ÓSCAR HAHN
IL LENZUOLO DI SOPRA
Mi sono messo, piegato con cura
tra la biancheria dell’armadio
Hai tolto le lenzuola per il letto
e mi hai steso come lenzuolo di sopra
Sei scivolata sotto
e ti ho coperta centimetro per centimetro
Poi ci ha travolto l’uragano
e siamo caduti ansimanti nell’occhio del ciclone
Adesso giaci sudata
con lo sguardo fisso al soffitto
e il lenzuolo di sopra ancora impigliato tra le tue gambe.
(da Mal de amor, 1981)
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L’ironia è l’arma preferita dal poeta cileno Óscar Hahn per superare il dissidio tra apparenza e realtà: l’amante che perde fisicità fino a diventare un lenzuolo, una specie di fantasma – come da iconografia classica, non ricorda solo certe leggende medievali, quelle ad esempio riprese da Italo Calvino nel Cavaliere inesistente, fornendo una prima chiave di lettura che è quella pregna di erotismo, ma va anche oltre, offrendo un’altra lettura, che è quella dell’inconscio, della psicologia.
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ALBERTO PANCORBO, “LA SÁBANA BLANCA”
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LA FRASE DEL GIORNO
La velocità dell’amore rompe la barriera della realtà / E il mondo esplode in scintille di fuoco / Senza alcuna considerazione per chi è sveglio.
ÓSCAR HAHN