WISŁAWA SZYMBORSKA
RINGRAZIAMENTO
Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l'amore non capisce,
perdono
ciò che l'amore non perdonerebbe mai.
Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi su ogni atlante.
È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
«Non devo loro nulla» -
direbbe l'amore
su questa questione aperta.
(da Vista con granello di sabbia, 1996)
.
Leggendo questi versi la prima volta, mi sono trovato a dissentire dalla poetessa polacca Wisława Szymborska, Premio Nobel per la Letteratura 1996: questo suo elogio dell’indifferenza, della non compartecipazione affettiva non riusciva a convincermi: essere lieti di stare in disparte, di non avere nulla a che fare con gli altri e stare bene con loro proprio per questo. Ma, con il tempo, ho cominciato a pensare che la Szymborska, a suo modo, ha ragione: sono coloro che non amiamo, coloro che vediamo come sono, non accecati o fuorviati dalla passione, quelli su cui possiamo misurare il mondo. Sono “il prossimo tuo” evangelico, e l’amore che nutriamo verso di loro, seppure non ha la passione dell’altro amore, proprio per questo assume un tono più puro, perché privato delle altre emozioni.
.
FOTOGRAFIA © PHOTOS.COM
.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
La conoscenza di un essere è un sentimento negativo e il sentimento positivo, la realtà, è l'angoscia di sentirsi sempre estranei a quel che si ama.
ANDRÉ MALRAUX, La condizione umana
....questa poesia ...un "masso/macigno "..nella vita/strada di ogni individuo.
RispondiElimina...saperlo riconoscere/scavalcare/scolpire è l'importante.....STRONG...ma IMPORTANTE.
ciao Vania