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venerdì 5 novembre 2021

Fernando Zamora


Il poeta spagnolo Fernando Zamora è morto ieri nella sua città, Palencia, in Castiglia. Medico chirurgo, abbandonò l’esercizio per dedicarsi alla poesia e alle arti plastiche: “Mi sono sposato con la medicina” - disse in un’intervista, “ma ho sempre mantenuto la pittura e la poesia come amanti e le sono stato infedele con entrambe”. Due passioni che accomunava nella medesima semplicità lirica, tesa a raccontare il quotidiano e la bellezza delle piccole cose.

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COMPRIAMO ORO E OGNI TIPO DI GIOIELLI

Non si disfi di nessun ricordo
senza prima consultarci.

Se è titolare di qualche felicità
allora può riscattarla.

Accettiamo
collezioni di nostalgia
- antiche e moderne -
pezzi sciolti:
ferite
d’amore.
Solitari incastonati di parole
- diamanti come anelli -
ciondoli, collane,
bracciali di fidanzamento
con le date dimenticate.

Liquidiamo in contanti.
Contattare:

dalle 4 alle 8
Anche
la domenica.
Preziosi.
Obsoleti.

(da Fuori strada, 2010)

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RITORNO

(Affrancatura a carico del destinatario)

Quando arriverà il passato
e questo giorno sembrerà
soltanto una fiamma
battuta dal tempo
e il tuo passo proverà
ancora a percorrere
i campi e i boschi
e le strade e le case
e i tuoi occhi
cerchiati dal vento
e la notte scivolerà
dalla tua bocca.
Quando tornerà il passato
ci incontreremo
al termine di questo silenzio
e tornerai
a essere
in ogni cosa.

(da Fuori strada, 2010)

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LA FRASE DEL GIORNO
LA Poesia ha in sé un valore infinito / perché ha il prezzo che tu stesso le poni.
FERNANDO ZAMORA, Vita in poesia




Fernando Zamora (Palencia, 1939 – 3 novembre 2021), poeta spagnolo. Medico chirurgo, nel 2003 abbandonò la professione per dedicarsi  interamente alle sue due passioni: la poesia e la pittura. Le sue opere raccontano il quotidiano e le piccole cose con semplicità lirica.

giovedì 4 novembre 2021

Una nuova


JOAN BROSSA

CIELO NOTTURNO

Guarda:
se ne è aggiunta una
nuova. Il mio amore per te
non arriva per caso alle
stelle?

(da Parata di libri, 1980)

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Joan Brossa, poeta e designer catalano nato dal Surrealismo e dal Dadaismo, praticò sovente la poesia visiva non disdegnando però la poesia più tradizionale e i suoi temi: l’amore, naturalmente è uno degli argomenti principali e universali, sin dai tempi di Omero e di Saffo.

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JOAN BROSSA, "SENZA TITOLO", 1980

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LA FRASE DEL GIORNO
Nemmeno esiste l’amore, / puoi solo darne prova.
JOAN BROSSA, La chiave in bocca




Joan Brossa i Cuervo (Barcellona, 19 gennaio 1919 – 30 dicembre 1998), poeta, drammaturgo, artista plastico e designer grafico catalano. È ritenuto il massimo esponente della poesia visiva non solo della letteratura catalana, ma il pioniere di questo genere in Spagna e uno dei grandi riferimenti internazionali.


mercoledì 3 novembre 2021

Cetera desunt


BARTOLO CATTAFI

IL RESTO MANCA

Mancavano pagine
il marmo dell’epigrafe
era scheggiato
due sole parole
cetera desunt
il resto mancante
mancanti la testa e i piedi
e tutto il resto mancante
che testa e piedi divide
cetera desunt…cetera desunt…
parole sul frontone d’un tempio vuoto
vorticanti col vento come per dirci
solo noi ci siamo
tutto il resto manca
era questo che non sapevate.

(da L’aria secca del fuoco, Mondadori, 1972)

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È significativa questa poesia oscura del poeta siciliano Bartolo Cattafi,  visionaria più che surrealista. “Oracolare” viene definita da Vittorio Sereni: “emblema dell'essenza della poesia di Cattafi , che vede il non detto e dice il non visto , ossia apre il vuoto del nostro non vedere e lo riempie”.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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LA FRASE DEL GIORNO
Secco duro gessoso sovente è l’occhio, / le mani, lo scalpello lo assecondano, / foggiano cose a nostra somiglianza.
BARTOLO CATTAFI, L’osso, l’anima




Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979),  poeta italiano. La sua poesia spazia sui dilemmi esistenziali con sensibilità di diarista, spesso con uno sguardo metafisico dove sono protagonisti il vuoto e la solitudine. Nei suoi versi il tema del viaggio è una costante metafora del vivere.


martedì 2 novembre 2021

Con te Pasolini


VIVIAN LAMARQUE

A PASOLINI

Che cielo azzurro guarda si è schierato
per il tuo anniversario
di assassinato.
Proprio un giorno da partita
di pallone vedi? O da lì
non si vede proprio niente
niente? Non senti che vento forte
si è levato? Con un vento così
il pallone ti sarebbe forse sfuggito
volato come tu quel giorno a noi.
E' un novembre con i colori di aprile
Siamo qui soli con te Pasolini
con quel tuo morire.

(da Una quiete polvere, Mondadori, 1996)

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Secondo me c'è una forte affinità fra la fine di Pasolini e la fine di Caravaggio, perché in tutt'e due mi sembra che questa fine sia stata inventata, sceneggiata, diretta e interpretata da loro stessi” scriveva Federico Zeri della morte di Pier Paolo Pasolini, brutalmente percosso e poi travolto con la sua stessa auto sulla spiaggia dell'Idroscalo di Ostia la notte del 2 novembre 1975. Per l’omicidio fu condannato Pino Pelosi, un “ragazzo di vita” diciassettenne, ma i lati oscuri della vicenda hanno generato molte teorie complottiste. La poetessa trentina Vivian Lamarque proprio in un anniversario – il ventennale – rievoca la figura dello scrittore e poeta friulano citando due delle passioni che coltivava: il calcio e quel cielo "straziante, meravigliosa bellezza del creato” come appare in Cosa sono le nuvole, cortometraggio girato da Pasolini nel film a episodi Capriccio all’italiana.

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PIER PAOLO PASOLINI IN UN DISEGNO DI TULLIO PERICOLI

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LA FRASE DEL GIORNO
Solo l'amare, solo il conoscere / conta, non l'aver amato, / non l'aver conosciuto.
PIER PAOLO PASOLINI, Le ceneri di Gramsci




LamarqueVivian Comba Provera Pellegrinelli Lamarque (Tesero, 19 aprile 1946), scrittrice, poetessa e traduttrice italiana dal francese. Di origini valdesi, ha insegnato italiano agli stranieri e nei licei. Ha ottenuto il Premio Viareggio, il Premio Montale, il Pen Club e, per le fiabe, il Premio Rodari e il Premio Andersen.


lunedì 1 novembre 2021

Poesie per novembre VIII


Bartolo Cattafi era poeta che volgeva la sua ricerca verso il buio e l’inconoscibile. Non è un caso che nelle nebbie di novembre – siciliano trapiantato al Nord – si trovasse confuso. Quello stesso clima, quel freddo che penetra le ossa, quel sole freddo fa pensare alla sua solitudine e alla sua nostalgia anche il poeta triestino Carlo Stuparich.

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FOTOGRAFIA © STUX/PIXABAY

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BARTOLO CATTAFI

IPOTENUSA

Sfusi e confusi in quella
nebbia di novembre
sentimmo al tatto che l’ipotenusa
era mostruoso errore
audace anomalo lì addosso compartecipe
lato scorretto
d’un angolo retto.

(da Marzo e le sue Idi, Mondadori, 1977)

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CARLO STUPARICH

PRINCIPIO DI NOVEMBRE

O freddo sole di novembre, soltanto ricordi mi scalda in questo corpo rabbrividente. La mia vita ronza tutta dentro; guarda i miei occhi, ti pare che vedano la storia del prossimo, o quanto da godere darebbero quelle onde di carne femminile? La mia carne, se la tocchi, ti spaventi del suo poco fermento: è un ingombro di corpo che pesa brutamente sull'esilità nostalgica della mia anima.

Camminando fra due muri secchi - vi pendono tralci di vite intisichita, pampini rossi come gote assai febbrose - sento che la mia vita è tutta qui in questa solitudine soleggiata a freddo. In nessuna parte ho lasciato lembi della mia persona. Qui raccolgo e stringo tutta la mia anima come un lenzuolo piegato fittamente che odora di fresca lavanda.

(da Cose e ombre di uno, La Voce, 1919)

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LA FRASE DEL GIORNO
Proprio novembre. // Ogni cosa ha il suo posto. // Tuttavia l’ignoto è vicino / come un uccello inquieto.
MARIE-CLAIRE BANCQUART, Senza posto tranne l’attesa




Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979),  poeta italiano. La sua poesia spazia sui dilemmi esistenziali con sensibilità di diarista, spesso con uno sguardo metafisico dove sono protagonisti il vuoto e la solitudine. Nei suoi versi il tema del viaggio è una costante metafora del vivere.


Carlo Stuparich (Trieste, 3 agosto 1894 – Monte Cengio, 30 maggio 1916), poeta e scrittore. Scrisse una sola opera: Cose ed Ombre di uno, acclamato dai critici come promessa della letteratura italiana. Durante la prima guerra mondiale, unico superstite del suo plotone decimato sul Monte Cengio, si uccise per non cadere prigioniero degli austriaci.


domenica 31 ottobre 2021

Spiaggia bretone


PAUL CELAN

SPIAGGIA BRETONE

Riunito è tutto ciò che vedemmo,
a prender congedo da te e da me:
il mare, che scagliò notti alla nostra spiaggia,
la sabbia, che con noi l’attraversò di volo,
l’erica rugginosa lassù,
tra cui ci accadde il mondo
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(da Di soglia in soglia, 1955 - Traduzione di Giuseppe Bevilacqua)

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Nei luoghi della Bretagna il poeta rumeno di lingua tedesca Paul Celan trovò quello che più da vicino rassomigliava alla patria perduta, una patria del cuore – “Uno è dove si sente meglio” per dirla con Luis Sepúlveda – il sito dove riordinare metaforicamente l’orizzonte esteriore per trovare una prospettiva all’orizzonte interiore attraverso una sorta di rapimento estatico.

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FOTOGRAFIA © B. MONGINOUX/PHOTO-PAYSAGE

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LA FRASE DEL GIORNO
Quello che ora si leva e discende / riguarda ciò che è più profondamente nascosto: / è così che il tempo – cieco come lo sguardo che ci offriamo – / ci bacia sulla bocca.
PAUL CELAN, Papavero e memoria




Paul Celan, nato Paul Antschel (Cernauți, 23 novembre 1920 – Parigi, 20 aprile 1970), poeta rumeno di origine ebraica, nato nel capoluogo della Bucovina settentrionale, oggi parte dell'Ucraina. Tormentato da crisi di angoscia, dopo numerosi ricoveri in cliniche psichiatriche, si uccise gettandosi nella Senna.


sabato 30 ottobre 2021

La circonferenza dell’attesa


VALENTINO ZEICHEN

ASPETTATIVA

Di ieri in ieri
di domani in domani
i secondi curvano lungo
la circonferenza dell’attesa
circuendo più volte il nulla.

Il mio capo non trova posizione
in nessuna geografia
e si volge alterno
al passato e al futuro facendo capolino;
il suo cruccio è non sapere
da quale parte, semmai, verrai.

(da Pagine di gloria, Guanda, 1983)

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Il poeta imbastisce epitaffi / senza completarli” scrive Valentino Zeichen. È questa la sua posizione nel tempo, è questo il suo vivere sempre in attesa, in un presente in cui, come Giano, volge le due facce verso i tempi che più non sono o che ancora non sono: “Dai sentimenti che mi precedettero / non ho tratto consiglio,  / da quelli che mi succederanno / non trarrò che idee”.

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DIEGO TIRIGALL, "PAST FUTURE"

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LA FRASE DEL GIORNO
Il mondo / deve supporsi creato in versi / come ventilano le scritture oppure / si tratta di opera in prosa evoluzionistica?
VALENTINO ZEICHEN, Pagine di gloria




ZeichenValentino Zeichen, all'anagrafe Giuseppe Mario Zeichen (Fiume, 24 marzo 1938 – Roma, 5 luglio 2016), poeta italiano. La sua prima antologia poetica Area di rigore fu pubblicata nel 1974 con introduzione di Elio Pagliarani, che lo definì “un Gozzano dopo la Scuola di Francoforte, sempre però in un’aura che potremmo definire tra neoliberty e neocrepuscolarismo”.