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sabato 17 ottobre 2026

Sul candido del foglio


PIERLUIGI CAPPELLO

POIEIN

Tu sei di qui, di questo mondo
l’ombra delle tue dita si stampa
sul candido del foglio, la punta della penna;
stai dentro le parole, stai ogni giorno dentro le parole
nella forma delle cose mentre le si osserva
e ogni forma diventa una forma di tristezza
il tuo lungo ingresso alla cenere.

Rimetta a noi i nostri cieli la parola aggiustata,
un segnale nutrito dal lampo nel poco di nessun conto
nel conto dei giorni vissuti senza cura
e abbracci, ma senza abbagliare,
ogni minuto preso dal vento
e il presente di queste mani
come se fosse eterno.

(da Mandate a dire all’imperatore, Crocetti, 2010

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Poièin (ποιεῖν) è il verbo greco che significa fare, creare ed è da lì che deriva il termine "poesia" (ποίησις). Pierluigi Cappello trova in quel verbo il senso profondo dell'atto di scrivere: il poeta è quasi un artigiano che crea da quella pagina bianca, che ne fa il proprio spazio vitale e privilegiato per osservare il mondo e cercare di capirlo.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIO/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La poesia ha un aspetto creativo, la folgorazione, l’appunto veloce, l’idea fulminea. Poi tutto questo viene cucito con un lavoro meticoloso, preciso quanto può esserlo quello dell’orafo o di chi, appunto, per rilassarsi, fa aeromodellismo.
PIERLUIGI CAPPELLO, La Lettura, 14 settembre 2014

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Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 8 agosto 1967 – Cassacco, 1º ottobre 2017), poeta italiano. La sua vita è stata gravemente segnata da un incidente stradale occorsogli quando aveva sedici anni: dallo schianto della sua moto contro la roccia uscì con il midollo spinale reciso e una perenne immobilità. Ha scritto numerose opere, anche in lingua friulana.


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