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martedì 5 aprile 2022

I tuoi baci


GHIANNIS RITSOS

COME MI SOLLEVANO IN ALTO

Come mi sollevano in alto
i tuoi baci.
Mi perdo.
Tienimi.

(in Corpo nudo, da Erotica, Crocetti, 1981 – Traduzione di Nicola Crocetti)

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Sensualità purissima quella che esprime con queste poche parole il poeta greco Ghiannis Ritsos: l’amore è una forza dirompente, una carica vitale capace di mandare in orbita di far decollare l’anima come una mongolfiera e di lasciarla andare alla deriva nell’universo. Come evitarlo? Ancorandosi stretti all’essere amato.

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DIPINTO DI JACK VETTRIANO

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LA FRASE DEL GIORNO
Quando mi posavi la mano / sul ginocchio o sulla spalla, / o sul fianco / cambiava posa il mondo.
GHIANNIS RITSOS, Erotica




Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


lunedì 4 aprile 2022

Le regole del vuoto


LUCIO MARIANI

POETI

I piedi leggeri sul selciato
sanno sfiorare i brividi d'un lago
come soffi obliqui al vortice.
Così passano indenni i poeti
dai portici alla piazza
le tasche gonfie di guanti da sfida
avvolta l'anima deforme
nelle carte gualcite, nei giornali,
il naso è una prua che s'impenna
sull'arte del sorriso ignorato.
Da giocatori di superfluità
conoscono a memoria
le regole del vuoto.

(da Bestie segrete, Crocetti, 1987)

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“Forse si vive altrove” recita un verso di Lucio Mariani. Forse i poeti vivono altrove, pur essendo qui tra i portici della piazza: calpestano il selciato, sì, con i loro corpi e i loro nasi e il peso delle carte, con le anime deformate dal vivere, ma le loro antenne captano “segnali convulsi, gagliardetti / di latta, pinnacoli che confondono / i giochi della sorte”.

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ROB GONSALVES, "LO SPAZIO TRA LE PAROLE"

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LA FRASE DEL GIORNO
Acquista meriti anima mia, compi res gestae / che mai finiranno, tieni aperti i cancelli.
LUCIO MARIANI




Lucio Mariani (Roma, 1936 – 16 ottobre 2016). Poeta e saggista italiano. Il suo linguaggio espressivo – spesso arditamente innovativo – riflette sulla condizione umana e recupera il valore perenne del mito attraverso una poesia che scuote, sovverte i concetti, disorienta le certezze.


domenica 3 aprile 2022

Centenario di José Hierro



José Hierro, poeta spagnolo, nasceva a Madrid il 3 aprile del 1922. Inizialmente lontana dalle tendenze dominanti e vicina all’opera di Juan Ramón Jiménez, Antonio Machado, Pedro Salinas e soprattutto di Gerardo Diego, la sua poesia evocativa si arricchisce con il tempo di elementi sperimentali indagando nell’intimità continuamente erosa dall’inesorabilità del tempo, prendendo le distanze dalla storia e trasformando la sua testimonianza da sociale a esistenziale.

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FOTOGRAFIA DA SOYDE

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PASSATO

Ora che torna la sera
d'argento e grigio, ora che ho
innanzi agli occhi, nella mia lingua,
il colore, il sapore del tempo,
ora, infine, quanto dolorosamente,
quanto limpido, esatto, lo vedo!
Sembra che sulla terra io cammini
assistendo alla mia sepoltura,
che sono appeso al presente
come un occhio gigantesco,
contemplando tutta la mia vita,
che fa nido nel mio stesso corpo.
Io, dal di fuori della carne,
impassibilmente lo vedo.
Muove il mio corpo sulla riva.
Si ferma (no: mi fermo).
Gioca o si stende tra rocce
e s'addormenta, mentre lo veglio,
senza che possa destarlo
dai suoi inganni e dal suo sonno.

(da Terra senza di noi, 1947 – Traduzione di Oreste Macrì)

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PONENTE

Potessi rapire la chiave
del tuo cuore giallo:
la chiave d'argento e di fuoco.
Potessi infrangere il tuo carcere,
volare al tuo centro acceso
per denudare il tuo grande mistero.
Chiave d'argento e di fuoco. Chiave
del tuo cuore giallo
dove tesse la sua tela il sogno.

(da Quanto sai di me, 1957 – Traduzione di Oreste Macrì)

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Altre poesie di José Hierro sul Canto delle Sirene:

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LA FRASE DEL GIORNO
La vera poesia, qualunque sia l'aggettivo che la identifica, non può fare a meno della bellezza della parola.
JOSÉ HIERRO, Conferenza alla scuola “Santa María”di Madrid, 16 dicembre 1982




José Hierro del Real (Madrid, 3 aprile 1922 – 21 dicembre 2002), poeta spagnolo della generazione detta “sradicata” influenzato dalla poesia di Gerardo Diego. Incarcerato per quattro anni dopo la guerra civile, divenne araldo della “poesia testimoniale”, passando nel tempo a temi esistenziali.


sabato 2 aprile 2022

Poesie per aprile VIII


Aprile: “rischiararsi tanto atteso del tempo”, come dice il poeta ligure Adriano Grande: mese di luce e di colori, di fiori e di risveglio che conforta il vivere e consente di restare all’aria aperta a godere del nuovo tepore, dei giochi dei bimbi, delle giornate di polvere e polline come la domenica di Leonardo Sinisgalli.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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ADRIANO GRANDE

APRILE

Aprile: oh, rischiararsi
tanto atteso del tempo! Fuga alterna
d'ali nel cielo; sopra i vetri, e dentro
le stanze chiuse, gioco
continuo di riflessi
limpidi e caldi. In me, segretamente,
dacché son reso schiavo
della grigia vecchiezza,
non vivo che di questi
alimenti incorporei, gratuiti
e senza peso. Invento un'esistenza
tutta di madreperla che di luce
solamente si nutra.
                              E duri eterna.

(da Poesie (1929-1969), Mursia, 1970)

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LEONARDO SINISGALLI

UNA DOMENICA D’APRILE

Tra il polline e la polvere dei bambini
fugaci tu siedi sullo scranno
di pietra dei giardini.
Chiudi gli occhi al sole,
porgi l’orecchio al bisbiglio
di vecchie inaudite parole.

(da La vigna vecchia, Mondadori, 1956)



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LA FRASE DEL GIORNO
Per sapere la gioia dell’aprile, / bisogna, amici, uscir per i sobborghi, / mirare il cielo, le vie dorate e gli orti, / e i colli che traspaiono laggiù.
DIEGO VALERI




Adriano Grande (Genova, 1° luglio 1897 - Roma, 1972), poeta italiano. Appartenne alla “linea ligure” post-vociana e post-rondista. La sua tonalità affettuosa e serenamente dolente tende a esprimere i moti dell’animo in bella misura melodica, con espressione mai ermetica.


Leonardo Sinisgalli (Montemurro, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981), poeta,  saggista e critico d'arte italiano. Noto come Il poeta ingegnere per il fatto che lavorò per Olivetti e Pirelli e per aver fatto convivere nelle sue opere cultura umanistica e cultura scientifica. Fondò e diresse la rivista “Civiltà delle macchine”.


venerdì 1 aprile 2022

Dolores Castro Varela


La poetessa messicana Dolores Castro Varela se ne è andata il 30 marzo alla soglia dei 99 anni. Riteneva che la poesia fosse il modo di raggiungere la verità, l’esperienza capace di portarci al centro delle cose, alla loro essenza: “La poesia serve a conoscere l'uomo pensante e sensibile nel tenero, nel magico e nel meraviglioso». Il ritmo della poesia è dunque quello del proprio respiro, ascoltato nel silenzio. Definiva anche così la sua poetica: “La mia poesia è la mia infanzia”. Ne derivava un linguaggio breve, secco, poco ornato, ma ricco di sensibilità.

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SICCITÀ

Aspettando, tesa come l’erba
che affretta il suo fiore nella siccità,
ascolto il vento spezzato,
la spirale, il segno.

Voglio dire ora
che amo la vita:
che se vado senza un fiore,
che se non ho dato frutto nella siccità,
non è per mancanza d’amore.

Voglio dire che ho amato
i giorni assolati, le notti,
gli alberi, il vento, la pioviggine.

(da Canzoni della candela, 1960)

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LA TERRA SUONA

La terra suona
e io sono desolata,
vuota dentro, triste.
la mia gioventù si allunga come l’ala
tesa e nera di una rondine.
Mi fanno rabbrividire gli alberi fitti
e mi fanno male le acque più calme.

La terra suona.
Piange d’amore e ferisce
mentre ama.
E uccide e accarezza.

Chi ci rinchiude con durezza
come il fiore nl suo rosso silenzio
di palpebre affogate
o di petali chiusi!

La terra suona:
Acque, alberi fitti:
Terra sul mio corpo!

(da La terra suona, 1959)

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LA FRASE DEL GIORNO
Niente muore. La vita è duratura. Sono sempre stata innamorata della vita, ecco perché ho vissuto così tanto. È per me un grande piacere essere viva. E cerco di vivere questi anni con gli occhi bene aperti, e la possibilità di capire cosa sta succedendo nel mondo.
DOLORES CASTRO VARELA, Excelsior, 4 aprile 2018




Dolores Castro Varela (Aguascalientes, 12 aprile 1923 - 30 marzo 2022), poetessa, scrittrice e critica letteraria messicana. Laureata in Legge, insegnò Letteratura spagnola alla UNAM e Stilistica a Madrid. Condusse il programma di Canale 11 Poeti del Messico. Nel 2014 ottenne il Premio Nazionale di Scienze e Arti.


giovedì 31 marzo 2022

Seduta su una pietra


MARY CAROLYN DAVIES

IL GIORNO PRIMA DI APRILE

Il giorno prima di aprile,
sola soletta,
ho camminato per i boschi
e mi sono seduta su una pietra.
Mi sono seduta su una pietra 
e ho cantato agli uccelli.
La melodia era opera di Dio
ma le parole erano mie.

(da Poetry. A Magazine of Verse, X, 5, agosto 1917)

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La primavera è all’intorno ma anche dentro di noi: seduta in mezzo ai boschi, la poetessa statunitense Mary Carolyn Davies si sente parte del risveglio, non si limita ad osservarlo ma se ne fa interprete scrivendo la sua poesia sullo spartito già predisposto dalla natura.

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FOTOGRAFIA © JIPSIE VISIONS

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LA FRASE DEL GIORNO
Siamo fatti interamente di libri, / di grandi spazi e di stelle.
MARY CAROLYN DAVIES




Mary Carolyn Davies (Sprague, Washington, 1888 – New York, 1940?), scrittrice e poetessa statunitense la cui carriera svanì nel mistero dopo il trasferimento a New York negli Anni Trenta. Conosciuta per le sue poesie e per alcuni romanzi e racconti, è stata paragonata a Edna St. Vincent Millay.


mercoledì 30 marzo 2022

Come Gauguin


IRENE GRUSS

DONNA IRRISOLTA

Vorrei, come Gauguin, mollare tutto e andare
lasciare la mia famiglia, la posizione
non così solida
e rifugiarmi a scrivere in qualche isola
sperduta.
La tranquillità di Gauguin,
soggiornare su un’isola
al caldo, dove le donne
sputano rassegnate
noccioli di frutta selvatica.

(da Il mondo incompleto, 1987)

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Un sogno, quello che Paul Gauguin realizzò nell’aprile 1891: ritirarsi in un vero e proprio paradiso terrestre, dove poter realizzare la propria arte dimenticando i conflitti irrisolti e le disuguaglianze che la moderna società ha insite nel proprio tessuto. È lo stesso – almeno per un istante, per un gioco del pensiero – della poetessa argentina Irene Gruss che si considera “donna irrisolta” nelle tensioni sociali e nelle differenze di genere.

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PAUL GAUGUIN, "TE FAATURUMA

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LA FRASE DEL GIORNO
Ho bisogno di verde, aria, acqua per scrivere e per vivere. Perché sento che quando sono con le cose non sono, non c’è parola, non c’è linguaggio, sono con le cose, con l’albero, con una pietra, e questo silenzio è meraviglioso, è una conversazione in silenzio.
IRENE GRUSS, Las/12, 10 giugno 2005




ireneIrene Gruss (Buenos Aires, 31 agosto 1950 - 25 dicembre 2018), poetessa argentina. Prese parte negli anni ‘70 al gruppo letterario “Mario Jorge De Lellis” innovando il colloquialismo. Tra le sue opere La luz en la ventana (1982), El mundo incompleto (1987), La calma (1991), Sobre el asma (1995) e La mitad de la verdad (2008), opera completa.