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sabato 5 settembre 2015

Quando avrai dimenticato

 

GWENDOLYN BROOKS

QUANDO AVRAI DIMENTICATO LA DOMENICA

E quando avrai dimenticato la luminosa biancheria nel letto il mercoledì e
                                                                                       il sabato,
e sopra tutto avrai dimenticato la domenica -
quando la domenica avrai dimenticato con il letto che ci univa,
o me seduta sul radiatore della parete esterna della stanza
a guardare dalla finestra, nel pomeriggio che imbruniva,
laggiù la lunga strada,
ma in nessun punto preciso,
avvolta nella mia vecchia vestaglia
senza nessun programma
e-senza-niente-da-fare chiedendomi perché sono felice
quasi che il lunedì non-venisse-mai-più -

quando tu avrai dimenticato tutto questo, io dico,
e come t’infuriavi se qualcuno suonava alla porta
e come impazziva il mio cuore se squillava il telefono,
e come poi andavamo al nostro pranzo della domenica,
che voleva dire soltanto attraversare il pavimento della stanza
fino al tavolo macchiato d’inchiostro, nell'angolo di fronte,
al pranzo della domenica che era sempre pollo
e tagliatelle, o pollo e riso,
e insalata e pane di segale e tè
e biscottini di cioccolato, quando
avrai dimenticato tutto questo,
io dico, e dimenticato anche il mio piccolo presentimento
che la guerra sarebbe finita prima che t’arruolassero,
e come finalmente ci si spogliava e si spegneva la luce e ci infilavamo nel letto,
e ci stendevamo con il corpo abbandonato per un attimo
nei candidi lenzuoli del week-end
e poi teneramente l’uno nell'altro ci fondevamo -

quando tu avrai dimenticato tutto questo, io dico,
che allora potrai dire,
ed io lo potrò credere,
che m’hai davvero dimenticata.

(When you have forgotten Sunday, da A Street in Bronzeville, 1945 – Trad. di Luciano Luisi)

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C’è una lunga apnea tra l’inizio e la fine di questi versi della poetessa statunitense Gwendolyn Brooks: è una lista particolareggiata di piccole emozioni, talora minimali, talora intense, di paure, di angosce, di inquietudini ma anche di dolcezze e di passioni, di eros e di nulla, tutto quello che compone la vita in comune. È praticamente impossibile dimenticare completamente una storia d’amore, dice la Brooks, che raccontò di essersi ispirata in questa poesia ai primi anni del ménage con il marito Henry Blakely nell’appartamento al 623 East della 63a Strada a Chicago

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FOTOGRAFIA © ILLINOIS EDU

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LA FRASE DEL GIORNO
La grande sconfitta, in tutto, è dimenticare
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LOUIS-FERDINAND CÉLINE, Viaggio al termine della notte




Gwendolyn Elizabeth Brooks (Topeka, Kansas, 7 giugno 1917 – Chicago, Illinois, 3 dicembre 2000), poetessa e scrittrice statunitense. È stata la prima afroamericana a vincere il Premio Pulitzer per la poesia. Nel 1985-86 ricoprì l’incarico di Poeta Laureato della Biblioteca del Congresso.


2 commenti:

  1. Dove le vai a scovare queste bellezze! Grazie Daniele

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  2. Generalmente navigando con il mio vascello poetico. Questa in realtà era in una vecchia antologia della serie "100 pagine mille lire" dedicata alle poesie d'amore

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