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venerdì 3 febbraio 2017

Gli istanti meravigliosi

 

LILIANE WOUTERS

COME DIRLO SEMPLICEMENTE

Come dirlo semplicemente
sui miliardi di istanti della nostra vita
quasi tutti sono bolle
che scoppiano subito
Altri – ben pochi – durano per sempre
presi nel fiume che ci porta
sono già l'eternità

Gli istanti in cui
ci si può sentire vicini
agli alberi, agli uccelli
e agli uomini, talvolta

Gli  istanti meravigliosi
in cui si crede di essere in sintonia
con l’universo intero
e – forse – con Dio

(da Gli ultimi fuochi sulla terra, 2014)

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Non si può dirlo semplicemente, ha ragione la poetessa belga Liliane Wouters: le nostre vite sono fatte di istanti e soltanto alcuni di questi restano impressi nella nostra memoria, nel nostro cuore, nell’anima. Il momento in cui ci si scopre innamorati, la nascita di un figlio, ma anche minuscoli istanti di piccola felicità in cui si osserva il mare o il tramonto o la bellezza delle montagne, l’infinito stellato, in cui si cammina nella tranquillità di un bosco o salendo verso una cima. È in quei momenti che ci si sente in armonia con la natura e l’universo, in cui è possibile scalfire appena lo spesso vetro dell’eternità.

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Attimi

IMMAGINE © WALLPAPERUP

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LA FRASE DEL GIORNO
Per vivere bisogna piantare un albero, / fare un figlio, costruire una casa.
LILIANE WOUTERS, Diario dello scriba




Liliane Wouters, (Ixelles, 5 febbraio 1930 – Gilly, 28 febbraio 2016), poetessa, drammaturga, traduttrice e saggista belga di lingua francese. La sua poesia è all’insegna del “grido controllato”, rigorosa, precisa ed elegante, generalmente espressa in brevi componimenti ricchi di immagini e di musicalità.

giovedì 2 febbraio 2017

Il giglio del cielo

 

EDWARD ESTLIN CUMMINGS

LA LUNA SI CELA NEI SUOI CAPELLI

La luna si cela nei
suoi capelli.
Il
giglio
del cielo
di sogni ricolmo
si china.

Chiudi la sua brevità nel canto
con reti di fievoli uccelli ricoprila
di pratoline e aurora
Rendila profonda,

Recita
sulle sue
carni
delle perle

di pioggia
il distaccato bisbigliare.

(The moon is hiding in, da Tulipani & Camini, 1923 – Trad. Mary de Rachewiltz)

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Il dinamismo linguistico di Edward Estlin Cummings, con la sua perenne contraddizione tra sintassi disordinata e tema tradizionale, riesce a dare vita a una delicata poesia dove gli elementi del cielo, quelli atmosferici e quelli naturali si piegano all’amore.

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Schloe

ILLUSTRAZIONE DI CHRISTIAN SCHLOE

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LA FRASE DEL GIORNO
Gli innamorati indossano sempre la luce del sole.
EDWARD ESTLIN CUMMINGS, 95 poesie




Edward Estlin Cummings,  noto anche come e.e. cummings (Cambridge, 14 ottobre 1894 – North Conway, 3 settembre 1962),  poeta, drammaturgo, scrittore e saggista statunitense. È celebre per il suo uso poco ortodosso delle maiuscole e delle regole della punteggiatura, e per il fatto di servirsi delle convenzioni sintattiche in modo avanguardista e innovativo.


mercoledì 1 febbraio 2017

Poesie per febbraio III

 

“Febbraio è corto ma quando si volta indietro è un turco” dice un proverbio di queste parti che gioca sull’anagramma cürt/türc, che quasi viene anche in italiano. Così è un Giano bifronte con una faccia già rivolta alla primavera di margherite, viole, gemme e amenti paglierini di nocciòli e l’altra che invece guarda ancora ai geli e alle nevi dell’inverno. Eccolo nei versi di due autori italiani poco noti: il poeta e critico d’arte cremonese Alberico Sala e il poeta torinese Agostino Richelmy.


Calycanthus

FOTOGRAFIA © LISA HOFER.


ALBERICO SALA

IMPROVVISO IL VENTO

Le donne di casa si chiedono perché
mi ostini con le finestre chiuse al sole
che spinge le gemme fra le spine, i bambini
fra le primule degli argini. Non sanno,
temo il crollo improvviso del vento
dai colli, che disperda il tuo odore,
ti scompigli dimenticata nelle stanze.

Febbraio 1973

(da Chi va col lupo, Rusconi, 1975)

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AGOSTINO RICHELMY

FEBBRAIO

Di scorcio nel pendio
della collina pallida sul lago
non fronde non verdezza.
Solo i nocciuoli
tra i fusticelli diramati all'aria
hanno allungato i ciondoli giallini
e ingemmato il rossore degli stimmi.
Forse così d'incerta pubescenza
trasparve nella prima
età la primavera ermafrodita.
Più in là, dimenticato
al margine dell'acqua,
è un rimasuglio delle nevi. È un putto
addormentato che di giorno in giorno
al sole deperisce.
«Ahi, inverno, tu muori!
(il plurimillenario mio lamento
è d'amore) tu eri
così libero e informe!».

(da Poesie, Garzanti, 1992)

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LA FRASE DEL GIORNO
Il sole di febbraio si insinua nei rami e tinge i germogli e gonfia le foglie che sono dentro.
WILLIAM CULLEN BRYANT




Alberico Sala (Vailate, 11 marzo 1923 - 25 novembre 1991), scrittore, poeta e critico d'arte italiano. Fu giornalista e critico cinematografico all’Eco di BergamoCorriere d’informazione, al Corriere della sera e al Giorno. Tra i suoi temi la vita familiare, la pianura bergamasca e la condizione del vivere moderno.

martedì 31 gennaio 2017

Una sorpresa lieta

 

EUGENIO MONTALE

LA FELICITÀ

Ieri sentii che l'inverno mi aveva
riservata una sorpresa lieta.
Svelavi ad alta voce i miei pensieri.
- E se la vita fosse un mistero vano?
- Resta nel tuo eliso, non essere crudele
verso quel vago senso di speranza
che a noi, solo, rimane. Ben altro
è la felicità. Esiste, forse,
ma non la conosciamo.

(da Diario postumo, Mondadori, 1991)

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È un Eugenio Montale (1896-1981) ormai anziano quello delle poesie del Diario postumo (sul quale, fin dalla pubblicazione, alcuni critici quali Dante Isella e Giovanni Raboni posero dubbi di autenticità). Comunque sia, l’anziano poeta ha trovato una nuova Musa nella giovane Annalisa Cima e quell’amore ormai irraggiungibile lo porta a una riflessione sulla felicità o meglio sull’illusione della felicità, ripetendo un concetto caro a Gesualdo Bufalino: “La felicità esiste, ne ho sentito parlare”.

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Van Hove

FRANCINE VAN HOVE, “LA TRADUZIONE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Felicità raggiunta, si cammina / per te sul fil di lama.

EUGENIO MONTALE, Ossi di seppia




Eugenio Montale (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981), poeta e scrittore italiano, Gli fu conferito il Premio Nobel per la Letteratura nel 1975 “per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”, ovvero la “teologia negativa” in cui il "male di vivere"  si esprime attraverso la corrosione dell'Io lirico tradizionale e del suo linguaggio.

lunedì 30 gennaio 2017

Io ho soltanto guardato l’acqua

 

LILIANE WOUTERS

PER VIVERE

Per vivere, bisogna piantare un albero
fare un figlio, costruire una casa.

Io ho soltanto guardato l'acqua
che passa dicendo che tutto scorre.

Io ho soltanto cercato il fuoco
che brucia dicendo che tutto si consuma.

Io ho soltanto seguito il vento
che fugge dicendo che tutto si disperde.

Io non ho seminato nulla nella terra
che riposa e ci dice: ti aspetto.

(da Diario dello scriba, 1990)

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È una misurata confessione quella che fa la poetessa belga Liliane Wouters: non lascerà figli, non lascerà proprietà, non lascerà nulla di sé se non le poesie, la bellezza delle emozioni raccolte e trascritte nel loro effimero manifestarsi. Oppure, per dirla con altre parole, la sua vita sarà stata poesia.

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ListeningToTheRiver

STEVE HANKS, “ASCOLTANDO IL FIUME”

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LA FRASE DEL GIORNO
Gli istanti in cui / ci si può sentire vicini / agli alberi, agli uccelli, / e agli uomini talvolta // Gli istanti meravigliosi / in cui ci si crede in sintonia / con tutto l’universo / e –forse – con Dio.
LILIANE WOUTERS, Gli  ultimi fuochi sulla terra




Liliane Wouters, (Ixelles, 5 febbraio 1930 – Gilly, 28 febbraio 2016), poetessa, drammaturga, traduttrice e saggista belga di lingua francese. La sua poesia è all’insegna del “grido controllato”, rigorosa, precisa ed elegante, generalmente espressa in brevi componimenti ricchi di immagini e di musicalità.

domenica 29 gennaio 2017

Quant’è difficile la giovinezza

 

MARIA LUISA SPAZIANI

LA GIOVINEZZA

Nei miei vent’anni non ero felice
e non vorrei che il tempo s’invertisse.

Un salice d’argento mi consolava a volte,
a volte ci riusciva con presagi e promesse.

Nessuno dice mai quant’è difficile
la giovinezza. Giunti in cima al cammino
teneramente la guardiamo. In due,
forse la prima volta.

(da Tutte le poesie, Mondadori, 2012)

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Molti considerano più o meno la giovinezza come un’età dell’oro, il periodo più bello della vita. In realtà, quando si avanza con gli anni, ci si rende conto che non era affatto così, che la nostra giovinezza non era l’Arcadia che credevamo. Paul Nizan, scrittore francese che pure morì a 35 anni, in Aden Arabia scrisse: “Avevo vent'anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita”. È un’età di passaggio, spesso dolorosa, piena di contraddizioni: ci si rende conto che crescere significa prendere decisioni e assumersi responsabilità. Ed è quello che dice anche la poetessa torinese Maria Luisa Spaziani.

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Wyeth

ANDREW WYETH, “IL MONDO DI CHRISTINA”

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LA FRASE DEL GIORNO
Anche la giovinezza è una malattia ma chi non ha sofferto questo male sacro non ha vissuto.
GIOVANNI PAPINI, Il sacco dell’orco




Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014), poetessa italiana formatasi nel clima postermetico di chiara ascendenza montaliana. La sua poesia è venuta via via distendendosi dal mottetto o epigramma a forme narrativo-discorsive.


sabato 28 gennaio 2017

Le mie orme

 

VILBORG DAGBJARTSDÓTTIR

CANZONI D'INVERNO, III

Ha nevicato stanotte
e adesso sono sotto gli occhi di tutti
nella neve fresca
le mie orme
dalla mia porta
alla tua casa.

(da Candelora, 1971)

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Vilborg Dagbjartsdóttir, poetessa modernista islandese coniuga realismo e immaginario romantico: così, in questi versi che hanno il sapore quasi di un tanka giapponese, il manto della neve fresca viene a svelare un segreto, quello della relazione amorosa. È un dato di fatto che non c’è motivo di nascondere, complice il fenomeno atmosferico: anzi, la femminista Vilborg sembra quasi sorridere di questa evidenza.

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Orme

FOTOGRAFIA © ZASTAVKI

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LA FRASE DEL GIORNO
Prima di amare, impara a camminare sulla neve senza lasciare impronte.
PROVERBIO TURCO




Vilborg Dagbjartsdóttir (Vestdalseyri, 18 luglio 1930), poetessa modernista islandese. La sua poesia, che coniuga realismo e immaginario romantico, si occupa principalmente della ricerca di se stessi e della lotta per sopraffare la propria solitudine.