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mercoledì 7 gennaio 2026

Zoraida Burgos


La poetessa catalana Zoraida Burgos è morta a 92 anni il 4 gennaio nella sua città, Tortosa. Da lì, radicata nelle risaie alla foce dell’Ebro, ha costruito un'opera poetica che, con l'emotività delle parole, la precisione della punteggiatura e i salti tra i versi, parla di identità, del passare del tempo, della bellezza e delle contraddizioni della vita, passando dallo spirito combattivo degli anni '70 alle profondità della maturità.

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FOTOGRAFIA © EBRE DIGITAL

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COESISTENZA DI ACQUE

Coesistenza di acque, il mio paesaggio.
Il volo dei gabbiani confonde le superfici, specchi
di nuvole rossastre che tramontano, a monte.
I sentieri scendono verso la pianura che riverbera il sole.
La luna si specchia, stagni di notti salmastre.
Il tuo respiro mi porta la fragranza di agrifogli profumati,
vento aspro dall'alto che taglia la roccia cupa.
I grifoni cuciono i voli in spirali mobili.
In fondo al burrone, silenzio splendente, i ciottoli.
Dalle ultime ceneri, fuoco della sera, una poesia
afferra avidamente le minime briciole di caldi epiteli.
Metaforico profumo, alchimia, scrittura. Umide cavità,
scoppio, all'alba, di colori irreali e labbra liquide,
ritardano l'urgenza immediata di immagini preziose.

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NELLO STAGNO

Nello stagno,
tra il verde dello sfondo,
annega l'immagine sbiadita di Narciso.
Affascinato, inquieto,
dimentica il suo volto nell'acqua,
avanza, non si ferma.
Cieco, senza occhi,
senza sguardo.
Come andiamo tutti,
senza testa, senza vita,
se non troviamo specchi che abbiano pietà di noi.

(da Coesistenza di acque, 2017)

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   LA FRASE DEL GIORNO  

Scrivo. O forse mi riscrivo. / Leggo? / Le metafore frustano i sensi / e la mano traccia ostinatamente / una calligrafia rovinata / o inizia un punto qua e là per suturare la notte.
ZORAIDA BURGOS, Coesistenza delle acque

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Zoraida Burgos i Matheu (Tortosa, 10 marzo 1933 – 4 gennaio 2026), poetessa spagnola. Bibliotecaria, era profondamente legata alla sua città, al suo fiume, l'Ebro, e al suo delta, protagonisti di gran parte della sua poetica, che naviga tra le grandi contraddizioni della vita, la ricerca dell'identità e le sue illusioni.

martedì 6 gennaio 2026

I pallidi insoddisfatti


WILLIAM BUTLER YEATS

I MAGI

Ora li posso vedere, come sempre, con l’occhio della mente,
in quelle vesti rigide e dipinte, i pallidi
insoddisfatti apparire e scomparire nell’azzurra
profondità del cielo, i loro volti antichi come pietre
battute dalla pioggia, e tutti gli elmi d’argento, che ondeggiano
l’uno vicino all’altro, e gli occhi sempre fissi, sperando
di ritrovare ancora, insoddisfatti dal tumulto del Calvario,
sul pavimento bestiale il mistero
del tutto incontrollabile.

(da Responsabilità, 1914 - Traduzione di Roberto Sanesi)

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È il giorno dell'Epifania, in cui si rappresenta la visita dei Magi a Gesù, l'incontro tra questi esseri misteriosi che incarnano il sapere e la divinità: il poeta irlandese William Butler Yeats ritrova in questo inchino dei saggi al bambino un desiderio di un'altra nascita, quella metafisica.

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IMMAGINE © MARVELSPHOTO

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Versando segreti dentro di sé / come grano chiuso in un mastello, / i Re Magi cavalcarono / attraverso la terra rossa e rovente.
KRYSZTOF KAMIL BACZINSKY

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Yeats_BoughtonWilliam Butler Yeats (Dublino, 13 giugno 1865 – Roquebrune-Cap-Martin, 28 gennaio 1939), poeta, drammaturgo, scrittore e mistico irlandese. Spesso indicato come W. B. Yeats, fu anche senatore dello Stato Libero d'Irlanda negli anni venti.Fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1923 “per la sua poetica sempre ispirata, che con alta forma artistica ha dato espressione allo spirito di un'intera nazione”.


lunedì 5 gennaio 2026

Il sole è oro liquido


JOSÉ JIMÉNEZ LOZANO

TRAMONTO

Il sole è oro liquido,
il cielo azzurro perlaceo al suo partire:
tramonto invernale.
L'uragano sferza la siepe
di bosso invecchiato, e tu hai
un libro di Pascal tra le mani,
accanto al fuoco dorato che si muove
come uno scoiattolo irrequieto
o la spada di un angelo.
Oh, se questo momento fosse eterno!
Non chiederesti altro alla vita.
Ne sei sicuro?

(da Tanta devastazione, 2017)

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Quei momenti che si vorrebbero eterni: qui il poeta spagnolo José Jiménez Lozano è immerso nella luce dorata del tramonto, la "golden hour" degli anglosassoni, in una sera invernale al caldo del camino adatta alla lettura e alla meditazione.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Per essere uno scrittore devi mantenere molto silenzio.
JOSÉ JIMÉNEZ LOZANO, Le nozze di Angela

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José Jiménez Lozano (Langa, 13 maggio 1930 – Valladolid, 9 marzo 2020), poeta e scrittore spagnolo, Premio Cervantes nel 2022. La sua opera riflette i paesaggi della vasta pianura castigliana, con orizzonti immensi che invitano al pensiero, alla riflessione e persino al misticismo che ispirò Giovanni della Croce e Teresa d'Avila.


domenica 4 gennaio 2026

La bellezza delle donne


TITOS PATRIKIOS

ROSE PERENNI

La bellezza delle donne che cambiarono la nostra vita
più profondamente di cento rivoluzioni
non si perde, non si cancella con gli anni
per quanto sfumano i tratti
per quanto cambiano i corpi.
Resta nei desideri un tempo suscitati
nelle parole giunte anche se in ritardo
nell’esplorazione incerta della carne
nei drammi mai dichiarati
nel riflesso delle separazioni, nelle identificazioni totali.
La bellezza delle donne che cambiano la vita
resta nelle poesie scritte per loro
rose perenni che effondono sempre lo stesso profumo,
rose perenni, come da secoli cantano i poeti
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(da La resistenza dei fatti, Crocetti, 2007 – Traduzione di Nicola Crocetti)

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Il tempo passa, cambiano le relazioni, cambiano gli uomini e cambiano le donne: ma – dice il poeta greco Titos Patrikios – per quanto si possa invecchiare, ingrigire, accumulare rughe, resta la bellezza, resta l’amore cantato nei versi, resta la passione, sono immortalati nelle poesie, sottratti alle ingiurie del tempo.

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FOTOGRAFIA © GEORGE HODAN/PDP

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  LA FRASE DEL GIORNO  

E i nostri corpi / restano il confine che di continuo cambia / tra le cose andate / e quelle che vengono.
TITOS PATRIKIOS, La resistenza dei fatti

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Títos Patríkios (Atene, 21 maggio 1928), scrittore e poeta greco. Confinato per tre anni dalla dittatura militare sull’isola di Makronissos e poi esule a Parigi e Roma, ha trasposto nei suoi versi l’esperienza di prigionia ed esilio. La sua opera è critica verso il mondo ma ritiene necessaria la lotta in difesa dei valori anche attraverso la poesia.


sabato 3 gennaio 2026

Futile promessa del giorno


FERNANDO PESSOA

STANCA ESSERE, SENTIRE FA MALE

Stanca essere, sentire fa male, pensare distrugge.
Estranea a noi, in noi e fuori,
frana l'ora, e tutto in essa frana.
Inutilmente l'anima piange.

A cosa serve? E cosa deve servire?
Abbozzo pallido e lieve
del sole invernale che ride sul mio letto...
Vago sussurro breve.

Delle piccole voci con cui il mattino si desta,
della futile promessa del giorno,
morta sul nascere, nella speranza assurda e remota
nella quale l'anima confida.

1° gennaio

(da Poesie inedite, 1956 - Traduzione di Luigi Panarese)

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"Sono solo, solo come nessuno mai fu, / vuoto dentro senza un prima né un poi": il poeta portoghese Fernando Pessoa, da ortonimo in questo caso e non per voce di uno dei suoi tanti alter ego, il giorno di Capodanno del 1921 è preda ancora una volta di quel "dolore dell'essere" provato nella ricerca della propria dimensione.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Non sono niente. /  Non sarò mai niente. / Non posso voler essere niente. / A parte ciò, ho in me tutti i sogni del mondo.
FERNANDO PESSOA, Poesie di Álvaro de Campos

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Fernando António Nogueira Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – 30 novembre 1935),  poeta, scrittore e aforista portoghese, considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, diede l’avvio al Modernismo nel suo paese. In poesia si scompose in varie altre personalità, contrassegnate da diversi eteronomi, ognuno con un suo stile.


venerdì 2 gennaio 2026

Poesie per gennaio XII


Gennaio nei versi di due poco noti poeti italiani del Novecento: Angelo Barile, ligure di Albissola Marina, e Alfredo Baccelli, scrittore e politico romano: il freddo, il gelo, i presepi che vengono smontati, d'accordo, ma anche quel sole di speranza che accende boccioli sui rami e asfodeli nei prati lasciando intravedere la primavera.

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FOTOGRAFIA © WALLPAPER ACCESS

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ANGELO BARILE

FUORI TEMPO

In questi giorni di chiaro gennaio
che si disfanno i presepi, s’affioca
la pastorale
anche quest’anno nell’ansa del colle
il mio albero schiude le corolle
inaspettate.
 
Nella tepida tregua
uno spolvero fai di primavera,
albero illuso. Presto
sopravverrà un altro chiaro, di gelo,
ti spegnerà la frettolosa luce:
si prende il vento il tuo fiore già morto.
 
A giusto sole, insieme,
i tuoi compagni accenderanno la festa,
tu senza voce nel giulivo coro.
Oh, diverso. Ti preme
a una vigilia acerba
il canto fuori tempo del tuo ramo.
 
Precocità fa triste
il tuo fiore, pericolante riso.
Per ciò mi piaci, animoso cielo.
Cielo tu stesso, baleno al mio inverno:
attimo della grazia. Nel sereno
sei così breve e fai con la tua fronda
un orizzonte.

(da Quasi sereno, Neri Pozza, 1957)

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ALFREDO BACCELLI

GENNAIO

Pure notti dall'alito di gelo,
dal terso plenilunio d'alabastro,
quando, berillo o diamante ogni astro,
d'occulto incendio disfavilla il cielo.

Solo nel prato il pallido asfodelo:
canuto di pruine l'oleastro:
nel presepe il pastor col suo vincastro:
ischeletrito il pero e 'l grisomelo;

ma nelle membra insolito vigore,
chiara e serena luce entro il pensiero,
e nell'intimo cuor lieto calore,

ché il nuov'anno promette, ed è foriero
di Primavera Inverno, e presto il fiore
smalterà i verdi labbri del sentiero.

(da Poesie, Zanichelli, 1929)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Al sole di gennaio / cresce la margherita a branchi fitti / al sole di gennaio / mai così intenso, / il fiore più tenace / e non lo piega il gelo / o la brina che fa bianchi / i campi nel dicembre.
UMBERTO PIERSANTI, L'albero delle nebbie

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Angelo Barile (Albissola Marina, 12 giugno 1888 – Albisola Capo, 20 maggio 1967),  poeta italiano. Sottotenente di fanteria durante la Prima guerra mondiale, fu poi antifascista. La sua poetica, sullo sfondo dell’amato borgo marino, è fortemente influenzata dalla fede cattolica e quindi dalla sua visione profondamente religiosa della vita.


Alfredo Baccelli (Roma, 10 settembre 1863 – Roma, 12 settembre 1955), scrittore e politico italiano, ministro delle Poste nel 1906.  Raggiunse la pienezza della propria personalità poetica, ribadendo che la poesia doveva riflettere "un pensiero organico, nesso tra l'arte e i giudizi, le cure, lo spirito del secolo".


giovedì 1 gennaio 2026

Un nuovo anno


FERREIRA GULLAR

ANNO NUOVO

Mezzanotte. Fine
di un anno, inizio
di un altro. Guardo il cielo:
nessun segno.

Guardo il cielo:
l’abisso supera lo
sguardo. Lo stesso
stupefacente silenzio

della Via Lattea, come
un ectoplasma
sopra la mia testa:
niente lì indica
che sta iniziando un nuovo anno.

E non inizia
nel cielo o sulla terraferma
del pianeta:
inizia nel cuore.

Tutto comincia con la speranza
di una vita migliore
che tra le stelle
non si sente né si vede
né può esistere:
che questa è una cosa umana,
questo insetto
stellare
                  che sogna
                 (e combatte)

(da Rumori, 1987)

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Un giorno che subentra a un altro, un'ora che succede a un'altra, un minuto che si tramuta in quello successivo. Eppure diamo grande importanza a questo evento, a questo mutare della cifra finale di un anno in quella successiva. A quel sentimento del tempo dedica la sua riflessione ontologica il poeta brasiliano Ferreira Gullar, sempre attento alla sua corrosione della materia immediata delle cose.

Amiche e amici che leggete il Canto delle Sirene, auguri di un lieto e sereno 2026.

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FOTOGRAFIA © CIRCE DENYER/PDP

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Capodanno, / tanta attesa, e allora? / Solo un altro giorno.
IZUMI HŌRŌ

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Ferreira Gullar, pseudonimo di José Ribamar Ferreira (São Luís, 10 settembre 1930 – Rio de Janeiro, 4 dicembre 2016), poeta e scrittore brasiliano. Tematiche ricorrenti nella sua opera sono la riflessione sulla genesi della poesia e sulla corrosione del tempo che sottomette gli esseri al dolore e alla morte. È un poeta concreto e metafisico, quotidiano ed esistenziale allo stesso tempo. La realtà lo sollecita e questa realtà è la sua materia poetica.


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