GIUSEPPE UNGARETTI
NASCE FORSE
C'è la nebbia che ci cancella
Nasce forse un fiume quassù
Ascolto il canto delle sirene
del lago dov'era la città
(da L’Allegria, Preda, 1931)
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“Ne L’Allegria convivono due tendenze di poetica. La prima spinge a caricare la parola fino al limite della rottura, secondo l’intensificazione caratteristica del grido espressionistico. La seconda conduce invece a valorizzare l’alone di indefinitezza della parola, creandole attorno isole di silenzi così da potenziarne le suggestioni e il mistero. La compresenza di queste due ragioni espressive determina la sospensione della poesia ungarettiana, a livello del primo libro, tra Espressionismo e Simbolismo”. Questo commento di Romano Luperini mi sembra che si attagli bene a Nasce forse, poesia di Giuseppe Ungaretti, una delle prime dell’Allegria.
Possiamo immaginare un paesaggio cancellato dalla nebbia, dove tutto è possibile e la realtà appare sotto una diversa forma: la percezione dei sensi è tradita, le morgane ingannano, potrebbero esserci le Sirene nell’ombra. È il momento in cui il poeta, chiuso nella sua solitudine, diventa consapevole della propria funzione.
Ho scelto questa poesia di Ungaretti per un motivo preciso: oggi il blog compie tre anni (sembra ieri…) e ha assunto strada facendo sempre più quella connotazione che avevo in mente quando l’ho aperto: “Ferma la tua nave e il nostro canto ascolta” dicono le Sirene ad Ulisse nel XII canto dell’Odissea. Non mi ricordo se ho già detto perché il blog si chiama così: comunque quel sabato 12 gennaio 2008 scelsi quel titolo tra i tanti che mi frullavano in testa perché la poesia doveva essere centrale – non solo quella dei poeti, anche la “poesia” dell’arte, della fotografia, del viaggio, del vivere. Quella che ci chiama con voce soave, ma che – a differenza delle Sirene – non ci vuole distruggere: al contrario, ci arricchisce.
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Fotografia © Jaroslav Stryjewski
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LA FRASE DEL GIORNO
L’esperienza poetica è esplorazione di un personale continente d’inferno, e l’atto poetico, nel compiersi, provoca e libera, qualsiasi prezzo possa costare, il sentire che solo in poesia si può cercare e trovare libertà.
GIUSEPPE UNGARETTI, L’Allegria
Giuseppe Ungaretti (Alessandria d’Egitto, 8 febbraio 1888 – Milano, 1º giugno 1970) è uno dei tre grandi poeti dell’Ermetismo italiano. Trasferitosi a Parigi nel 1912, prese parte alla Prima guerra mondiale nelle trincee del Carso e poi in Champagne. Dal 1935 al 1942 insegnò in Brasile e dal 1947 al 1965 fu professore di letteratura moderna alla Sapienza.





