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mercoledì 4 marzo 2026

In silenzio


KENNETH REXROTH

IN SILENZIO

Sdraiato qui, in silenzio, accanto a te,
La mia guancia contro le tue gambe sode e tranquille,
La musica calma di Boccherini
Ci avvolge nel silenzio,
Mentre il sole lascia i tetti e se ne va
Laggiù sul Pacifico, silenzioso
Così silenzioso il sole si muove oltre noi,
Così silenzioso come il sole se ne va sempre,
Così silenziosi, i nostri corpi, logorati dal
Tempo e dalle penitenze dell'amore, i nostri
Cervelli rannicchiati, silenziosi nei loro gusci, dormienti,
I nostri cuori lenti, silenziosi, affidabili
Nei loro ritmi intrecciati, il battito
Nella tua coscia che mi accarezza la guancia. In silenzio.

(da In difesa della Terra, 1956)

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Un momento di tranquilla intimità degli amanti: giacciono in silenzio sul letto mentre il giorno sta svanendo e il sole cade nell'oceano. Il poeta statunitense Kenneth Rexroth sottolinea più volte quello stato di quiete usando ben undici volte l'aggettivo "quiet" e  una sola volta "calm" riferito alla musica di Boccherini che si diffonde nella stanza. Un'ora di luce dorata in cui tutto sembra essere d'oro nella naturale connessione dei corpi, divenuti solo "battito".

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Mi chiedi cosa pensassi / prima di essere amanti. / Facile risponderti. / Prima di incontrare te, / non avevo niente a cui pensare.
KENNETH REXROTH, Le poesie d'amore di Marichiko

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Kenneth Charles Marion Rexroth (South Bend, Indiana, 22 dicembre 1905 – Santa Barbara, California, 6 giugno 1982), poeta statunitense. Figura centrale nella poesia di San Francisco dal 1930 al 1970, visse attivamente la Beat Generation, verso cui fu critico. Gran parte della sua poesia è d’amore o erotica, influenzata dai lirici greci antichi e da Tu Fu, poeta cinese dell’VIII secolo.


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