JUAN GELMAN
NOVITÀ
Sogno il mio sogno preferito
e la notte non finisce mai.
Gli alberi rivelano il loro alfabeto
e stelle che
parlano dell’infinito
di ogni soffio del vivere.
Costruisco madri passate
con la mano affondata nella notte.
Che bello era il suo angolo
dove echi vaghi la nominavano!
Così, di spalle a me,
fuggiva ad un paese baciato
dalla sua gelida gioventù.
Madre che
cucinavi distanze
nelle pentole del giorno.
Mi parli ancora
dalle crepe del tempo.
(da Mundar, 2013 - Traduzione di Laura Branchini)
.
Il poeta argentino Juan Gelman con questi versi toccanti intreccia memoria e dolore nel ricordo della madre: la ricostruisce attivamente con le parole, rievocandone l'immagine e le attività quotidiane, significando che l'assenza non è totale, se lei sopravvive nei piccoli spazi della memoria e nel linguaggio.
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ROBYN GRAY, "MADRE E FIGLIO"
.
LA FRASE DEL GIORNO
Il suo respiro, il gesto della sua mano / sono così amorevoli che, una volta passati, / continuano a spegnere l'incendio di Persepoli
VLADIMÍR HOLAN, Una notte con Amleto
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Juan Gelman (Buenos Aires, 3 maggio 1930 – Città del Messico, 14 gennaio 2014), poeta, scrittore e giornalista argentino. Vincitore del Premio Cervantes nel 2007, è autore di una poesia esistenziale con accenti lirici e intimisti, divenuta più sociale con l’avvento della dittatura militare (il figlio e la nuora furono sequestrati e uccisi dal regime, la nipote data in adozione) e l’esilio.

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