MARIO LUZI
LIED-AUBADE
Ma tu dimmi, ti prego,
perché tarda tanto
l’alba.
Dove
sono,
non li sento
ancora
quei rari
che dichiarano:
è giorno, e ne ripetono
l’annuncio, e ne ribattono
forte
il conio da selce a selce
allegramente scarpinando.
Non li sento, non ci sono.
E gli uccelli persi
nell’universo loro, muti,
fino a quando?
(da Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini, Garzanti, 1994)
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Il canto dell'alba è protagonista di questa poesia di Mario Luzi. In realtà è la sua attesa, perché è ancora notte e non ci sono né i rumori dei lavoratori che si incamminano nella strada né il cinguettare degli uccelli. Resta solo questa sospensione nel buio, questo essere in bilico tra il silenzio dell'oscurità e la speranza dell'alba.
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FOTOGRAFIA © SKYLAR KANG/PEXELS
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LA FRASE DEL GIORNO
Alba, ti aspettiamo / sapendo e non sapendo / quel che porterai con te / nella tua ripetizione antica / e nel tuo immancabile / antico mutamento.
MARIO LUZI, Viaggio terrestre e celeste di SImone Martini
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Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.

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