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lunedì 5 febbraio 2018

Imitare il cielo


NUNO JÚDICE

RICETTA PER FARE L’AZZURRO

Se vuoi fare l’azzurro,
prendi un pezzo di cielo e mettilo in una pentola grande,
che tu possa porre sul fuoco dell’orizzonte;
poi mescola il blu con gli avanzi di rosso
dell’alba, fino a che non si sciolga;
vuota tutto in una bacinella ben pulita,
perché non rimanga nulla delle impurità della sera.
Infine, setaccia i rimasugli dorati della sabbia
del mezzogiorno, finché il colore non aderisca al fondo di metallo.
Se, vuoi, per far sì che i colori non si separino
con il tempo, aggiungi nel liquido
un nocciolo di pesca bruciato.
Lo vedrai disfarsi, senza lasciare traccia che una volta
lì lo mettesti; e nemmeno il nero della cenere lascerà venature d’ocra
sulla superficie dorata. Potrai, allora, sollevare il colore
all’altezza degli occhi e confrontarlo con l’azzurro autentico.
Entrambi i colori ti sembreranno somiglianti, senza che
possa distinguere l’uno dall’altro.
Così ho fatto io, Abraham ben Judá Ibn Haim,
miniatore di Loulé e ho ha lasciato la ricetta a chi vorrà,
un giorno, imitare il cielo.

(da Meditazioni sulle rovine, 1995)

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Il poeta portoghese Nuno Júdice si trasforma in un alchimista medievale per ricreare in versi l’azzurro del cielo. Una ricetta che tenta di replicare un frammento dell’assoluto per raccontare il mondo nella piccola pentola di una poesia.

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Blu

FOTOGRAFIA DA PINTEREST

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LA FRASE DEL GIORNO
Forse l’unica ragione di essere del poeta è rivelare il mondo, le cose della vita, dell’esistenza, rivelare qualcosa che tutti i giorni vediamo, ci passiamo accanto e non notiamo.
NUNO JÚDICE, Excelsior, 29 ottobre 2014




Nuno Manuel Gonçalves Júdice Glória (Mexilhoeira Grande, 29 aprile 1949) è un poeta, romanziere e saggista portoghese. Professore universitario alla Universidade Nova di Lisbona, è esperto di letteratura medievale.


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