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giovedì 5 aprile 2018

Intercambiabili


ALAIN BOSQUET

DIO DICE AL SUO POETA

Dio dice al suo poeta:
«Ti ho scelto perché m'informi
sulla mia identità».
Il poeta è dispettoso: traccia una parola,
poi una seconda, poi le cancella.
Dio si fa più pressante:
«Mostra agli uomini come venerarmi:
ti ho creato per questo».
Il poeta sorride, scrivendo la parola “rosa”,
la parola “azzurro”, la parola “tucano”,
la parola “silenzio”, la parola “dio”.
E dice:
«Sono tutte intercambiabili le parole».

(da Il tormento di Dio, 1987)


Ecco un’altra delle numerose poesie in cui il poeta francese di origini russe Alain Bosquet contempla le origini, ritornando nell'immaginazione al momento della Genesi, della creazione del mondo: è un modo di investigare per scoprire quello che Dio inventerà per penetrare nei meandri segreti del divino, per provare a capire come è sorto l’universo, come si rapportano l’uomo e la poesia di fronte al mistero.

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Broomfield

FRANCES BROOMFIELD, “IL SOGNO DI ROUSSEAU”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il poeta prima trova, poi cerca.
ALAIN BOSQUET, Il guardiano dei roseti




Anatole Bisk, detto Alain Bosquet (Odessa, Ucraina, 28 marzo 1919 – Parigi, 17 marzo 1998), poeta e scrittore di origini ucraine naturalizzato francese nel 1980. Combattente nella Seconda Guerra mondiale prima  con l’esercito belga e poi con quello americano, prese parte alla programmazione dello sbarco alleato in Normandia.


mercoledì 4 aprile 2018

Fiori di prezzemolo


EDWARD THOMAS

PIOVE

Piove, e niente si muove entro il recinto,
ovunque nel frutteto intatto, nel fitto
campo di prezzemolo. I grandi diamanti
della pioggia sui fili d’erba nessuno li rompe,
nessuno fa tremare i petali caduti.

E sono felice per quanto è possibile
di esplorare la terra vergine secondo il mio capriccio,
di immaginare due che camminano e si baciano proprio lì,
zuppi, ma dimentichi dei baci della pioggia.
E sono anche triste dal pensare che mai, mai più

a meno che sia solo, così felice camminerò
sotto la pioggia. Quando mi volto,
il crepuscolo è condannato a finire, i fiori di prezzemolo
sospesi come bianchi fantasmi, simboleggiano
il passato che fluttua rivedendo la luce.

1916

(da Poesie, 1917)

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Protagonista di molte poesie dell’inglese Edward Thomas prima della Grande Guerra, in cui cadde ad Arras, è un mondo agreste e naturale ormai in via di disfacimento. Così prevale in questo paesaggio piovoso un oraziano carpe diem, una momentanea felicità in cui la natura è prima attrice, intonsa e meravigliosa.

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Fiori

FOTOGRAFIA © DWS4.ME

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LA FRASE DEL GIORNO
Ma ascolta, è ormai notte / Una pioggia discreta / (Baci o lagrime?) / Darci la buonanotte.
EDWARD THOMAS, Poesie




Edward-Thomas-PhotoPhilip Edward Thomas (Lambeth, 3 marzo 1878 – Arras, 9 aprile 1917), poeta, saggista e romanziere inglese. Considerato poeta di guerra, compose però anche numerose poesie dal sapore bucolico. Partito volontario allo scoppio della Prima Guerra mondiale, cadde il primo giorno dell’offensiva di Arras, la domenica di Pasqua del 1917.


martedì 3 aprile 2018

Questa è la felicità


KARMELO C. IRIBARREN

LA FELICITÀ

Ti siedi su una terrazza
a prendere qualcosa
A pochi metri da te,
bambini e bambine pattinano, saltano
la corda, fanno la lotta.
Accendi una sigaretta,
fumi tranquillo.
Alla fine arriva
la birra: al punto giusto,
schiumosa, fresca.

Chiudi gli occhi
e dici
"questa è la felicità".

Poi li apri
e vedi quel povero vecchio
che rovista tra i cassonetti.

(da Dal fondo del bar, 1999)

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Parafrasando Hemingway, si può dire che la felicità “è una festa mobile”. Non si sa mai dove la si trova e non si sa nemmeno quando finisce. Il poeta basco Karmelo C. Iribarren, che è un ottimo osservatore e prende come da parte il lettore per raccontargli una storia, dipinge questa scena di (apparente?) felicità: il gusto di una birra in un languido pomeriggio, l’allegro schiamazzare dei bambini, la sigaretta, immaginiamo anche il clima primaverile. Poi arriva la realtà, come una coltellata, un povero vecchio, travolto dalla crisi, che per sopravvivere rovista tra la spazzatura. E la felicità, come una bolla di sapone, scoppia.

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Birra

ELABORAZIONE GRAFICA CON PAINNT

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LA FRASE DEL GIORNO
La felicità va a periodi, ma senza quei periodi nulla sarebbe possibile.
KARMELO C. IRIBARREN, ABC, 16 aprile 2016




IribarrenKarmelo C. Iribarren (San Sebastián,  19 settembre 1959), è un poeta spagnolo, autodidatta. Associata al “realismo sporco” di Bukowski e Carver, in realtà la sua è una poesia più minimale, molto spesso frutto di osservazione della strada e dei bar, che l’ha fatta definire “realismo pulito” e “poesia di esperienza”. Tra le sue raccolte poetiche Serie B, Dal fondo del bar, Ondata di gelo, Attraversando la notte, La pelle della vita.


lunedì 2 aprile 2018

Poesie per aprile IV


Aprile è arrivato, anzi è entrato nelle nostre case, come chiosa il poeta milanese Luciano Erba, fa scivolare la sua luce e i suoi colori dalle finestre, insinua il suo capolino di primavera ornato da mille fiori, dolcissimo e crudele – come da verso ormai proverbiale dalla Terra desolata di Thomas Stearns Eliot – nella lirica del poeta colombiano Mario Rivero, e tutti noi ci pieghiamo ad annusare le viole e la nuova stagione.

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Fiori

FOTOGRAFIA © ONEHDWALLPAPER

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LUCIANO ERBA

IL PUBBLICO E IL PRIVATO

È entrato aprile in casa con il merlo
che fischia sopra i fili del bucato
è entrato in città il vento ed è passato
sui prati più ingialliti , sotto i ponti
di ferro, come un volo per scommessa
di un biplano dei primi aviatori.
Sulle spallette della sopraelevata
dove uomini in blu hanno fissato
dei lunghi cassoni di cemento
per piantare del verde e qualche fiore
e far più umana la grande città
(ma se neppure un’erba selvatica
ha voglia di attecchire e di fiorire
nei vasi del sindaco sociale!)
il vento ha spazzato tutto quanto
sollevato la polvere e la terra
e ora alza bandiere sui pennoni
laggiù alla fiera internazionale.
Più tardi quando chiudono i mercati
e vanno donne con fresche verdure
(sgusceranno piselli ai ballatoi
tra piante color delle viole
fiorite in pentole smaltate di blu)
mi sembra ruoti il disco solare
tra i tetti di un’altra città.

(Anni 1960-70)

(da L’ippopotamo, Einaudi, 1989)

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MARIO RIVERO

APRILE È ARRIVATO

Aprile è arrivato. E come dire che non è crudele?
Ci sono fiori (anche se non lilla), come per spezzare il cuore.
Quell'altro papavero di carne e sangue che è il cuore.
Ci sono fiori di mille colori alle finestre,
nelle aiole,
corolle sulle acque fluenti e sulle acque stagnanti,
e corolle sui mulinelli delle acque.

Brucia il rosso dei gerani contro il muro,
e quel rosso acceso mi fa male, invecchio.
Non sono più l'uomo di una volta,
eppure ugualmente mi chino per annusare le viole.

(da Dell’amore e la sua traccia, 1992 – Traduzione di Martha Canfield)

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LA FRASE DEL GIORNO
Aprile: oh, rischiararsi / tanto atteso del tempo!
ADRIANO GRANDE, Poesie




Luciano Erba (Milano, 18 settembre 1922 – 3 agosto 2010), poeta, critico letterario, traduttore del secondo Novecento, appartenente alla Quarta generazione della Linea Lombarda. Insegnò Letteratura Francese e Letterature Comparate  all’Università Cattolica di Milano.


Mario RiveroMario Rivero (Envigado, 1935 -  Bogotá, 13 aprile 2009), poeta, giornalista e critico d’arte colombiano, fu definito “poeta urbano” per le sue tematiche relative alla vita in città e alla malinconia delle periferie narrate con linguaggio popolare. Fondò la rivista poetica Golpe de Dados.


domenica 1 aprile 2018

Centenario di Isaac Rosenberg


All’alba del 1° aprile 1918, probabilmente colpito da un cecchino tedesco nell’Offensiva di primavera, cadeva a soli 27 anni il pittore e poeta inglese Isaac Rosenberg. Convinto pacifista, si arruolò per fare fronte alla situazione di povertà in cui si trovava, dovuta anche alla bronchite cronica da cui era afflitto. Fu assegnato al 12º Battaglione del Reggimento Suffolk e successivamente al 1º Battaglione del King's Own. Il suo reparto nel giugno 1916 fu inviato al fronte francese, dove scrisse poesie dai toni apocalittici. Sepolto in una fossa comune, i suoi resti furono successivamente identificati e sepolti nel Bailleul Road East Cemetery, a Saint-Laurent-Blangy.

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Self-Portrait 1911 Isaac Rosenberg 1890-1918 Presented by David Burton 1972 http://www.tate.org.uk/art/work/T01550

ISAAC ROSENBERG, “AUTORITRATTO”, 1911 – LONDRA, TATE GALLERY

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RICEVENDO NOTIZIE DELLA GUERRA

La neve è una strana parola bianca.
Il ghiaccio e la brina
Non hanno chiesto gemma o uccello
Per il costo dell'inverno.

Ancora ghiaccio, gelo e neve
Dalla terra al cielo
Questa terra d’estate lo sa.
Ma nessun uomo sa perché.

Nel cuore di ogni uomo c’è.
Qualche antico spirito
Ha mutato con un bacio maligno
Le nostre vite da plasmare.

Zanne rosse gli hanno strappato la faccia.
Il sangue di Dio viene versato.
Piange dal Suo posto solitario
I Suoi figli morti

Oh! Antica maledizione cremisi
Erodi, distruggi.
Restituisci a questo universo
La sua immacolata fioritura.

1914

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LO SPUNTARE DEL GIORNO IN TRINCEA

L’oscurità si sgretola
Il Tempo è il solito druido di sempre,
Solo un essere vivente salta la mia mano –
Un bizzarro topo beffardo -
Mentre colgo un papavero dal parapetto
Per metterlo dietro l'orecchio.
Buffo topo, ti sparerebbero se sapessero
Comico topo, ti sparerebbero se sapessero
Le tue simpatie cosmopolite
(E Dio sa quali antipatie).
Ora che hai toccato questa mano inglese
Farai lo stesso con una tedesca –
Presto, non c'è dubbio,  se ti piace
Attraversare il prato che sonnecchia in mezzo a noi.
Sembri sorridere intimamente quando passi
Occhi forti, arti sottili, validi atleti
Meno fortunati di te nella vita,
Legati ai capricci dell’assassinio,
Stravaccati nelle viscere della terra,
I campi lacerati di Francia.
Cosa vedi nei nostri occhi
Allo stridere di ferro e fuoco
Vomitati da cieli tranquilli
Quale tremito – quale cuore sbigottito?
I papaveri le cui radici sono nelle vene dell’uomo
Cadono, e cadono ancora;
Ma il mio sul mio orecchio è al sicuro,
Solo un poco imbiancato dalla polvere.

1916

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LA FRASE DEL GIORNO
Non sono entrato nell'esercito per motivi patriottici. Niente può giustificare la guerra. Suppongo che dobbiamo lottare tutti per risolvere il problema.
ISAAC ROSENBERG




IsaacRosenberg

Isaac Rosenberg (Bristol, 25 novembre 1890 – Fampoux, Somme, 1º aprile 1918), poeta e pittore inglese considerato uno dei più importanti poeti della Grande guerra. Figlio di ebrei lituani, si arruolò per evitare una situazione di povertà. Morì sul fronte francese, colpito da un cecchino tedesco.


sabato 31 marzo 2018

Un pendaglio in più


ALBERTO BEVILACQUA

IL PENDAGLIO

Esisto nell’invano
di te,
prezioso, solitario istante
che pure sopravvive al tuo avvenire:
una lacrima spersa
nel tuo lungo rimorso che mai
potrà dirti di me?
se il tempo ti modella,
ragazza mia,
nel tuo specchio già tramato dalle ombre
dove resto
la tua ora che comunque si avvicina
– tra l’azzurro e la ruggine sto
col ninnolo che ti regalò tua madre,
sono un pendaglio
in più
d’antica storia fra i tuoi seni ricurvi

(da Le poesie, Mondadori, 2007))

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Jorge Luis Borges, a proposito della poesia di Alberto Bevilacqua, sottolineava del  poeta parmense questo “potere di far apparire esseri viventi lontani e amati”. Non è solo questo: è anche la capacità di far apparire i corpi nella loro fisicità, nella loro sensuale carnalità, come in questa figura di donna amata che conserva l’io del poeta come una memoria.

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Collana

MARIE FOX, “LA SUA NUOVA COLLANA”

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LA FRASE DEL GIORNO
Bellezza, un senso del nulla, / il solo forse, / che percepisce il mondo / che ci scruta dal fondo del suo specchio / dove riflette solo chi ci manca.
ALBERTO BEVILACQUA, Piccole questioni di eternità




Alberto Bevilacqua (Parma, 27 giugno 1934 - Roma, 9 settembre 2013), scrittore e regista italiano, celebre per i romanzi “La Califfa”, “Questa specie d’amore” e “Il curioso delle donne”, è stato anche sceneggiatore, giornalista e poeta. Sensualità, nostalgia e disillusione sono tra i suoi temi prediletti.


venerdì 30 marzo 2018

Sul mare d’erica


EMILY BRONTË

IL SOLE È TRAMONTATO

Il sole è tramontato, la lunga onda dell’erba
oscilla tetramente al vento della sera
e l’uccello ha lasciato la vecchia pietra grigia
e ha cercato il caldo rifugio di un nido.

Nel solitario orizzonte che mi circonda
non vedo immagini non odo alcun suono
se non il soffio del vento lontano
che sospira sul mare d’erica.

(The sun has set, da 35 poesie, Mondadori, 1997 - Traduzione di Anna Luisa Zazo)

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Una poesia impressionista: è infatti un susseguirsi di impressioni e sensazioni con cui la poetessa inglese Emily Brontë, spirito libero e ribelle, descrive il crepuscolo che segue un tramonto sulla brughiera, le moors dello Yorkshire che si estendono a perdita d’occhio e che sembrano  uno sconfinato mare di erica dove lo sguardo spazia perdendosi (“Quando mi annullo e niente mi è vicino”).

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Erica

FOTOGRAFIA © JANET BURDON

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LA FRASE DEL GIORNO
Sono felice quanto più lontana / sospingo la mia anima dalla casa di argilla / nella notte spazzata dal vento e dalla luna, / e per i mondi di luce l’occhio vagabonda.
EMILY BRONTË, Poesie




OLYMPUS DIGITAL CAMERAEmily Jane Brontë (Thornton, 30 luglio 1818 - Haworth, 19 dicembre 1848), scrittrice e poetessa inglese, è nota soprattutto per il romanzo “Cime tempestose”. Le sue poesie, pubblicate insieme. quelle delle sorelle Anne e Charlotte con lo pseudonimo di Currer, Ellis e Acton Bell, hanno un'ispirazione metafisica e visionaria.