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sabato 26 settembre 2026

Vecchie case


GHIANNIS RITSOS

ADDII

Grandi stanze di vecchie case avite di provincia
piene di fischi di navi lontane, piene
di spenti rintocchi di campane e di battiti profondi
d’orologi antichissimi. Nessuno abita piú qui dentro
eccetto le ombre, e un violino appeso al muro,
e le banconote fuori corso sparse sulle poltrone
e sul letto largo con la coperta gialla. Di notte
scende la luna, passa davanti agli specchi esanimi
e coi gesti piú lenti rassetta dietro i vetri
i fischi d’addio delle navi affondate.

Karlòvasi, 15.VIII.1978

(da Il funambolo e la luna, 1984 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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"Nessuno abita più qui dentro":  il poeta greco Ghiannis Ritsos coglie quel vuoto malinconico degli spazi abbandonati dove il tempo si è fermato e con esso la musica, il potere d'acquisto del denaro, l'inutile coperta. Resta solo la memoria, resta il rimpianto mentre il mondo fuori continua a scorrere.

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FOTOGRAFIA © SÜMEYYE BAŞBIL/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

E quelli che un tempo avevano creduto nell’eterno sono invecchiati.
GHIANNIS RITSOS, Molto tardi nella notte

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Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


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