primo giorno, ma nel corso dei due mesi successivi l’avanzata alleata ottenne risultati fino alla riconquista di Caen. Quel 6 giugno 1944 i caduti alleati furono 13.000, quelli tedeschi tra 4.000 e 9.000. Cyril Crain, il soldato inglese autore di questi versi sbarcò a Juno Beach e vide cadere molti dei suoi compagni, che ricordò nella sua lunga vita con numerose poesie.

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FOTOGRAFIA © ROBERT F. SARGENT

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Non sa più nulla, è alto sulle ali / il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna. / Per questo qualcuno stanotte / mi toccava la spalla mormorando / di pregar per l'Europa / mentre la Nuova Armada / si presentava alle coste di Francia.
VITTORIO SERENI, Diario d’Algeria

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Cyril Walter Crain (Nottingham, 11 giugno 1923 - 21 novembre 2014), poeta e veterano inglese. Prima di arruolarsi lavorava come impiegato salariale. Il 6 giugno 1944 sbarcò a Juno Beach con le forze alleate. Sopravvissuto alla guerra, si dedicò a onorare la memoria dei compagni caduti in Normandia.


mercoledì 5 giugno 2024

Non può piegarsi


LEONARDO SINISGALLI

LO SPAURACCHIO

Non può piegarsi
a carezzare le spighe brune,
a stringere in pugno i passerotti.
Può solo guardare più a lungo
il tramonto.

(da La vigna vecchia, Mondadori, 1956)

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"Simboli di primordiali religioni, indecifrabili e perdute" scrive Emilio Cecchi delle cose che rappresentano nei versi di Leonardo Sinisgalli il ricordo della sua terra, la Lucania. Così è per lo spaventapasseri che si erge tra il grano, umanizzato dallo sguardo del poeta nella sua fissità.

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IMMAGINE GENERATA CON INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Sarà la smania di far notte in me solo / E cercar scampo e riposo / Nella mia storia più remota. / Ogni sera mi vado incontro a ritroso.
LEONARDO SINISGALLI, Vidi le Muse

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Leonardo Sinisgalli (Montemurro, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981), poeta,  saggista e critico d'arte italiano. Noto come Il poeta ingegnere per il fatto che lavorò per Olivetti e Pirelli e per aver fatto convivere nelle sue opere cultura umanistica e cultura scientifica. Fondò e diresse la rivista “Civiltà delle macchine”.