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lunedì 21 settembre 2026

Il mio tempo e il tuo


CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE

IL TEMPO PASSA? NON PASSA

Il tempo passa? Non passa
nell'abisso del cuore.
Dentro perdura la grazia
d’amore, fiorendo in canto.

Il tempo ci avvicina
sempre di più, riducendoci
a un solo verso e a una rima
di mani e occhi, nella luce.

Non c'è tempo sperperato
né tempo da risparmiare.
Il tempo è tutto coperto
d'amore, è tempo di amare.

Il mio tempo e il tuo, mia amata,
trascendono ogni misura.
Nulla esiste oltre l’amore,
essenza di vita è amare.

Tanto ieri che oggi sono
dei miti del calendario,
e il tuo compleanno è
rinascere ad ogni ora.

E il nostro amore, sbocciato
dal tempo, non ha un’età,
perché solo chi ama ha udito
il richiamo dell'eterno.

(da Ad amare si impara amando, 1985)


L’amore trascende l’effimero elemento cronologico: il poeta brasiliano Carlos Drummond de Andrade sa bene che il calendario governa il mondo fisico, ma l'affetto profondo tra due persone crea una propria dimensione in cui il tempo smette di consumare le cose, poiché l’amore è l'apice e il significato ultimo dell'esperienza umana, capace di arrestare il trascorrere distruttivo degli anni.

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IMMAGINE CREATA CON IA
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   LA FRASE DEL GIORNO   

i miei ricordi scorrono / e il corpo transige / nella confluenza dell’amore..
CARLOS DRUMMON DE ANDRADE, Sentimento del mondo

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Carlos Drummond de Andrade (Itabira, 31 ottobre 1902 – Rio de Janeiro, 17 agosto 1987), poeta e scrittore brasiliano, considerato uno dei più influenti del suo tempo. Modernista, adottò il verso libero, proclamando la libertà idiomatica delle parole. Tra le tematiche fondamentali la famiglia, la terra natale, l'amicizia, la società, l'amore e l'esistenza.


domenica 20 settembre 2026

Al pomeriggio in cui ho ballato


ALICIA OSTRIKER

SIGNORA RUGOSA CHE BALLA

Diventerò una vecchia signora rugosa
Diventerò una di quelle persone fragili e straccione
Avrò le mani avvizzite e sarò
Confusa fino alle lacrime mentre attraverserò la strada

Zoppicherò cautamente sugli autobus
Come un frutto avvizzito
E seduta in silenzio su questo autobus traballante
I viali che scorrono

Alcuni altri passeggeri mi guarderanno
Stringere il mio bastone e il mio giornale
Apparentemente in modo protettivo,
        ma in realtà starò pensando
Al pomeriggio in cui ho ballato nuda con te
Al pomeriggio in cui ho ballato nuda con te
Al pomeriggio! In cui ho ballato! Nuda con te!

(da Il piccolo spazio: poesie  scelte e nuove 1968-1998, 1998)

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Alicia Ostriker, poetessa statunitense, ci presenta una poesia divisa in due parti: nella prima pensa alla sua vecchiaia, alla fragilità del corpo. Nella seconda però ecco la forza interiore che si manifesta, che va oltre quell'apparenza indifesa e smarrita: la mente custodisce un ricordo vibrante, erotico e gioioso.

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FOTOGRAFIA © ASHKAN SA/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La poesia deve trasmettere quel senso di novità, freschezza, apertura al futuro. È un modo di rispondere al tempo, alla storia – la propria storia personale e quella del mondo. Un modo di infondere una sorta di speranza nella forma della propria opera.
ALICIA OSTRIKER, The American Voice n. 45, 1998

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Alicia Suskin Ostriker (Brooklyn, New York, 11 novembre 1937),  poetessa e studiosa americana. Autrice di poesie femministe ebraiche, è stata definita "la poetessa più fieramente onesta d'America" ​​da Progressive. La sua scrittura parte dai dettagli concreti della vita di tutti i giorni — il rapporto con i figli, la maternità, i legami familiari — per elevarli a una dimensione universale.


sabato 19 settembre 2026

L’amore non fa un passo


PIERO BIGONGIARI

PIETÀ

L’amore non fa un passo, ti è d’intorno,
tu intorno a lui, l’amore non fa un passo,
ti è dentro, ma tu sei dentro di lui
e tocchi la rugosa realtà
con mano liscia, alterna, imprevedibile.

Hai l’occhio che s’accentua del guardato
universo, ma l’universo è un occhio
che mi guarda, mi guarda e mi destina:
si fonde, vedi, questa altra mattina
in un punto perché quello io non sia,

ma tutto sia quel punto, tutto sia.
Amica delle mie notti, mia amica
e nemica, distingui, scegli il passo,
avanza del tuo occhio a mezzo, intenso
in questo intero ch’è solo metà.

(da Antimateria, 1972)

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L'amore è – per il poeta Piero Bigongiari - una presenza pervasiva, che si manifesta all’interno e all’esterno del soggetto, che unisce l'individuo alla realtà per cercare di ottenere un'unità in un mondo percepito come frammentario. Se riesce a diventare uno spazio assoluto e totalizzante, allora l'io e il tu si fondono con l'universo stesso.

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FOTOGRAFIA © YULIA POLIAKOVA/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

L’amore può stritolarti là in mezzo dove ti lascia dolcemente cadere
se tu non ne sei la tenaglia ma il mallo amaro
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PIERO BIGONGIARI, Antimateria

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Piero Bigongiari (Navacchio, 15 ottobre 1914 – Firenze, 7 ottobre 1997), poeta e critico letterario italiano. Insegnò storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Firenze. È considerato esponente di un ermetismo purista in cui dominano metafisicamente il tema dell’assenza, un forte anelito religioso e la trasfigurazione simbolica della realtà.


venerdì 18 settembre 2026

Lo spazio di una canzone


RITA DOVE

I VENERDÌ DEL FOX-TROT

Ringraziamo le stelle che c'è un giorno
a settimana per mettere da parte

il dolore, indossare le perle e
muoversi

passo spazzola passo, veloce veloce,
tallone-punta. Liscio

come il lento sorriso di raso di Nat King Cole,

facile come vivere
un giorno alla volta:

un uomo e
una donna,

costola contro costola,
senza alcun dolore all'orizzonte,

solo l'immensità del Paradiso
e lo spazio di una canzone

per contare tutte le meraviglie che contiene.

(da American Smooth, 2004)

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Il ballo del venerdì rappresenta per la poetessa statunitense Rita Dove una tregua dalle fatiche quotidiane e dal dolore. Per la durata di una serata, le preoccupazioni e le sofferenze della vita vengono messe da parte. La stessa Dove, in un'intervista al New York Times, riferì di aver iniziato a ballare con il marito dopo che un incendio nel 1998 distrusse la loro casa: un modo per ricominciare, per ricostruire la propria vita.

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JACK VETTRIANO, "UNA NOTTE MERAVIGLIOSA PER BALLARE AL CHIARO DI LUNA"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Danzare è creare una scultura che è visibile solo per un momento.
EROL OZAN

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Rita Frances Dove (Akron, Ohio, 28 agosto 1952), poetessa e scrittrice statunitense, vincitrice del Premio Pulitzer per la poesia 1987. La sua opera è originale per le varie tematiche affrontate e la meticolosa ricerca linguistica con cui riesce a catturare e trasferire sul foglio emozioni complesse.


giovedì 17 settembre 2026

Il vapore


HAN KANG

UNA SERA

Una sera
guardavo il vapore salire
dalla mia ciotola di riso bianco
Fu allora che capii
che qualcosa era svanito per sempre
Che ora anche quello era svanito per sempre

Era ora di mangiare

E mangiai il riso

(da Ho messo la cena nel cassetto, 2013)

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Han Kang, poetessa sudcoreana Premio Nobel 2024, coglie la consapevolezza della transitorietà del tempo mentre osserva il vapore che sale dal riso caldo, ma, con sensibilità tutta orientale trasmette una serena determinazione nel continuare a vivere consumando il pasto in silenzio.

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FOTOGRAFIA © VINN KOONYOSYING/UNSPLASH

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il tempo era un'onda, quasi crudele nella sua implacabile inesorabilità.
HAN KANG, La vegetariana

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Han Kang (Gwangju, 27 novembre 1970), scrittrice e poetessa sudcoreana. È stata insignita del Premio Nobel per la letteratura nel 2024 e del Man Booker International Prize 2016 per La vegetariana.  È nota per la prosa poetica che indaga traumi storici e fragilità umana.


mercoledì 16 settembre 2026

Centenario di Mario Gori


Mario Gori, poeta di cui ricorre oggi il centenario della nascita, si definiva "un saraceno di Sicilia": il legame viscerale con la sua terra - era di Niscemi – si intreccia nei suoi versi con la questione sociale e la denuncia della condizione degli ultimi, le vite marginali dei lavoratori della terra, ma nel contempo esalta il vincolo profondo tra l'uomo, la memoria e le proprie radici.

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FOTOGRAFIA © TODAY24

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CONCHIGLIE

Ora il gioco è finito e non
siamo né luce né ombre, né
giorno né notte, ma secche
conchiglie lasciate alla deriva
dall’onde rumorose.

(da Poesie inedite in lingua e in dialetto, Società Nissena di Storia Patria, 2012)

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IO SONO UN SARACENO DI SICILIA

Io sono un saraceno di Sicilia
da secoli scontento
un antico ramingo
che ha pace solo se va.
Ma il cielo è alto, è altissimo
e la mano dell’uomo non arriva
a rubare una stella.
Così vado in cerca di un fiore
da appuntarmi sul cuore.

(da Un garofano rosso, La Soffitta, 1957)

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GIOCATTOLI

La mia infanzia passò senza giocattoli,
nessuno mi donò treni di latta
per la festa dei morti.
Mio nonno restò povero anche in cielo
e non poté mai scendere. Nessuno
volle in cambio del cuore
vendergli un palloncino colorato.

(da Un garofano rosso, La Soffitta, 1957)

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Un'altra poesia di Mario Gori sul Canto delle Sirene:

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Le parole hanno il potere di produrre trasformazioni, di cambiare il mondo. Il lavoro del poeta è smontarle e restituire ad esse il valore semantico, ripristinare la loro forza originaria, renderle di nuovo aderenti alle cose.
MARIO GORI, Il circolo dei civili

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Mario Gori, pseudonimo di Mario Antonino Di Pasquale (Niscemi, 16 settembre 1926 – Catania, 5 dicembre 1970),poeta, scrittore e autore di novelle italiano. Poeta molto apprezzato dalla critica, è stato il fondatore e direttore delle riviste letterarie La Soffitta, Il Banditore Sud e Sciara.


martedì 15 settembre 2026

Tu che mi tieni stretta


LOUISE GLÜCK

L'OMBRA DEL FALCO

Abbracciandoci sulla strada
per qualche ragione che non ricordo più,
poi separandoci, scorgemmo
una sagoma davanti a noi... quanto era vicina?
Alzammo lo sguardo verso il punto in cui il falco
volteggiava con la sua preda; li vidi
virare verso West Hill, proiettando
la loro unica ombra nella terra, la sagoma
complessiva del predatore...
Poi scomparvero. E pensai,
un'ombra. Come quella che abbiamo creato noi,
tu che mi tieni stretta.

(da Il trionfo di Achille, 1985)

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Con il classico linguaggio spoglio e privo di sentimentalismi la poetessa statunitense Louise Glück paragona l'ombra di due corpi che si sono abbracciati  fondendosi per qualche istante in un'unica ombra all'unica ombra proiettata dal falco in volo insieme alla sua preda. L'abbraccio amoroso perde il suo carattere puramente romantico e assume una sfumatura ambigua, di possesso, fusione forzata e vulnerabilità, dove uno dei due finisce per assimilare o sovrastare l'altro.

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FOTOGRAFIA © CAFFEINE/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Cerchiamo l'amore. / Lo cerchiamo per tutta la vita, / anche dopo averlo trovato.
LOUISE GLÜCK, Ricette per l’inverno collettivo

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Louise Elisabeth Glück (New York, 22 aprile 1943 – Cambridge, Massachusetts, 13 ottobre 2023), poetessa statunitense nata da famiglia ebrea ungherese. È stata premiata con il Pulitzer nel 1993 ed è stata Poeta Laureato del Congresso nel 2003. Nel 2020 è stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura.


lunedì 14 settembre 2026

Cercarti e trovarti


VASSAR MILLER

QUANTO DISTI?

Quanto disti a piedi?
Diecimila pietre,
Due milioni di granelli di polvere e fuliggine,
Tutte le mie ossa contuse.

Quanto disti per mare?
Dodici colline e cavità
D'acqua, ognuna delle quali mi mette a rischio
Inghiottito a sorsi salati.

Quanto disti in ferrovia?
Una miriade di prati
Che spazzano il finestrino in una raffica
Di ombre dorate.

Quanto disti per via aerea?
Diecimila tuoni,
Innumerevoli cristalli di ghiaccio Infiammati
Con meraviglie arcobaleno.

Quanto disti via luce?
Due petali dischiusi
Di palpebre che fioriscono a vista
Dove si posa il sole.

Quanto disti per amore?
Non ne ho idea.
Perché cercarti e trovarti dimostra
Un unico, identico movimento. 

(da Se avessi le ruote o l'amore, 1991)

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La distanza dalla persona amata è colmabile in vari modi: la poetessa statunitense Vassar Miller li passa in rassegna dal più lento al più veloce arrivando a constatare che il mezzo più veloce alla fine è quello spirituale, l'amore stesso.

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FOTOGRAFIA © FIDAM NAZIM KIZI/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Può forse una distanza materiale separarci dagli amici? Se tu desideri essere da Rae, non ci sei forse già?
RICHARD BACH, Nessun luogo è lontano

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Vassar Miller (Houston, Texas, 19 luglio 1924 – 31 ottobre 1998), scrittrice e poetessa statunitense. Affetta da paralisi cerebrale sin dalla nascita, si distingue per il suo straordinario connubio tra una rigorosa precisione formale e un'esplorazione profonda e viscerale della spiritualità, del dubbio e della disabilità fisica.


domenica 13 settembre 2026

Se fai scodella


DORIS KAREVA

ACCORDO DI SETTIMA, 2

In settembre tutto è così chiaro
– le stelle possono cadere a frotte,
ma non te ne rimane in mano nessuna.

Eppure si riflettono nella sorgente
come cristalli di sale
o le lacrime di Dio.

Se fai scodella con le mani,
tra i tuoi palmi trova posto
il sapore dell’inizio del mondo

(da In sogno ho visto il mondo, Bompiani, 2024 - Traduzione di Daniele Monticelli)

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Unire le mani per bere a una sorgente è un gesto antico e semplice: ma in quella scodella improvvisata la poetessa estone Doris Kareva in una sera di settembre racchiude tutto il cielo, con le stelle; in quel piccolo spazio si ritrova il contatto puro con la Creazione.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

E / a volte, di sorpresa, / parla / l'Anima del Mondo.
DORIS KAREVA, In sogno ho visto il mondo

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Doris Kareva (Tallinn, 28 novembre 1958), poetessa, traduttrice ed editrice estone. La sua poesia è caratterizzata da un’assoluta aderenza alla forma e da una scelta minimale delle parole.  Molti dei suoi testi, alcuni pensati direttamente per il palcoscenico, sono stati portati in scena in tutta Europa.


sabato 12 settembre 2026

L’autunno si avvicina


ANNA MONTERO

ARMONIA, I

Per tutto il pomeriggio in agguato
tra i rami
dell'acacia che secca.
con piccoli passi
l'autunno si avvicina
e ogni cosa è dove dovrebbe essere:
sulla soglia
di un altro cerchio
o nelle profondità della voce
che lo dice,
e aspetta.

(da Serenità dei cerchi, 2004)

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L'autunno che arriva piano piano, che si annuncia in piccoli dettagli come le foglie dell'acacia che seccano. Qual è l'armonia del titolo di questa poesia di Anna Montero, allora? La comprensione che "ogni cosa è al suo posto". È una serena accettazione dell'ordine del mondo.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Ti dispieghi nello specchio della sera / ed è questo te che mi sfugge sempre.
ANNA MONTERO, Gli alberi dell'esilio

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Anna Montero Bosch (Logroño, 3 dicembre 1954), poetessa e traduttrice catalana. La sua produzione è stata classificata come "poesia pura e insinuante, dal tono dolce e dall'atmosfera delicata", che si compone di "brevi poesie che ci parlano di amore, poesia e sogni, sempre con un tono esistenziale che riflette l'angoscia di la mancanza di senso e il vuoto del mondo".


venerdì 11 settembre 2026

Misera porzione di tempo


X.J. KENNEDY

12 SETTEMBRE 2001

Due ripresi in video mentre precipitano
dall'ottantaduesimo piano,
indecisi tra una palla di fuoco
e il salto tenendosi per mano,

non siamo noi. Mi sveglio accanto a te,
mi stiracchio, mi gratto, assaporo l'aria,
l'incredibile gioia del caffè
e della luce del mattino.

Vivi, apriamo le palpebre
sulla nostra misera porzione di tempo,
bolle che salgono e scoppiano
in una pentola che bolle.

(da I signori del malgoverno, 2002)

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Venticinque anni sono passati da quell’11 settembre 2001 che modificò la storia del mondo e spezzò oltre alle Torri Gemelle e innumerevoli vite, anche il precario equilibrio. Tutti noi che c’eravamo sappiamo perfettamente dove ci trovavamo quando la notizia ci raggiunse, e ricordiamo lo sgomento che ci prese. Il poeta statunitense X.J. Kennedy descrive in modo intimo e devastante il contrasto tra l'orrore degli attentati dell'11 settembre e il ritorno alla fragile normalità domestica il mattino seguente.

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FOTOGRAFIA © ANDREA BOOHER

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Tuoni e fulmini e il nostro mondo / è un altro posto nessun giorno /
sarà mai lo stesso nessun sangue / risparmiato
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LUCILLE CLIFTON, Misericordia

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Joseph Charles Kennedy (Dover, New Jersey, 21 agosto 1929 – Peabody, Massachussets, 30 gennaio 2026), noto con lo pseudonimo di X. J. Kennedy,  poeta, traduttore, antologista, editore e autore statunitense di letteratura per l'infanzia e di libri di testo di letteratura e poesia inglese. La sua poetica unisce nella forma tradizionale l'umorismo e l'accessibilità.


giovedì 10 settembre 2026

Iván Carvajal


Il poeta ecuadoriano Iván Carvajal è morto la scorsa domenica all’età di 78 anni. Descritto come un poeta esistenzialista e profondamente intellettuale, con i suoi versi ha creato universi calmi e astratti dove un'intensa corrente di pensiero permea ogni cosa Iil divenire temporale, la memoria, l'amore struggente e la morte sono i temi costanti della sua opera nel tentativo di catturare l'istante eterno di fronte alla cospirazione corrosiva del tempo.

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DISCORSO SUL METODO

E se fosse tutto un'illusione,
sarebbe inutile correre da una parte all'altra
per la casa disordinata
e cercarti in ogni angolo di questo labirinto
di bicchieri, poltrone, libri e coperte.
Se fosse tutto un inganno,
il tuo corpo che si spoglia
e si abbandona all'amore, tu, mio ​​desiderio,
baci ardenti e gemiti
non sarebbero altro che il sogno di un inferno.
Ma più della furia della tempesta,
o della ferita di guerra,
o di un mio pensiero,
il tuo corpo disteso come il mare,
a cui si ripiegano morte e vita,
è la certezza assoluta.

(da Poesie di un periodo difficile per la poesia lirica, 1980)

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ANCHE I TUOI AMORI RESTERANNO SENZA NOME

Diventeranno polvere, ma polvere nell'amore .
Quevedo

Anche i tuoi amori resteranno senza nome,

nominando giovinezza e gioia.
Le tue parole segnano la morte
in un solo gesto.

Il tuo amore è l'amore del tuo tempo,

solo amore.
Ora è inutile nominare in versi
colei che un tempo amavi.

(da Poesie di un periodo difficile per la poesia lirica, 1980)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

È importante capire che la poesia parla della vita, ma non è autobiografica. In definitiva, la poesia è una combinazione dell'esperienza vissuta dallo scrittore con ciò che ha letto, con il linguaggio..
IVÁN CARVAJAL, Artes, 15 novembre 2015.

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Iván Carvajal Aguirre (San Gabriel, 1948 – Quito, 6 settembre 2026), poeta, filosofo e saggista ecuadoriano. La sua poesia, incentrata sui temi del divenire, della memoria, dell’amore e della morte, costituisce un profondo punto d'incontro tra lirismo, rigore intellettuale e indagine filosofica.

mercoledì 9 settembre 2026

Ero un testo di tango


JULIO CORTÁZAR

LA SFORTUNA

Tu vedi la Croce del Sud,
respiri l'estate con il suo profumo di pesche,
e cammini di notte,
mio piccolo fantasma silenzioso,
per quella Buenos Aires,
per quella Buenos Aires sempre presente.

Forse la più amata

Mi hai donato l'aria aperta,
la leggera ombra della tua mano
che mi accarezzava il viso.

Mi hai donato il freddo, la distanza,
il caffè amaro di mezzanotte
tra i tavoli vuoti.

Iniziava sempre a piovere
nel bel mezzo del film,
il fiore che ti ho portato aveva
un ragno in agguato tra i petali.

Credo che tu lo sapessi
e che tu incoraggiassi la sfortuna.

Dimenticavo sempre l'ombrello
prima di venire a cercarti,
il ristorante era pieno
e gridavano della guerra agli angoli delle strade.

Ero un testo di tango
per la tua melodia indifferente.

Una lettera d'amore
Tutto ciò che desidero da te
è così poco, in fondo,
perché in fondo è tutto

come un cane di passaggio, una collina,
quelle cose insignificanti di tutti i giorni,
una pannocchia, una ciocca di capelli e due zollette di zucchero,
il profumo del tuo corpo,
ciò che dici su qualsiasi cosa,
con me o contro di me,

tutto ciò è così poco,
lo desidero da te perché ti amo.

Che tu guardi oltre me,
che tu mi ami con un feroce disprezzo
per il domani, che il grido
della tua resa si infranga
in faccia a un capufficio,

e che il piacere che inventiamo insieme
sia un altro segno di libertà.

(da Salvo il crepuscolo, 1984)

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Nel lunfardo argentino, la parola "mufa", che dà il titolo a questa poesia di Julio Cortázar, indica uno stato di malinconia, fastidio, insoddisfazione o sfortuna tipico dell’identità di Buenos Aires. Il poeta, ormai trapiantato a Parigi, racchiude in questo termine la nostalgia della patria lontana, l’estetica del tango, la sua stessa condizione amorosa con un’amante che rimane indifferente, la sottile e inevitabile sfortuna che condiziona i momenti della vita.

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FOTOGRAFIA © YELENA FROM PEXELS/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Musica! Malinconico alimento per noi che viviamo d’amore.
JULIO CORTÁZAR, Rayuela

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Julio Cortázar, all'anagrafe Julio Florencio Cortázar Descotte (Ixelles, Belgio, 26 agosto 1914 – Parigi, 12 febbraio 1984), scrittore, poeta, critico letterario, saggista e drammaturgo argentino naturalizzato francese, maestro del racconto, particolarmente attivo nei generi del fantastico, della metafisica, del mistero.


martedì 8 settembre 2026

Tra le nuvole di rose


TED KOOSER

LE PITTRICI DI PORCELLANE

Hanno messo da parte le loro scatole di latta nere,  
graffiate e ammaccate,
cosparse di gocce rosa e blu;  
e i loro tubi essiccati e arrotolati  
di cremisi d'alizarina, verde cromo,  
bianco di zinco e blu oltremare;
le loro fiale mezze piene di polvere d'oro;  
mozziconi di matite di cera;
spazzole sfilacciate con i manici rosicchiati;  
e sono andate con stile e con grazia  
tra le nuvole di rose sciolte e rigogliose,  
narcisi, viole del pensiero, aquilegia,  
su teiere, cioccolatiere,
piattini e tazze, le buone stoviglie Haviland  
estese come un giardino
sulla tovaglia domenicale di pizzo bianco,  
come se le loro anime fossero api
e il mondo non fosse stato altro che fiori.

(da Piaceri e ombre, 2004)

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Un delicato tributo del poeta statunitense Ted Kooser a una figura artigianale, quella delle decoratrici di porcellane, tra le quali sua nonna. Dopo la descrizione minuziosa degli attrezzi e dei colori ecco che avviene il miracolo Le donne entrano con grazia nelle nuvole dei motivi floreali che hanno dipinto e che allietano le tavole.

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FOTOGRAFIA © SEMANUR ÇOBAN

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Un brodo in tazza di porcellana ci par migliore di uno in iscudella di terra.
CARLO DOSSI, Vita di Alberto Pisani

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Ted Kooser (Ames, Iowa, 25 aprile 1939), poeta statunitense. È stato Poeta laureato alla Libreria del Congresso dal 2004 al 2006. Le sue poesie sono caratterizzate da uno stile semplice e colloquiale e hanno spesso come temi il Midwest, l’amore, il tempo e la famiglia.


lunedì 7 settembre 2026

Giardino di api ed aromi


MANUEL ALTOLAGUIRRE

GIARDINO

Tutto il giardino come
un corpo con febbre.
Ben composte verdi membra vegetali!
L’acqua sommersa che crea –
malata di confusioni,
da se stessa divisa – fango.
Giardino di api ed aromi,
senza sentiero al transito.
Ivi entrare è restare,
come quando
restiamo dentro un libro,
tra due piante o più, schiacciati.

(da Le isole invitate e altre poesie, 1926 - Traduzione di Oreste Macrì)

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Il tema del giardino (e in particolare il topos del "jardín cerrado") è ricorrente nella poesia di Manuel Altolaguirre, esponente della Generazione del '27. Entrare in un giardino equivale a immergersi nello spazio intimo della coscienza: il paesaggio naturale non è solo un elemento esterno, ma un riflesso dell'anima e del vissuto del poeta.

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JACEK YERKA, "IL GIARDINO DEL GIARDINIERE"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La poesia è la mia principale fonte di conoscenza. Mi insegna a conoscere il mondo e, attraverso di essa, imparo a conoscere me stesso. Ci unisce, ci rende capaci di comunicare.
MANUEL ALTOLAGUIRRE

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Manuel Altolaguirre Bolín (Malaga, 29 giugno 1905 – Burgos, 26 luglio 1959), poeta surrealista spagnolo della Generazione del '27. Con i suoi toni intimisti e spirituali cantò l'amore e la solitudine Egli stesso indicò Juan Ramón Jiménez e Pedro Salinas come suoi ispiratori.


domenica 6 settembre 2026

L’ora romantica


CRISTINA DE ARTEAGA

CUORE DI DONNA, IV

Lasciami appoggiare la testa sulla tua spalla,
lascia che la mia anima di donna trovi riposo in te;
ma avvicinati. L'ombra che cala
con il tramonto mi riempie di tanta tristezza!...

Non senti salire l'onda della malinconia?
Mi sembra un presagio di ciò che sta per finire...
Le anime già si affacciano per vedere il giorno andar via:
è l'ora romantica. Non lasciartela sfuggire!

Metti la tua mano nella mia, solo per un istante...
Reprimi le parole che dicono addio all'illusione...
Sigillala con baci, lacrime dalle tue labbra...
E lasciami piangere sul tuo cuore!

(da Seminate, 1925)

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L'ora romantica del tramonto, dolce, anche malinconica talvolta,  che invita a pensieri d'amore: a cantarla è la poetessa spagnola Cristina de Arteaga, che l'anno seguente, dopo una delusione amorosa, entrerà in un'abbazia benedettina, diventando poi, nel 1936, suora geronimita.

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FOTOGRAFIA © ELIZABETH FERREIRA/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il sole al tramonto, le ultime note di una melodia, / l’ultimo assaggio di un dolce – e l’ultimo è sempre il più dolce – / s’imprimono nel ricordo più di ogni cosa passata.
WILLIAM SHAKESPEARE, Riccardo II

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María Cristina de Arteaga y Falguera (Zarauz, 6 settembre 1902 – Siviglia, 13 luglio 1984), scrittrice, storica e poetessa spagnola. Nel 1936 prese i voti diventando suora geronimita. La sua traiettoria letteraria passa dalle tensioni liriche della gioventù degli Anni '20 a una profonda evoluzione spirituale e formale.


sabato 5 settembre 2026

Quelle tue labbra schive


SUNAY AKIN

S'È VISTO

Non bruciare il bordo alla lettera,
e non parlare d’amore
per pagine e pagine.
Soltanto, mentre chiudi la busta,
calca molto
quelle tue labbra schive.

(da Poesia, 196 Luglio/Agosto 2005 - Traduzione Laura Rotta e Giampiero Bellingeri)

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Nella tradizione romantica turca e mediorientale, bruciare leggermente l'angolo o il bordo di una lettera d'amore (letteralmente "bruciare la punta della lettera") era un segno inequivocabile per comunicare al destinatario che si stava "bruciando d'amore" per lui. Il poeta Sunay Akın qui sovverte questo cliché, chiedendo di evitare gesti teatrali e di preferire l'intimità pura e silenziosa di un bacio sulla busta.

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FOTOGRAFIA © UMAY KARATAŞ/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Amore mio, io e te siamo come una bussola: / abbiamo due teste, ma un solo corpo.
SUNAY AKIN, Erano sempre lì

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Sunay Akın (Trebisonda, 12 settembre 1962), poeta, scrittore, conduttore televisivo, giornalista e filantropo turco. È il fondatore del Museo del giocattolo di Istanbul. il suo stile è influenzato principalmente da Orhan Veli Kanık e Cemal Süreya. Le sue poesie sono generalmente liriche brevi e di tono delicato.


venerdì 4 settembre 2026

Come l’atropina


MAŁGORZATA HILLAR

POSSO

Dici che
le parole non possono esprimere nulla.

Ti guardo
con tristezza

Conosco parole che dilatano le pupille
come l'atropina e cambiano il colore del mondo.

Dopo di loro non puoi più andartene.
Posso donarmi a te
se non riesci a dirmi
cosa provo
quando ti offro le mie labbra?

(da La brocca d'argilla, 1957)

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Małgorzata Hillar, poetessa polacca, scrive una poesia dìamore sulla barriera comunicativa tra due persone innamorate e sulla paura di donarsi completamente a qualcuno che non riesce a esprimere i propri sentimenti. L'atropina è un farmaco che ha tra i suoi effetti quello di dilatare le pupille, ed è una metafora azzeccatissima: le parole aprono gli occhi all'amore, cambiano la percezione della realtà e rendono definitiva la relazione.

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JACK VETTRIANO, "FINALMENTE, AMORE MIO"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Oggi, come allora, / desidero mani che accarezzino, / parole calde e morbide / come la lana di pecora.
MAŁGORZATA HILLAR, La brocca d'argilla

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Małgorzata Hillar, nata Janina Krystyna Helena Hillar (Piesienica, 19 agosto 1926 - Varsavia, 30 maggio 1995),  poetessa polacca.  Si descriveva come una femminista, scrivendo sotto la forte influenza di un'infanzia difficile con una madre opprimente. La sua è poesia del quotidiano, che spicca per semplicità di forma e attenzione al sentimento.


giovedì 3 settembre 2026

L’estate passata


GWENDOLYN BROOKS

UN TRAMONTO SULLA CITTÀ

Già non sono più guardata con lascivia o amore.
Le mie figlie e i miei figli mi hanno riposta con biglie e bambole,
se ne sono andati di casa.
Mio marito e i miei amanti sono piacevoli o abbastanza gentili
e la notte è notte.

È un vero riposo,
la cosa autentica.
Non mi illudo, non credo che sia ancora estate
perché il sole resta e gli uccelli continuano a cantare.

È l'estate passata che vedo, è l'estate passata.
I dolci fiori si seccano e muoiono,
l'erba dimentica il suo splendore e acconsente a diventare marrone.

È un vero riposo. Arriva la frescura autunnale.

(da I mangiatori di fagioli, 1960)

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La poetessa statunitense Gwendolyn Brooks affronta con lucida malinconia il tema dell'invecchiamento femminile, la solitudine e lo smarrimento identitario che derivano dalla fine della giovinezza. E Lo fa attraverso la metafora dell'estate che finisce e dell'autunno che si presenta.

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FOTOGRAFIA © GOODINTERACTIVE/PIXABAY

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Stava imparando ad amare i momenti. Ad amare i momenti per quello che sono.
GWENDOLYN BROOKS, Maud Martha

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Gwendolyn Elizabeth Brooks (Topeka, Kansas, 7 giugno 1917 – Chicago, Illinois, 3 dicembre 2000), poetessa e scrittrice statunitense. È stata la prima afroamericana a vincere il Premio Pulitzer per la poesia. Nel 1985-86 ricoprì l’incarico di Poeta Laureato della Biblioteca del Congresso.


mercoledì 2 settembre 2026

Wendell Berry


Wendell Berry, il poeta-contadino originario del Kentucky, è morto lunedì all'età di 92 anni nella sua casa di Port Royal. La sua poetica  rappresenta una filosofia organica che unisce la scrittura alla terra, al lavoro manuale e alla responsabilità morale, in un’ottica che rifiuta la velocità e l'industrializzazione del mondo moderno a favore di un ritmo di vita lento e radicato: coltivare la terra e scrivere poesie sono atti identici, che richiedono pazienza, cura del dettaglio, rispetto per la materia e dedizione quotidiana.

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FOTOGRAFIA © GUY MENDES

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LE OCHE SELVATICHE

A cavallo la domenica mattina,
a raccolto finito, assaporiamo cachi
e uva selvatica, dolce e aspra
di fine estate. Nel labirinto del tempo
sui campi autunnali, diamo un nome
a chi è andato a ovest da qui, nomi
che riposano sulle tombe. Apriamo
un seme di cachi per trovare l'albero
che si erge in promessa,
pallido, nel midollo del seme.
Le oche appaiono alte sopra di noi,
passano, e il cielo si chiude. L'abbandono,
come nell'amore o nel sonno,
le trattiene per la loro strada, chiara
nell'antica fede: ciò di cui abbiamo bisogno
è qui. E preghiamo, non
per una nuova terra o un nuovo cielo, ma per essere
tranquilli nel cuore e con gli occhi
limpidi. Ciò di cui abbiamo bisogno è qui.

(da Il paese del matrimonio, 1973)

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COME L’ACQUA

Come l'acqua
di un fiume profondo,
l'amore è sempre troppo.
Non l'abbiamo creato noi.
Anche se beviamo fino a scoppiare,
non possiamo averlo tutto,
né desiderarlo tutto.
Nella sua abbondanza
sopravvive alla nostra sete.
La sera scendiamo sulla riva
per bere a sazietà
e dormire,
mentre scorre
attraverso le regioni dell'oscurità.
Non ci trattiene,
se non continuiamo a tornare
assetati alle sue ricche acque.
Entriamo,
disposti a morire,
nella comunità della sua gioia.

(da Il paese del matrimonio, 1973)

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Altre poesie di Wendell Berry sul Canto delle Sirene:

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La poesia è importante, / come dimostra la sua mancanza./ È la custodia // della propria possibilità, / il passato che si ricorda / nella presenza del // presente, il potere appreso / e tramandato di vedere / ciò che è presente // e ciò che non lo è.
WENDELL BERRY, Aperture

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Wendell Erdman Berry (Henry County, Kentucky, 5 agosto 1934 – Port Royal, Kentucky, 31 agosto 2026), poeta, narratore e ambientalista statunitense. Dal 1965 vive in una fattoria di 50 ettari, Lane’s Landing, dove coltiva grano e cereali. La sua poesia non poteva che essere elegiaca e pastorale.


martedì 1 settembre 2026

Poesie per settembre XIII


L’arrivo di settembre si configura non come un semplice cambio di stagione, ma come un limbo crepuscolare, sospeso tra la vitalità residua dell'estate e l'inesorabile declino autunnale. Il poeta tedesco Peter Huchel coglie la natura in un momento di trasfigurazione fisica dove la luce solare cede il passo a una luna fredda e pallida. Georg Trakl, poeta austriaco, con il suo tratto espressionista e simbolista, trasforma la «sera di settembre» in una partitura di tensioni cromatiche ed emotive.

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FOTOGRAFIA © MARCELO VERFE/PEXELS

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PETER HUCHEL

SIBILLA DELL’ESTATE

Settembre getta via il favo
della luce, oltre i giardini rocciosi.
La sibilla dell'estate non vuole ancora morire.
Con il piede nella nebbia e la faccia rigida,
veglia il fuoco nel focolare frondoso;
gusci di mandorle, come urne a pezzi,
giacciono lì sparsi, su un duro sentiero erboso.
L’acqua ha inciso la lama pendente della canna.
I ragni viaggiano, i fili volano.
La sibilla dell'estate non vuole ancora morire.
Annoda i suoi capelli agli alberi.
In aperto marciume il fico partorisce.
E bianca e rotonda come un uovo di gufo
la luna brilla di notte sui rami pallidi.

(da Poesia, 339, -Luglio-Agosto 2018 - Traduzione di Paola Quadrelli)

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GEORG TRAKL

PAESAGGIO

Sera di settembre; tristi risuonano i cupi richiami dei pastori
Per il villaggio che s’imbruna; fuoco sprizza dalla fucina.
Potente s’impenna un cavallo nero; i capelli di giacinto della ragazza
Cercano l’ardore delle sue narici purpuree.
Piano raggela all’orlo il grido della cerva
E i gialli fiori d’autunno
Si chinano muti sul volto azzurro dello stagno.
In rossa fiamma si è consunto un albero; volano via con visi oscuri i pipistrelli.

 
(da Sebastian in sogno, 1915 - Traduzione di Ida Porena)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Nel tuo cuore già cade / la pioggia che annuncia; / e settembre è questo freddo / dell'anima, piuttosto che del corpo.
JOSÉ MATEOS, Canzoni

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Peter Huchel, pseudonimo di Helmut Huchel (Berlino, 3 aprile 1903 – Staufen im Breisgau, 30 aprile 1981),  poeta e scrittore tedesco. Caporedattore della radio di Berlino Est e della rivista Sinn und Form; nel 1962 fu costretto a dimettersi. Lasciò la DDR nel 1971.  Descrisse scene di vita del popolo, che coniugò con una spiccata liricità.


Georg Trakl (Salisburgo, 3 febbraio 1887 – Cracovia, 3 novembre 1914), un poeta espressionista austriaco. Dai suoi versi visionari e lacerati promana uno sconsolato senso di solitudine, di decadenza, di estraneità, in un alternarsi di oscuri sentimenti di colpa e di speranze di redenzione.