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giovedì 24 settembre 2026

Una tempesta elettrica


ELIZABETH BISHOP

È MERAVIGLIOSO

È meraviglioso svegliarsi insieme
nello stesso minuto; meraviglioso sentire
la pioggia iniziare all’improvviso sul tetto,
sentire l'aria limpida
come se l'elettricità l'avesse attraversata
da una rete nera di fili nel cielo.
Fruscia sul tetto la pioggia,
e sotto, la luce cadente dei baci.

Una tempesta elettrica arriva o si allontana;
è l'aria frizzante che ci sveglia.
Se un fulmine colpisse la casa ora, scorrerebbe
dalle quattro sfere di porcellana blu in cima,
giù per il tetto e giù per i tiranti tutt'intorno a noi,
e immaginiamo sognanti
come l'intera casa intrappolata in una gabbia di fulmini
sarebbe deliziosa più che spaventosa;

e dallo stesso punto di vista semplificato
dalla notte e dall’essere sdraiati sulla schiena,
tutto potrebbe cambiare con la stessa facilità,
poiché per avvertirci ci devono essere sempre questi
fili elettrici neri penzolanti. Senza sorpresa
il mondo potrebbe cambiare in qualcosa di completamente diverso,
come cambia l'aria o arriva il fulmine senza che noi battiamo ciglio,
cambiare come cambiano i nostri baci senza che noi ci pensiamo.

(da Tutte le poesie 1927-1979, 1984)

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L’amore romantico è raro nelle poesie di Elizabeth Bishop. Del resto, questa sua poesia, ritrovata tra le sue carte, fu pubblicata postuma. È una scena di intimità domestica che fa del letto mentre fuori infuria il temporale un piccolo nucleo, una cellula, l’immagine onirica di una gabbia circondata da fulmini, dove riflettere sulla vulnerabilità umana e sulla forza degli elementi,

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Vorrei ritirarmi lì e non fare nulla, / o quasi nulla, per sempre, in due stanze spoglie: / guardare attraverso un binocolo, leggere libri noiosi, / libri vecchi, lunghi, lunghi, e scrivere appunti inutili, / parlare da sola e, nei giorni nebbiosi, / guardare le gocce scivolare, pesanti di luce.
ELIZABETH BISHOP, Geografia III

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Elizabeth Bishop (Worcester, Massachusetts, 8 febbraio 1911 – Boston, Massachusetts, 6 ottobre 1979), poetessa statunitense. Considerata tra i più importanti poeti americani del ventesimo secolo, vinse  il Premio Pulitzer 1956 e il National Book Award 1970. Le sue poesie trattano del senso di appartenenza nel mondo e delle esperienze umane di pena e desiderio.


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