Statistiche web

mercoledì 12 marzo 2014

Il lenzuolo di sopra

 

ÓSCAR HAHN

IL LENZUOLO DI SOPRA

Mi sono messo, piegato con cura
tra la biancheria dell’armadio
Hai tolto le lenzuola per il letto
e mi hai steso come lenzuolo di sopra

Sei scivolata sotto
e ti ho coperta centimetro per centimetro

Poi ci ha travolto l’uragano
e siamo caduti ansimanti nell’occhio del ciclone

Adesso giaci sudata
con lo sguardo fisso al soffitto

e il lenzuolo di sopra ancora impigliato tra le tue gambe.

(da Mal de amor, 1981)

.

L’ironia è l’arma preferita dal poeta cileno Óscar Hahn per superare il dissidio tra apparenza e realtà: l’amante che perde fisicità fino a diventare un lenzuolo, una specie di fantasma – come da iconografia classica, non ricorda solo certe leggende medievali, quelle ad esempio riprese da Italo Calvino nel Cavaliere inesistente, fornendo una prima chiave di lettura che è quella pregna di erotismo, ma va anche oltre, offrendo un’altra lettura, che è quella dell’inconscio, della psicologia.

.

La sabana blanca Alberto Pancorbo

ALBERTO PANCORBO, “LA SÁBANA BLANCA”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
La velocità dell’amore rompe la barriera della realtà / E il mondo esplode in scintille di fuoco / Senza alcuna considerazione per chi è sveglio.
ÓSCAR HAHN




Santiago, 05 de Mayo 2011 (UPI). El Consejo Nacional de la Cultura anuncia el ganador del Premio Iberoamericano de Poesía Pablo Neruda 2011, que recayó en Oscar Hahn. (Fotografías Sergio Gajardo)



Óscar Hahn (Iquique, 5 luglio 1938), poeta, critico e saggista cileno appartenente alla Generazione dei Sessanta nota anche come Generazione dispersa. Dopo il golpe del 1973 e l’arresto, scelse l’esilio negli Stati Uniti, dove insegnò letteratura spagnola all’Università del Maryland e in quella dello Iowa.

martedì 11 marzo 2014

Un contrabbando

 

BARTOLO CATTAFI

NIENTE

È questo che porti arrotolato
con cura, piegato
in quattro, alla rinfusa
sgualcito spiegazzato
ficcato ovunque
negli angoli più oscuri,
niente da dichiarare
niente
devi dire niente.
Il doganiere non ti capirebbe.
La memoria è sempre un contrabbando.

(da Spalle al muro. La poesia di Bartolo Cattafi, SEF, 2003)

.

Il fardello della memoria, prezioso o inutile a seconda dei punti di vista, diventa protagonista di questa bella poesia di Bartolo Cattafi (1922-1979) risalente al periodo della raccolta L’osso, l’anima, vale a dire dal 1957 al 1962 e rimasta inedita. Il tema del viaggio, così presente nel poeta siciliano - ogni sua pagina è un giornale di bordo, scrisse di lui Giorgio Caproni - qui diventa esistenziale, si rivolge verso terre già dolorosamente esplorate, verso l’interno del sé, verso l’anima.

.

customer-airport-690x300

FOTOGRAFIA © TNOOZ

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
La memoria obbedisce sempre al cuore.
ANTOINE RIVAROL, Massime e pensieri




Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979),  poeta italiano. La sua poesia spazia sui dilemmi esistenziali con sensibilità di diarista, spesso con uno sguardo metafisico dove sono protagonisti il vuoto e la solitudine. Nei suoi versi il tema del viaggio è una costante metafora del vivere.


lunedì 10 marzo 2014

Ode alle violette

 

LUIS CERNUDA

VIOLETTE

    Leggere, roride, melodiose,
oscura luce viola che s'insinua,
in verdi valve perla vegetale,
sono un grido di marzo, un sortilegio
d'ali nascenti nella tepida aria.
    Calme sorridon, fragili, fedeli,
con muto incitamento, come affiora
il sorriso da fresco labbro umano.
Ma la forma di grazia non illude:
non promessa cui segua tradimento.
    Nel muovere alla morte vittoriose
reggono un tratto, esse pur sì fragili,
nella corolla il tempo; il loro istante,
esempio dell'effimera bellezza,
si fa viva malia nella memoria.

(da Las nubes, 1943 – Traduzione di Oreste Macrì)

.

“C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, / anzi d'antico: io vivo altrove, e sento / che sono intorno nate le viole”: tutti ricordiamo dai tempi della scuola questi versi di Giovanni Pascoli. Le violette sono uno dei primi fiori a sbocciare quando ancora il calendario astronomico segna l’inverno: sono un annuncio di primavera, un segno di rinascita. Come nota il poeta spagnolo Luis Cernuda, si ergono apparentemente fragili ma urlano al mondo tutta la bellezza della vita che ritorna a fiorire.

.

P1010109

FOTOGRAFIA © LA STANZA DA THE

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Anche se pesa sull’anima vagamente / il vuoto oscuro della vita, / non possono pesare sulla sua ombra / alcune violette, / ed è bello lasciarle così, / fresche nella nebbia, / con l’allegria di una piccola cosa pura / che riscatta l’antico dolore.
LUIS CERNUDA, Las nubes




Luis Cernuda Bidón (Siviglia, 21 settembre 1902 – Città del Messico, 5 novembre 1963), poeta spagnolo. Come molti poeti della "generazione del '27", dopo la guerra civile ha ricercato un'espressione poetica diretta, una tematica umana e oggettiva che rifiuta però una generica etichetta di realismo.


domenica 9 marzo 2014

Una goccia

 

CIRCE MAIA

DISCREPANZE

Dice la voce della pioggia:
- Sono la stessa da mille anni
e tra altri mille sarò la stessa.

Ma una goccia, schiacciata sulla finestra,
non è d’accordo.

(da Dos voces, 1981)

.

Una sensibilità sottile pervade questa poesia di Circe Maia, poetessa uruguaiana: attraverso la scoperta della pioggia su un vetro va alla scoperta di se stessa, alla scoperta del senso del vivere umano, cercando un’interazione con il mondo, con lo scorrere del tempo, con il valore di ogni cosa e di ogni vita.

.

FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Il più profondo non è intimo: è fuori. / La profondità di vivere giorno per giorno / con gli altri, in mezzo agli altri.
CIRCE MAIA




Circe Maia (Montevideo, 29 giugno 1932), poetessa, scrittrice, insegnante e traduttrice uruguaiana. In cinquant'anni di lavoro poetico, si è allontanata dalla letteratura ermetica che diventa monologo. La sua poesia esprime l'esperienza quotidiana attraverso la sensibilità, soprattutto uditiva e visiva.


sabato 8 marzo 2014

Una, la donna, o innumerabile?

 

MARIO LUZI

NOTRE-DAME NOTRE-DAME

Una, la donna, o innumerabile?
Non può il cuore deciderlo,
la conoscenza non è salda.
                                     Fuori
e dentro la vita
si tendono l'una verso l'altra
loro dalla loro eternità,
                                 non giungono
esse però
              a stringersi la mano,
si frappongono cascate
di forza non rappresa,
                                sfaceli
di età non conosciute le dividono
l'una dall'altra e tutte da me
che guardo stupito quella maschera
bruciare di una fragile
e vibrante identità
e mi perdo nel mare di luce che le è dietro,
in quello straripante lievito
azzurro della muliebrità oppure in me medesimo?

(da Per il battesimo dei nostri frammenti, Garzanti, 1985)

.

C’è bisogno di commentare? È l’8 marzo: una poesia di Mario Luzi che vale una mimosa. Un augurio a tutte le donne, che sono uniche nel loro sfaccettato essere donne, alla loro bellezza, alla loro sensibilità, alla loro forza. E anch’io mi perdo dolcemente affascinato - un po’ come il Leopardi dell’Infinito - “in quello straripante lievito azzurro della muliebrità”.

.

Van Hove

DIPINTO DI FRANCINE VAN HOVE

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Le donne sono tutte diverse. Fondamentalmente sono una combinazione di quanto c'è di peggio e di quanto c'è di meglio al mondo… magiche e terribili.
CHARLES BUKOWSKI, Donne




Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.


venerdì 7 marzo 2014

Chi noi stessi siamo

 

CEES NOOTEBOOM

FANTASTICARE E RICORDARE

Chi noi non siamo
chi noi stessi siamo.

Chi è al di sopra delle parole
chi è all’interno delle parole.

Chi è presso il pensiero
chi è il pensiero.

Chi lascia la traccia
nella sabbia bianca
della pagina?

Chi la spiega?

(Traduzione di Fulvio Ferrari)

 


Fantasticare e ricordare, ovvero il sogno e la memoria, l’avvenire e il passato: la nostra vita è il presente, è come un fiume che scorre sotto questi due archi. E in questi termini passa anche la meditazione del romanziere e poeta olandese Cees Nooteboom, una domanda sul senso del vivere, un attimo di questo continuo presente in cui ci si sofferma a indagare.

.

footprints-in-the-sand_216668

FOTOGRAFIA © FREEPIK

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
La vita / dovresti poterla / ricordare / come un viaggio all’estero.
CEES NOOTEBOOM




Cees Nooteboom (L’Aia, 31 luglio 1933), scrittore olandese. La sua opera comprende lavori di poesia, narrativa, drammaturgia, commedia e cronaca di viaggio. È stato più volte candidato al Premio Nobel. Arguto umorista, filosofo penetrante, storico attento, viaggiatore curioso e appassionato, è spesso paragonato a Borges, Calvino e Nabokov.


giovedì 6 marzo 2014

Ciò che non ha risposta

 

JUAN GELMAN

LA CHIAVE DEL GAS

La moglie del poeta è
condannata a leggere o ascoltare i
versi del poeta che fumano
appena estratti dall’anima. E ancora:
la moglie del poeta
è condannata al poeta, a quel tipo
che mai sa dove
si trova il rubinetto del gas e finge
di domandare per sapere
quando in realtà gli importa solo di domandare
ciò che non ha risposta.

(da Valer la pena, 2001 – Traduzione di Laura Branchini)

.

Domandare ciò che non ha risposta: alla fine è davvero questo la poesia, il fine ultimo di chi scrive versi e magari cercando il contatto con la magia dell’invisibile, dell’inafferrabile, perde quello con il reale, con il gesto pratico, con la piccola incombenza manuale. Del resto l’iconografia tradizionale disegna i poeti come sognatori, come persone con la testa tra le nuvole: non fa eccezione Juan Gelman, uno dei massimi poeti argentini.

.

llave-gas-precintada1

ELABORAZIONE GRAFICA © DANIELE RIVA

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Poeta è colui che sa dire ciò che molti sentono, ma non sanno dire.
ARTURO GRAF, Ecce Homo




Juan Gelman (Buenos Aires, 3 maggio 1930 – Città del Messico, 14 gennaio 2014), poeta, scrittore e giornalista argentino. Vincitore del Premio Cervantes nel 2007, è autore di una poesia esistenziale con accenti lirici e intimisti, divenuta più sociale con l’avvento della dittatura militare (il figlio e la nuora furono sequestrati e uccisi dal regime, la nipote data in adozione) e l’esilio.