PIERO BIGONGIARI
TU RESTA, DANZATRICE
L’astro che ti corruppe nel silenzio
il grido, dal ciglio delle pensées,
delirante attentato fece eterno
un canto d’usignoli. E dal perduto
nostro muro notturno empì un nitrito
di cavalle.
Perdesti a un gesto calle
d’avorio che la notte aveva chieste.
Calpestavi i tuoi sandali. Finestre
di fuoco arderono sui tuoi capelli
dilatati le parole più vere.
(Tu resta, danzatrice,
a commentare in segreto.)
(da La figlia di Babilonia, 1942)
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Una donna al ballo, diventa quasi una Cenerentola nel dialogo poetico con Piero Bigongiari, "sul filo di un discorso che mentre si sviluppa e procede, pur continuamente elude alla perentorietà del proprio esito, ne capovolge il senso, lo protrae oltre il limite di un significato nell'immagine della sua labilità" come scrive Maria Carla Papini.
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MARK SPAIN, "DANZA DI FLAMENCO"
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LA FRASE DEL GIORNO
Tutto al di là di quello che è stato, / l’amore che ha parlato / ha le stesse parole in bocca / a pronunciare il suo più alto discorso, / quello della sua stessa indifferenza.
PIERO BIGONGIARI, Rogo
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Piero Bigongiari (Navacchio, 15 ottobre 1914 – Firenze, 7 ottobre 1997), poeta e critico letterario italiano. Insegnò storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Firenze. È considerato esponente di un ermetismo purista in cui dominano metafisicamente il tema dell’assenza, un forte anelito religioso e la trasfigurazione simbolica della realtà.

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