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martedì 7 dicembre 2021

Piccolo sentiero


AMY LOWELL

UNA STAMPA A COLORI DI SHOKEI

Si snoda sul volto di una scogliera
questo sentiero che non vedo l'ora di esplorare,
e su cui si frange una cascata,
e l'aria è piena dello scroscio
e della voce tuonante di acque che scivolano
in un torrente d'argento su dei precipizi.

Supera il sentiero con un balzo possente
e precipita in basso e lontano,
e le piante e i cespugli che crescono tra le rocce
si bagnano del suo spruzzo di gemme;
l’aria è nebbiosa e greve di suoni
e piccoli fiori di campo bagnati costellano la terra.

Oh, l'umidità è buona da annusare,
e il sentiero soffice da percorrere,
e oltre la cascata si avvolge e si allunga,
mentre rivoli d'acqua si infiltrano
serpeggiando giù per la collina
cantando ognuno il suo piccolo canto, finché

dimentico che questo sentiero è solo disegnato,
e ascolto l'acqua e il vento,
e guardo nella foschia, e stringo gli occhi
per vedere cosa c'è oltre;
deve condurre a una terra felice,
questo piccolo sentiero attraversato da una cascata.

(da Una cupola di vetro multicolore, 1912)

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La poetessa statunitense Amy Lowell, come Richard Aldington, Ezra Pound e William Carlos Williams, appartiene alla grande corrente imagista. Lo scopo di rendere esattamente quello che si vede, tipica del movimento sorto a cavallo degli Anni Dieci del secolo scorso, si manifesta nella descrizione di questa stampa giapponese dell’artista Yamada Shokei: l’emozione è raccontata dalla sensazione visiva, il lettore è condotto per mano attraverso le immagini per giungere alla fine a comprendere il sentimento.

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STAMPA DI YAMADA SHOKEI

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LA FRASE DEL GIORNO
I poeti sono sempre l'avanguardia della letteratura; l'avanguardia della vita. È per questo motivo che il loro riconoscimento arriva così lentamente.
AMY LOWELL, Tendenze nella moderna poesia americana




Amy Lawrence Lowell (Brookline, Massachusetts, 9 febbraio 1874 – 12 maggio 1925), poetessa statunitense della scuola imagista, che promosse il ritorno ai valori classici e alla precisa immediatezza delle immagini. Vinse il premio Pulitzer, postumo, nel 1926. Suo riferimento poetico fu Ezra Pound, sua musa la compagna di vita Ada Dwyer Russell.


lunedì 6 dicembre 2021

Come il piccolo mandorlo


RICHARD ALDINGTON

NUOVO AMORE

Lei ha foglie nuove
dopo i suoi fiori morti,
come il piccolo mandorlo
che è stato ferito dal gelo.

(da Guerra e amore, 1918)

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La chiarezza cristallina del poeta imagista inglese Richard Aldington disegna un’immagine di rinascita: la donna che ha provato il dolore per un legame finito, riprende a vivere nella primavera di un nuovo amore.

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FOTOGRAFIA © ELENA DENIAKINA

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LA FRASE DEL GIORNO
Una luna giallo-rosa nel cielo chiaro / quando il tramonto è un debole vermiglio / nella nebbia tra i rami / tu sei per me.
RICHARD ALDINGTON, Guerra e amore




Richard Aldington (Portsmouth, 8 luglio 1892 – Sury-en-Vaux, Francia, 27 luglio 1962), poeta, scrittore e saggista britannico. Fu uno dei principali esponenti dell'imagismo, del quale sviluppò la corrente ellenizzante e parnassiana.  La Prima guerra mondiale lo portò a un esame severo e spesso pungente della realtà contemporanea.


domenica 5 dicembre 2021

Centenario di Eeva-Liisa Manner


Eeva-Liisa Manner, poetessa e drammaturga, nata il 5 dicembre di cento anni fa a Helsinki, contribuì a dare una svolta fondamentale al lirismo finlandese, consolidando il sorgere del Modernismo dopo la Seconda guerra mondiale: ne sviluppò infatti i caratteri più distintivi adattandoli alla sensibilità nordica, ai grandi spazi aperti.


FOTOGRAFIA © DAMA
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LA MIA STANZA ODORA DI FORESTA

La mia stanza odora di foresta,
arrossisce sempre prima
al tramonto del sole.

Il cuore delle pareti di sequoia si sta oscurando,
la luce rifratta è fredda.

La sera è rossa e vecchia
come uno spettro di ferro.

(da Così le stagioni sono cambiate, 1964)

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NADA

"No se puede vivir sin amar."
'Sí, se puede” ho detto
e mi sono vestita di nero
per l'ultimo ballo in maschera.

E la mia bocca era piena di polvere
come se avessi pianto, la gola secca -
anche se non piango da mezzo secolo.

Compañeros, non voglio i vostri cieli -
le luci infami, i falsi amici
le strade per baciare, le bugie
di specchi volanti.

Voglio rompere il sigillo, l'ultimo,
quella luna che non dà luce,
la notte dove non brilla niente.

(da Acque ferme, 1977)

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Di Eeva-Liisa Manner sul Canto delle Sirene:

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LA FRASE DEL GIORNO.
Sia dura la prosa, susciti pure inquietudini / Ma la poesia è un’eco che si ascolta quando la vita è muta.
EEVA-LIISA MANNER




Eeva-Liisa Manner (Helsinki, 5 dicembre 1921 – Tampere, 7 luglio 1995), poetessa finlandese. Nota anche con lo pseudonimo di Anna Septembre, scrisse quindici raccolte poetiche, drammi, commedie, racconti e romanzi, portando un tocco di sensibilità trascendente al Modernismo che contribuì a diffondere in Finlandia.


sabato 4 dicembre 2021

Dimentica che ore sono


W. S. MERWIN

ESERCIZIO

Prima dimentica che ore sono
per un'ora
fallo regolarmente ogni giorno

poi dimentica che giorno della settimana è
fallo regolarmente per una settimana
poi dimentica in che paese ti trovi
e esercitati a farlo in compagnia
per una settimana
poi fai entrambe le cose contemporaneamente
per una settimana
con il minor numero di pause possibile

il prossimo passo è dimenticare  come aggiungere
o sottrarre
l’ordine non fa differenza
puoi variarlo
dopo una settimana
entrambi ti aiuteranno in seguito
a dimenticare come contare

dimentica come contare
a partire dalla tua età
inizia dal conto alla rovescia
inizia dai numeri pari
inizia dai numeri romani
inizia dalle frazioni di numeri romani
inizia dal vecchio calendario
passando al vecchio alfabeto
continuando con l'alfabeto
finché tutto non sarà di nuovo continuo

prosegui a dimenticare gli elementi
comincia dall'acqua
procedi con la terra
finisci con il fuoco

dimentica il fuoco

(da Poetry, Maggio 1972)

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La filosofia del poeta statunitense W. S. Merwin è quella di un ritorno all’essenziale influenzata dalle dottrine della religione buddhista: non a caso si ritirò a vivere nella tranquillità delle Hawaii, in una zona rurale dell’isola di Maui, dove si dedicò alla salvaguardia delle foreste pluviali. Questa “depurazione” del pensiero è necessaria per comprendere il mondo, dice Merwin: “Ascolta tutto quello che senti. Ogni suono in strada. Ogni uccello e ogni cane e tutto ciò che senti. Sappi che tutta la tua conoscenza è importante, ma la tua conoscenza non farà mai nulla. Ti aiuterà a formare le cose, ma ciò che fa qualcosa è qualcosa che non saprai mai. Viene fuori da te. È quello che sei”.

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MARSHA CHARLEBOIS, "NELLA TERRA DELL'OBLIO 2"

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LA FRASE DEL GIORNO
Penso che la poesia sia antica quanto la lingua, ed entrambe nascono dalla stessa cosa: uno sforzo per cercare di esprimere qualcosa di inesprimibile.
W. S. MERWIN, Los Angeles Times, 30 ottobre 2011




William Stanley Merwin (New York, 30 settembre 1927 – Haiku, Hawaii, 15 marzo 2019), poeta statunitense, autore di oltre trenta libri di poesia, traduzioni e prosa. Sostenitore del movimento contro la guerra, si distingueva per lo stile delle sue narrazioni caratterizzate con maestria unica dall'uso del discorso indiretto e assenza di punteggiatura. Vinse il Pulitzer nel 1971 e nel 2009.


venerdì 3 dicembre 2021

Cercami negli armadi


FERNANDO BELTRÁN

SE MI TOLGO L’AMORE

Se mi tolgo l’amore
resti nuda,
non chiedermi di strapparti i vestiti
adesso che viene il freddo,
cercami negli armadi delle tue strade,
nella città senza legge delle mie tre mani,
la destra, la sinistra, quella che ti ama,
i corridoi e il treno dove una notte
finalmente ti toglierò l’impermeabile
perché è giunto l’inverno,
la stagione delle grucce,
le asole più grandi del desiderio
e il mio corpo che si abbottona aspettando
quei giorni di pioggia che indossi
sotto la gonna a volte

(da Amore cieco, 1995)

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Juanma Ortega scrive che Fernando Beltrán è “un poeta che dà il nome alle cose”. Lo fa certamente in questi versi che mescolano sapientemente abbigliamento e amore e il grigiore di una città autunnale: “Amare è questo errore imprescindibile / per vivere, questo modo distinto di sentire la pioggia / quando arriva l’autunno”.

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DIPINTO DI VLADIMIR KUSH

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LA FRASE DEL GIORNO

Mi piace che una poesia mi porti in un altro posto, che mi metta a disagio, che mi agiti. E se succede a me, perché non deve succedere al lettore, se tutti abbiamo paure e dubbi, in fondo, molto simili?
FERNANDO BELTRÁN, El Independiente, 22 ottobre 2021




Fernando Beltrán (Oviedo, 1956), poeta spagnolo. La sua poesia parte dall’esperienza quotidiana e si lascia guidare da toni surrealisti per manifestare il proprio significato lungo le vie dell’immaginazione e del subconscio, utilizzando il corpo come catalizzatore dello spirito vitale. Nel 2021 ha ottenuto il Premio Quevedo.


giovedì 2 dicembre 2021

Il nome di Charles


ALDA MERINI

LE OSTERIE

A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti,
dove la gente culmina nell’eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.
Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto
malvissuto e scostante,
meglio l’acre vapore del vino
indenne,
meglio l’ubriacatura del genio,
meglio sì meglio
l’indagine sorda delle scorrevolezze di vite;
io amo le osterie
che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco,
e poi nelle osterie
ci sta il nome di Charles
scritto a caratteri d’oro.

(da Vuoto d’amore, 1991)

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Alda Merini tesse un elogio delle osterie, avendo bene in mente i vecchi locali milanesi e sognando quelle del citato Charles Baudelaire: “Nelle bottiglie l’anima del vino / una sera cantava: «Dentro a questa / mia prigione di vetro e sotto i rossi / suggelli, verso te sospingo, o caro / diseredato, o Uomo, un canto pieno /di luce e di fraternità»”. E come non pensare ancora alle “osterie di fuori porta” di Francesco Guccini o ai vetri d’osteria dietro cui Mario Luzi si regge “tra passato ed avvenire / o com’è giusto o come il cuore tollera”?

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PEDER SEVERIN KRØYER, "OSTERIA A RAVELLO"

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LA FRASE DEL GIORNO
Bere sarebbe troppo un atto duro / esplicito, cattivo, perentorio / ma questo gesto, che è di attesa solo, / di tanto ardore solamente include / in ogni vena dolcemente il senso.
ALDA MERINI, Lettere al dottor G




Alda Giuseppina Angela Merini (Milano, 21 marzo 1931 - 1º novembre 2009),  poetessa, aforista e scrittrice italiana. Vide pubblicate le prime poesie a diciannove anni. L’amore agitato con Giorgio Manganelli riportò alla luce i disagi psichici: dal 1965 al 1972 fu internata in ospedale psichiatrico. Dimessa, visse nella sua casa sui Navigli, spesso in stato di emarginazione, circondandosi di artisti.


mercoledì 1 dicembre 2021

Poesie per dicembre VIII


Dicembre. Il mese freddo che dà inizio all’inverno ma che reca in sé la speranza del solstizio, l’antica festa del Sole trasformatasi nel Natale cristiano. Quel sole che trasfigura la terra gelida nella poesia di Ada Negri e che fa più miti i campi nei versi di Andrea Zanzotto.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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ADA NEGRI

MATTINATA INVERNALE

Ricordo.— Era il Dicembre:
la campagna apparìa smorta di neve,
irta di ghiacci.— L’alba tersa e lieve
animava il silenzio.

A l’orïente gelido
il sol rifulse: e allor, trasfigurata,
la neve palpitò come baciata,
e si fè tutta rosea:

Sovra le rame squallide,
su l’erbe vive ancor, su le brughiere
palpitò di dolcezza e di piacere
nel mattino purissimo.

(da Tempeste, Treves, 1895)

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ANDREA ZANZOTTO

PER IL MITE DICEMBRE OVE L’ERBA

Per il mite dicembre ove l'erba
immune ridonda
offerta ultima sui vecchi balconi,
acque gentili a stimolare i tardi
campi, sussurro fervido di venti
felicemente giunti.
E' dunque il fausto
il pingue inizio,
sparisce la devastazione?
Deviante per selve raggio ignaro,
per cristalline sedi, angoli angelici,
intirizziti
intirizziti amori?
...............
Non adulti i dolori?

(da Vocativo, Mondadori, 1957)




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LA FRASE DEL GIORNO
Dicembre è arrivato in silenzio, allungando le notti fino quasi ad unirle.

ÁNGEL GONZÁLEZ, Parola su parola




Ada_Negri

Ada Negri (Lodi, 3 febbraio 1870 – Milano, 11 gennaio 1945), scrittrice proveniente dalle classi operaie, insegnante a Motta Visconti, predilesse tematiche a sfondo sociale, su cui con il tempo prevalsero i sentimenti e il ricordo. Unica donna ammessa all’Accademia d’Italia, fu candidata due volte al Nobel.


Zanzotto_AndreaAndrea Zanzotto (Pieve di Soligo, 10 ottobre 1921 – Conegliano, 18 ottobre 2011), poeta italiano tra i più importanti del secondo Novecento. La sua poesia, che scava profondamente nella materia linguistica, è legata alle tracce e alle memorie del suo paese natio: "Qui non resta che cingersi intorno il paesaggio”.