JOSÉ CORREDOR-MATHEOS
SCRIVERE UNA POESIA
Scrivere una poesia
che non significhi nulla.
Uscire sulla terrazza,
respirare la notte,
non aspettarsi che nessuno torni,
non desiderare più nulla.
Aprire solo le mani
e lasciare che dalle dita
prendano il volo parole
mute, stupite.
(da Lettera a Li Po, 1975)
.
Il poeta spagnolo José Corredor-Matheos, affascinato dalle dottrine del Taoismo e del Buddhismo, propone una concezione di poesia che travalica la parola scritta, che la supera, che comprende quello che la parola scritta non può dire, che si fa addirittura meditazione: "Sei tornato dalla Luna / a mani piene, a mani vuote. / Tornando a casa hai contemplato / il cielo come se fosse tuo".
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IMMAGINE CREATA CON IA
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LA FRASE DEL GIORNO
Il mio paese non è fatto / di uomini e donne / in cui mi riconosca / ma del più segreto / dei versi non scritti.
JOSÉ CORREDOR-MATHEOS, Lettera a Li Po
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José Corredor Matheos (Alcázar de San Juan, 14 luglio 1929), poeta, critico d'arte, storico, traduttore e saggista spagnolo della Generazione degli anni '50. La "sete di assoluto" lo separa dal realismo confessionale per avanzare verso il culturalismo e la poesia essenziale delle forme nude.


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