DINO CAMPANA
UN FEMME QUI PASSE
Andava. La vita s’apriva
Agli occhi profondi e sereni?
Andava lasciando un mistero
Di sogni avverati ch’è folle sognare per noi
Solenne ed assorto il ritmo del passo
Scandeva il suo sogno
Solenne ritmico assorto
Passò. Di tra il chiasso
Di carri balzanti e tonanti serena è sparita
Il cuore or la segue per una via infinita
Per dove da canto a l’amore fiorisce l’idea.
Ma pallido cerchia la vita un lontano orizzonte.
(da Canti orfici ed altre liriche, Vallecchi, 1928)
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Ci sono tanti celebri esempi di belle passanti che attirano lo sguardo dei poeti: da Charles Baudelaire ("Un lampo... e poi il buio! - Bellezza fuggitiva") ad Antoine Pol (si rimpiangono le labbra assenti / di tutte queste belle passanti / che non abbiamo saputo trattenere") a Riccardo Bacchelli (" Tra la gente, / al sole, apparsa e sparita se n'è andata". Dino Campana rimane affascinato al passare di questa donna dal mistero di sogni inarrivabili che la circondano, dalla pura bellezza che emana.
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IMMAGINE CREATA CON IA
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LA FRASE DEL GIORNO
Non amore non spasimo, un fantasma, / un’ombra della necessità che vaga / serena e ineluttabile per l’anima / e la discioglie in gioia, in incanto serena.
DINO CAMPANA, Canti orfici
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Dino Carlo Giuseppe Campana (Marradi, 20 agosto 1885 – Scandicci, 1º marzo 1932), poeta italiano. l’unico accostabile ai “maudits” del Decadentismo europeo quali Rimbaud. La sua poesia brucia le scorie della tradizione di Carducci e D’Annunzio con un atteggiamento visionario che va oltre le cose e i dati realisticamente intesi. Di lui è nota l’appassionata relazione con Sibilla Aleramo.

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