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sabato 17 ottobre 2026

Sul candido del foglio


PIERLUIGI CAPPELLO

POIEIN

Tu sei di qui, di questo mondo
l’ombra delle tue dita si stampa
sul candido del foglio, la punta della penna;
stai dentro le parole, stai ogni giorno dentro le parole
nella forma delle cose mentre le si osserva
e ogni forma diventa una forma di tristezza
il tuo lungo ingresso alla cenere.

Rimetta a noi i nostri cieli la parola aggiustata,
un segnale nutrito dal lampo nel poco di nessun conto
nel conto dei giorni vissuti senza cura
e abbracci, ma senza abbagliare,
ogni minuto preso dal vento
e il presente di queste mani
come se fosse eterno.

(da Mandate a dire all’imperatore, Crocetti, 2010

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Poièin (ποιεῖν) è il verbo greco che significa fare, creare ed è da lì che deriva il termine "poesia" (ποίησις). Pierluigi Cappello trova in quel verbo il senso profondo dell'atto di scrivere: il poeta è quasi un artigiano che crea da quella pagina bianca, che ne fa il proprio spazio vitale e privilegiato per osservare il mondo e cercare di capirlo.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIO/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La poesia ha un aspetto creativo, la folgorazione, l’appunto veloce, l’idea fulminea. Poi tutto questo viene cucito con un lavoro meticoloso, preciso quanto può esserlo quello dell’orafo o di chi, appunto, per rilassarsi, fa aeromodellismo.
PIERLUIGI CAPPELLO, La Lettura, 14 settembre 2014

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Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 8 agosto 1967 – Cassacco, 1º ottobre 2017), poeta italiano. La sua vita è stata gravemente segnata da un incidente stradale occorsogli quando aveva sedici anni: dallo schianto della sua moto contro la roccia uscì con il midollo spinale reciso e una perenne immobilità. Ha scritto numerose opere, anche in lingua friulana.


venerdì 16 ottobre 2026

Piccola donna coraggiosa


EEVA KILPI

PRIMA DI ADDORMENTARMI

Prima di addormentarmi, penso:
domani riscalderò la sauna,
mi coccolerò,
camminerò, nuoterò, mi laverò,
mi inviterò al tè della sera,
mi parlerò gentile e ammirata, lodandomi:
piccola donna coraggiosa,
io credo in te.
 

(da Una canzone d’amore e altre poesie, 1972)

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Autocompassione, gentilezza e cura di sé: la poetessa finlandese Eeva Kilpi scrive una sorta di sintetico manuale sull'esigenza dell'accettazione di sé. Ci ricorda che possiamo riservare a noi stessi la stessa tenerezza e cura che riserveremmo alla persona amata: da questo piacere concreto sorge la fiducia in sé, la sicurezza e la forza per affrontare una nuova giornata.

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CARL VILHELM HOLSØE, "DONNA ADDORMENTATA"
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   LA FRASE DEL GIORNO   

Quando la solitudine non viene turbata, / non c'è più sofferenza.
EEVA KILPI, Cordiali saluti

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Eeva Karin Kilpi nata Salo (Hiitola, Carelia finlandese, oggi Russia, 18 febbraio 1928 – Espoo, 27 giugno 2026), scrittrice, poetessa e attivista femminista finlandese. La sua poesia è caratterizzata da un un’ironia di fondo e tratta i temi dell’esilio, delle relazioni umane e della natura.


giovedì 15 ottobre 2026

Costruttori degli amori aspri


KONSTANTINOS TSATSOS

NOI COSTRUTTORI

Noi, costruttori degli amori muti dei duri,
non cerchiamo un bacio, non cerchiamo una risata;
per i chiodi che sanguinavano alle estremità delle croci,
solleviamo un Vangelo carico di comandamenti.

Siamo stanchi della dolcezza delle ore tranquille,
aprile è alle nostre spalle, abbiamo lasciato il porto
e ci siamo riversati tra le onde, un fardello di rovine,
la vita che la vita ci aveva amorevolmente donato.

Lontano dalla terra, vaghiamo sulle pianure degli oceani...
E di notte, il silenzio della solitudine rimane,
per noi, costruttori degli amori aspri dei muti,
ma c’è una luce, la luce intangibile, lontana, che non muore mai.

(da Le poesie, 1973)

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Costruttori di amori aspri: quanti ce ne sono che non riescono a trovare la via piana, ma navigano all'avventura senza mai trovare il porto, affrontando naufragi e relitti, inquieti non solo nell'amore ma anche nella vita stessa. Come il poeta greco Konstantinos Tsatsos.

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ROB GONSALVES, "CERCANDO IL MARE"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Sappi / che l'amore ti guarda / attraverso due occhi familiari e premurosi, / e che anche se cala la notte, quegli occhi / rimarranno sempre lì , immutabili e spalancati, a guardarti.
KONSTANTINOS TSATSOS, Le poesie

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Konstantinos Tsatsos (Atene, 1º luglio 1899 – 8 ottobre 1987), poeta e politico greco. Presidente della Repubblica Ellenica dal 1975 al 1980.  La sua poetica applica la profonda formazione filosofica di stampo idealista alla creazione letteraria, concependo l'arte poetica come una via di accesso alle idee eterne e al valore spirituale.


mercoledì 14 ottobre 2026

Arcangelo mio d’ombra


CLARA JANÉS

TRA LE MUTE RADICI

Tra le mute radici
che sostentano il bosco,
arcangelo mio d’ombra,
nell’insistente quiete
sotterranea,
apriamo rose d’amore,
trasudiamo il vino
dell’uva unica,
dolce sole della genesi
perenne,
che le nostre labbra
invitano a godere
dal clamore
dell’umida erba
che ci protegge.

(da Arcangelo d’ombra, Crocetti, 2010 – Traduzione di Annelisa Addolorato)


La poetessa spagnola Clara Janés esplora spesso il rapporto tra il visibile e l'invisibile, la natura e l'amore alla ricerca dell'assoluto: qui dipinge un’atmosfera in cui risalta il legame profondo, intimo e tellurico tra due amanti, immersi in una dimensione primordiale e silenziosa della natura.

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FOTOGRAFIA © JONATHAN BORBA/PEXELS
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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il mio amore folle si fa più profondo / nelle terre desolate, / fa crescere il fiore su di loro / che dura solo un istante.
CLARA JANÉS, Diván dell’opale di fuoco

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Clara Janés Nadal (Barcellona, 6 novembre 1940), scrittrice, poetessa e traduttrice spagnola. Inserita nel gruppo dei “Novisimos”, ha un suo stile particolare che media  tra la cultura occidentale e quella orientale.


martedì 13 ottobre 2026

Naufraghi spensierati


LUIGI CAPELLI

SERA AL LIDO

E ancora un’altra sera
naufraghi spensierati a questa riva
il fiotto ci solleva
dove il lago finisce
in una nera pozza di silenzio
 
Domani scioglieremo
dall’ormeggio in barca ancora e il gesto
sarà senza un sussulto,
senza un fremito d’ansia, sarà ancora
il gesto di chi sa
che è per celia, che a sera
senza avere passato il promontorio
rivolgerà la prua
a questa buía pista di cemento
dove si aspetta il vento
bevendo birra amara senza sete.

 
(da Perché alla vita, Cappelli, 1958)

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Luigi Capelli è un poeta italiano praticamente sconosciuto, attivo soprattutto negli anni '50 e '60. Qui dipinge un'immagine malinconica ed evocativa, un momento di quiete vissuto dopo il lavoro: le onde sciabordano a e il lago si spegne nel buio, ma già sorge la leopardiana attesa di rimettere in acqua la barca l'indomani.

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FOTOGRAFIA © WALLPAPERFLARE

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Sola cosa sicura / (per averla esperita) / questa: essere una dura / fatica senza senso / né compenso la vita.
LUIGI CAPELLI, L'assurdo della vita

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Luigi Capelli (Lecco, 1914 - Varese, 2002), poeta italiano. Collaboratore di riviste letterarie, fu lettore per Mondadori. La sua poetica è una meditazione amara sul senso della vita, un costante colloquio con se stesso, un interrogarsi sul fine ultimo dell’esistenza.


lunedì 12 ottobre 2026

Un ordine matematico


NIKIFÒROS VRETTÀKOS

NUMERI MUSICALI

Senza un ordine matematico, nulla
può reggersi: né un cielo stellato,
né una rosa. E tanto meno una poesia.
E per fortuna il destino mi ha reso
esperto di numeri musicali,
appendendo un raggio in più all'astro del giorno
davanti ai miei occhi;
e, facendo delle mie ginocchia un tavolo,
io lavoro — come se dovessi plasmare
un cielo stellato, o una rosa.

(da Girasole della sera, 1976)

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Il poeta greco Nikifòros Vrettàkos ravvisa un rapporto tra poesia, armonia universale, ordine matematico e creazione poetica: ogni cosa necessita di una geometria e di un equilibrio più profondi per esistere e, "facendo delle ginocchia un tavolo" mette in luce la semplicità, l'umiltà e l'assoluta dedizione all'opera creativa.

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IMMAGINE © PDP

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   LA FRASE DEL GIORNO   

E le parole che ti ho scritto, guizzando intermittenti, / hanno cambiato posto. Saltellando sopra / le righe della pagina, si sono fuse, mutate in / riverberi, farfalle che hanno riempito la casa.
NIKIFÒROS VRETTÀKOS, L'abisso del mondo

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Nikifòros Vrettàkos (Krokeès, 1° gennaio 1912 – Plumitsa, 4 agosto 1991), scrittore e poeta greco. Partito per Atene alla scoperta del mondo, ne fu deluso. Prese parte in prima linea alla Seconda guerra mondiale e alla resistenza. Espulso dal Partito Comunista per il suo umanesimo di pace, visse in esilio la dittatura dei colonnelli.


domenica 11 ottobre 2026

Un maiale felice


GABRIEL ZAID

CIRCE

La mia patria è nei tuoi occhi, il mio dovere sulle tue labbra.
Chiedimi tutto ciò che vuoi, tranne che io ti abbandoni.
Se naufrago sulle tue coste, se distendendomi sulla tua sabbia
sono un maiale felice, sono tuo, ma non importa.
Appartengo a questo sole che sei, la mia patria è in te.
Non desidero altra corona che l'alloro del tuo stemma.

(da Orologio solare, 1995)

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Circe nel X libro dell’Odissea, è una maga che attira i marinai con il suo canto armonioso mentre tesse al telaio. Li accoglie e offre loro del cibo e del vino miscelati con una potente droga, poi li tocca con la sua bacchetta tramutandoli in maiali pur lasciando intatta la loro coscienza umana per tormentarli. Gabriel Zaid, poeta messicano, reinterpreta in chiave amorosa e ironica il mito omerico: accetta volontariamente e con ironia il destino che era considerato una condanna. Diventare un un maiale felice sulla spiaggia di Circe è una dichiarazione di totale e gioiosa resa all'amore e al desiderio.

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BRITON RIVIÈRE, "CIRCE E I COMPAGNI DI ULISSE"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Nessuno ama due volte con gli stessi occhi. / Contemplare: fondersi.
GABRIEL ZAID, Pratica mortale

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Gabriel Zaid Giacoman (Monterrey, 24 gennaio 1934), poeta e saggista messicano. Noto per non essere mai apparso in pubblico, ritiene che uno scrittore dovrebbe essere conosciuto per il suo lavoro, non per la sua personalità nella vita reale. I suoi saggi spaziano tra poesia, economia e critica letteraria.


sabato 10 ottobre 2026

La poesia del poeta


ALAIN BOSQUET

NON C'È BISOGNO

La proboscide dell'elefante
serve per raccogliere i pistacchi:
non c'è bisogno di chinarsi.

Il collo della giraffa
serve per pascolare le stelle:
non c'è bisogno di volare.

La pelle del camaleonte,
verde, blu, lavanda, bianca,
a suo piacimento,
serve per nascondersi dagli animali famelici:
non c'è bisogno di fuggire.

Il guscio della tartaruga
serve per dormire al suo interno,
anche d'inverno:
non c'è bisogno di una casa.

La poesia del poeta
serve per dire tutto questo
e mille, mille, mille altre cose:
non c'è bisogno di capire.

(da Non sono un poeta d'acqua dolce, 1996)

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Con tono fiabesco e linguaggio semplice, il poeta francese Alain Bosquet celebra  la libertà dell'immaginazione e la magia dell'inutilità pratica. Ma, se nelle prime quattro strofe sembra indirizzarci in una poesia per bambini, nella quinta - un po' come nelle favole che hanno una morale - estrae il coniglio dal cilindro, il colpo di scena che lascia a bocca aperta: come la natura ha le sue regole perfette, così la poesia ha il potere di raccontare il mondo intero senza alcun bisogno di capire, abbandonando la logica razionale per i sentieri incantati dell'arte.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

A intervalli regolari, mi si chiede quello che nessuno può dare: una definizione di poesia. Oggi – mai avrei delle altre formule domani – rispondo: “La prosa è una caccia all’uomo, la poesia una caccia all’unicorno”.
ALAIN BOSQUET, Il guardiano dei roseti

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Anatole Bisk, detto Alain Bosquet (Odessa, Ucraina, 28 marzo 1919 – Parigi, 17 marzo 1998), poeta e scrittore di origini ucraine naturalizzato francese nel 1980. Combattente nella Seconda Guerra mondiale prima  con l’esercito belga e poi con quello americano, prese parte alla programmazione dello sbarco alleato in Normandia.


venerdì 9 ottobre 2026

Nobel 2026 a Anne Carson


L’Accademia Svedese ha assegnato il Premio Nobel per la Letteratura 2026 alla poetessa canadese Anne Carson con la seguente motivazione: “la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea".  La sua poetica infatti si fonda sul superamento radicale dei confini tra i generi letterari e sulla fusione simbiotica tra l'antichità classica e la sensibilità ipermoderna. La sua scrittura abbatte gli steccati tradizionali combinando in un unico flusso lirica, saggistica accademica, traduzione, drammaturgia e frammenti visivi.

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O PICCOLA TRISTE ESTASI D’AMORE

Mi piace stare con te tutta la notte a occhi
chiusi.
Che fortuna – eccoti qui
che arrivi
lungo le stelle!
Ho fatto un viaggio
per tutta la mia mente e il mio cuore
e
là c’eri tu
inginocchiato sul ciglio della strada
col tuo piccolo kit di attrezzi
a riparare qualcosa.
Dammi un mondo, mi hai preso il mondo che
ero.

(da Academy of American Poets, 10 dicembre 2020 – Traduzione di Guido Turco)

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IL LAVORO DI DIO

Il chiaro di luna in cucina è un segno di Dio.
Il tipo di tristezza che come un nero tubo ci risucchia
dal nostro stesso ombelico e che i buddisti chiamano
“assenza di un manto mentale” è un segno di Dio.
I vicoli ciechi che come ciglia delimitano
l'umana conversazione sono un segno di Dio.
Perfino la calma di Dio è un segno di Dio.
Quell'odore sorprendentemente freddo di patate o denaro.
Solidi blocchi di silenzio.
Da questi diversi segni si può vedere
quanto lavoro rimanga da fare.
Mettete via la tristezza, è un ammanto del lavoro.

(da Vetro, ironia e Dio, Crocetti, 2023 - Traduzione di Patrizio Ceccagnoli)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Se la prosa è una casa, la poesia è un uomo in fiamme che corre a tutta velocità attraverso di essa.
ANNE CARSON, The Guardian, 30 ottobre 2016

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Anne Carson (Toronto, 21 giugno 1950) è una poetessa, saggista e traduttrice canadese. Nel 2026 è stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: ”la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea”.

giovedì 8 ottobre 2026

Piove sui campi e i colli


UMBERTO SABA

AUTUNNO

(Firenze, 1906)

Piove sui campi e i colli. Era l'estate
ieri, la bella e grande estate. Ed ecco:
ha mutato stagione all'improvviso.
È pianto quel che fu ieri sorriso
del mondo. In cielo ininterrotte lente
vanno le nubi, dicono: l'estate,
una gioia è finita.
«Dove andò la tua vita,
con tutte le sue pene,

con la grazia arridente,
con le ore serene?
Antichissima oscura
la città dalle lunghe erte ti appare.
All'orizzonte un mare
trema d'acque, o ti trema agli occhi il pianto?

S'io giungessi, se accanto
io ti giungessi, non più atteso!» Ieri
era la bella estate, oggi diversa
delle cose è l'immagine. E i pensieri
vanno ai soli nel mondo, ai prigionieri,
ai marinai nostalgici, all'avversa
fortuna. È autunno. E il cor pure lo sente.

(da Pirelli, n. 6, 1956)

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Una poesia dispersa di un giovane Umberto Saba: ancora intriso dalle atmosfere crepuscolari, risente del passaggio improvviso dalla solarità dell'estate alla malinconia dell’autunno: il passaggio stagionale è anche un passaggio di stato d’animo, aggravato dalla lontananza dell’amata Lina, la fidanzata rimasta a Trieste che sposerà nel 1909: “Lina, il mio cuore non è qui. Alla tua / casa una nave, nel sogno, veleggia”.

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FOTOGRAFIA © JEAN-BAPTISTE TERRAZZONI/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il tempo è rotondo; ritorna in se stesso.
UMBERTO SABA, Scorciatoie e raccontini

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Umberto Saba, pseudonimo di Umberto Poli (Trieste, 9 marzo 1883 – Gorizia, 25 agosto 1957), poeta italiano tra i massimi del ‘900. Di famiglia ebraica, fu avviato agli studî commerciali, e fu per lunghi anni direttore e proprietario di una libreria antiquaria a Trieste. La sua poesia, quasi intimo diario e confessione, indaga le cose ultime, la donna, l’amore, il senso atavico del dolore. La sua opera è raccolta nel Canzoniere.


mercoledì 7 ottobre 2026

Giochiamo come bambini


MELISSANTHI

GIOCHIAMO

Nel frattempo,
giochiamo con le parole,
giochiamo al divino gioco del discorso,
poeti ignari
che hanno rubato il segreto
per vedere e udire,
per toccare e conoscere le cose,
ricreando l'immagine del Mondo
con parole scintillanti, giochiamo
come bambini con piccole cose innocenti
portate a riva dal mare,
sfiorando appena il fuoco segreto ,
intuendo appena
il fulmine nascosto,
copriamo con terra e cenere
la fiamma che i mortali non osano toccare,
legata alla morte,
lanciamo le nostre barchette di carta
nell'oceano pieno di fulmini...

(da Le poesie di Melissanthi 1930–1974, 1975)

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È una profonda riflessione sull'arte poetica questa di Melissanthi, poetessa greca attenta ai temi esistenziali: il concetto principale è l'innocenza dei poeti, come bambini che giocano sulla spiaggia e non sanno che potrebbero essere in grado di spiegare l'universo, se potessero attingere a quel fuoco segreto.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIOS/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Vaghiamo alla cieca in cieli sconosciuti... / Come può ogni nostra azione umana estendersi / all'infinito?
MELISSANTHI, Il roveto ardente

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Melissanthi, pseudonimo di Ivi Kougia-Skandalaki (Atene, 7 aprile 1907 – 9 novembre 1991), poetessa greca.  Giornalista e insegnante di francese, pubblicò nove raccolte. La sua poesia è caratterizzata da sensibilità, riflessione esistenziale e ansia riguardo all'uomo e ai suoi problemi.


martedì 6 ottobre 2026

Il sogno di Sant’Orsola


AMY LOWELL

SU UN QUADRO DI CARPACCIO: IL SOGNO DI SANT'ORSOLA

Chiara, pulita e naturale, sul pavimento lucido
Da qualche finestra senza persiane, nascosta alla vista,
I raggi solari filtrano obliqui, la luce più intensa
Spegne la piccola lampada che pallida, povera,
Tremolante, non riempita, sulla porta
Ha lottato contro l'oscurità per l'intera notte.
L'alba riempie la stanza e penetranti, luminosi,
I raggi silenziosi del sole si riversano attraverso la finestra.
E lei giace addormentata, ignara del Fato,
Intrappolata in sogni svogliati, la sua anima non ancora
Matura per sopportare il senso di questo giorno.
La brezza del mattino agita appena la coperta,
Un'ombra cade attraverso la luce del sole; aspetta!
Un'allodola canta mentre vola via.

(da Una cupola di vetro multicolore, 1912)

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Il sogno di Sant'Orsola è uno dei nove dipinti del 1495 di Vittore Carpaccio che raccontano la vita leggendaria di sant’Orsola, principessa di Bretagna promessa sposa del re d’Inghilterra e martirizzata a Colonia insieme ad altre giovani donne dagli Unni. Il sogno è quello premonitore del martirio: un angelo appare portando la palma, simbolo del destino tragico che attende la donna. La luce dell’alba che entra nella stanza, illuminando la figura di Orsola e creando un gioco di luci e ombre che richiama la pittura fiamminga, attira l'attenzione della poetessa statunitense Amy Lowell: quel raggio di sole che sovrasta la candela rappresenta il passaggio dall'oscurità del sonno e dell'ignoranza al risveglio della realtà cosciente.

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VITTORE CARPACCIO, "IL SOGNO DI SANT'ORSOLA", 1495

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Ma sei tutte le cose  e così deve essere, / perché altrimenti non saresti tu.
AMY LOWELL, Una cupola di vetro multicolore

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Amy Lawrence Lowell (Brrokline, Massachusetts, 9 febbraio 1874 – 12 maggio 1925), poetessa statunitense della scuola imagista, che promosse il ritorno ai valori classici e alla precisa immediatezza delle immagini. Vinse il premio Pulitzer, postumo, nel 1926. Suo riferimento poetico fu Ezra Pound, sua musa la compagna di vita Ada Dwyer Russell.


lunedì 5 ottobre 2026

Frutti maturi


ROBERT FROST

NON RACCOLTO

Un odore di frutti maturi oltre un muro.
E abbandonai la strada abituale
Per cercare ciò che mi aveva fatto fermare,
Là, di certo, c'era un melo
Che si era alleggerito del suo carico estivo,
E libero da tutto tranne che dal suo futile fogliame,
Ora respirava leggero come il ventaglio di una signora.
Perché lì c'era stata una caduta di mele
Completa che il melo aveva donato all'uomo.
Il terreno era un cerchio di rosso intenso.

Qualcosa rimanga sempre non raccolto!
Molto resti fuori dai nostri piani,
Mele o qualcosa di dimenticato e perso,
Così che sentirne la dolcezza non sia un furto.

(da A Further Range, 1936)

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Il poeta statunitense Robert Frost riflette sul valore delle cose lasciate intatte, celebrate non per la loro utilità economica, ma per la loro pura presenza estetica - già deviare dalla strada solita è un'apertura verso l'imprevisto e la rottura degli schemi rigidi della quotidianità. L'auspicio che qualcosa resti sempre non raccolto e fuori dai piani utilitaristici è una celebrazione delle sorprese naturali e della bellezza fine a se stessa, del godimento senza possesso o consumo materiale.

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FOTOGRAFIA © MARTHA HOZHA/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La natura ci dà sempre dei suggerimenti. Li dà ripetutamente. E all'improvviso cogliamo il suggerimento.
ROBERT FROST

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Robert Lee Frost (San Francisco, 26 marzo 1874 – Boston, 29 gennaio 1963), poeta statunitense, vincitore di quattro Premi Pulitzer. Le sue poesie, attraverso la raffigurazione con una notevole padronanza del linguaggio colloquiale della vita rurale del New England all’inizio del ‘900, indagano temi sociali e filosofici. La strada non presa è la sua poesia più celebre.


domenica 4 ottobre 2026

Se cerchi abbastanza a fondo


CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE

MONITO

Se cerchi abbastanza a fondo, finisci per trovare
non la (dubbia) spiegazione della vita,
ma la (inspiegabile) poesia della vita.

(da Corpo, 1984)

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Bastano tre versi al poeta brasiliano Carlos Drummond de Andrade per impartire una lezione di vita: cercare di decifrare razionalmente l'esistenza è una trappola, qualsiasi spiegazione sarà sempre incerta o incompleta. Invece di cercare formule o risposte logiche, il vero significato risiede nel contemplare la bellezza, il mistero e l'inaspettato della vita quotidiana.

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FOTOGRAFIA © BLUE ARAUZ/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Non tutte le cose incomprensibili sono religiose.
CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE, L'altro lato delle cose

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Carlos Drummond de Andrade (Itabira, 31 ottobre 1902 – Rio de Janeiro, 17 agosto 1987), poeta e scrittore brasiliano, considerato uno dei più influenti del suo tempo. Modernista, adottò il verso libero, proclamando la libertà idiomatica delle parole. Tra le tematiche fondamentali la famiglia, la terra natale, l'amicizia, la società, l'amore e l'esistenza.


sabato 3 ottobre 2026

Il sole calante dell’autunno


RAINER MALKOWSKI

UOMINI SUI TRAMPOLI

Non più cielo estivo
scintillante – ovunque
alziamo
i nostri occhi doloranti.
Ora un blu cupo,
già annerito
dallo spazio.
Il sole calante dell'autunno
alle nostre spalle
pone
punte aguzze sui
ciottoli del sentiero.
E perplessi,
così goffamente,
restiamo immobili con le nostre lunghe
ombre nel paesaggio –
uomini sui trampoli;
ironicamente,
prima che cali la notte,
ancora una volta
accentuati.

(da Le poesie, 2009)

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Le lunghe ombre della sera, quando il tramonto porta il sole ad essere basso: è ormai autunno e il poeta tedesco Rainer Malkowski ha la percezione che dà origine alla poesia: queste ombre allungate fanno sembrare che le persone camminino sui trampoli. L'uomo appare goffamente elevato prima dell'oscurità.

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FOTOGRAFIA © ANDREAS FICKL/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Tutto diventa superfluo, quando lo si possiede a lungo.
RAINER MALKOWSKI, Di virtù e vizi

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Rainer Malkowski (Berlino, 26 dicembre 1939 - Brannenburg, 1° settembre 2003), poeta tedesco. Con tono laconico, ha creato poesie in cui la natura gioca un ruolo importante e che mostrano una grande affinità con la Nuova Soggettività. Per lui si trattava soprattutto di osservare e della rassicurante consapevolezza di osservare.


venerdì 2 ottobre 2026

Centenario di Cecilia Casanova


La poetica di Cecilia Casanova, poetessa cilena di cui ricorre il centenario della nascita, si fonda su una profonda semplicità, su un'intensità che sa trasformare in brevi componimenti i dettagli minimi della vita quotidiana e domestica in un universo lirico intimo e universale: si tratta di frammenti luminosi, come dei pezzi di specchio, che riverberano senza clamore le piccole cose vicine che spesso sfuggono a uno sguardo distratto, come il volo di un uccello o il ticchettio del tempo.

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COME LA COSA PIÙ SOLITARIA

Solitudine, non ti ricordi?
Ero tuo amica.
Ti cercavo nelle notti stellate,
ti chiamavo nei pomeriggi infuocati.

Oggi, però, la tua presenza mi spaventa,
e nei giorni grigi e nebbiosi
vago per le strade, persa,
alla ricerca di volti familiari.

(da Come la cosa più solitaria, 1949)

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IN QUALCHE MODO ESISTI

            A Enrique Lihn
Di notte
il tuo stato ti turba
e esci?
Allora il mio comodino scricchiola
e, sebbene il mio cuore si spezzi,
mi commuove sapere
che in qualche modo esisti.

(da Me stessa, 2001)

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Altre poesie di Cecilia Casanova sul Canto delle Sirene:

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Una poesia viene uccisa dalla verbosità / come un cigno viene ucciso dall'inquinamento.
CECILIA CASANOVA, Poesie del vago e del simpatico

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Cecilia Casanova (Santiago del Cile, 2 ottobre 1926 – 2 novembre 2014), poetessa cilena. Autrice di poesie spesso brevissime ma chiare e intense, è stata accostata ad Emily Dickinson per la sua sensibilità nei confronti della natura e per la ricerca dell’immenso nel quotidiano.


giovedì 1 ottobre 2026

Poesie per ottobre XIII


Due modi di vedere ottobre: la meditazione concettuale di Bartolo Cattafi e il sensualismo elegiaco di Antonia Pozzi. Il poeta siciliano ne trae un travaglio interiore, un riflettere che non dona sollievo ma rispecchia l'inesorabile disfacimento esistenziale. La poetessa milanese invece ci immerge in un panorama ancora vivo di colori: ottobre non è fredda rinuncia, ma trasformazione infuocata ed erotica.

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FOTOGRAFIA © MOHAN NANNAPANENI/PEXELS

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BARTOLO CATTAFI

D’OTTOBRE

Nei punti meditati
sui gradini dove
il pensiero si ferma e non riposa
perduta la stagione
(luce calore forza
di fuochi fantasiosi)
mentre il mondo ingiallito prova
foglia per foglia a perdersi.

 
(da L'allodola ottobrina, Mondadori, 1979)

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ANTONIA POZZI

SOLE D’OTTOBRE

Felci grandi
e garofani selvaggi
sotto i castani –
mentre il vento scioglie
l'un dopo l'altro
i nodi rossi e biondi
alla veste di foglie
del sole –
e il sole in quella
brucia
della sua bianca
bellezza
come un fragile corpo
nudo –

 
(da Parole, 1939)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Lascia che le fanfare gridino mentre cammino tra le pepite dorate nell'ammirato fruscio delle foglie e i tappeti stesi davanti a me, le strade si dispiegano, guarda e rallegrati, nobile ottobre.
VERONICA KIVISILLA, Veronica officinalis

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Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979),  poeta italiano. La sua poesia spazia sui dilemmi esistenziali con sensibilità di diarista, spesso con uno sguardo metafisico dove sono protagonisti il vuoto e la solitudine. Nei suoi versi il tema del viaggio è una costante metafora del vivere.


Antonia Pozzi (Milano, 13 febbraio 1912 – 3 dicembre 1938), poetessa italiana. Laureatasi in Filologia con una tesi su Flaubert, si tolse la vita dopo una contrastata storia d’amore. Il suo diario poetico Parole fu pubblicato postumo, nel 1939: composto a partire dai diciassette anni, riflette un'amara e inquieta sensibilità in cui si avverte l'influsso della lirica di Rilke.