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giovedì 7 febbraio 2008

Ciottoli

“Umida resistenza, ed i saziati
tonfi dell’eco in ciottoli raggruma
l’acqua, in musi cretosi del suo fondo.”

ALFONSO GATTO,
Poesie 1929-1941, Desiderio di laguna

Dove il fiume scorre più lento, tranquillo nel suo greto antico che alcuni dicono fece da sfondo ad opere di Leonardo, dall’acqua cristallina ecco spuntare i ciottoli. Il verde è solo il riflesso delle sponde, quando ti chini vedi solo quelle pietre levigate, smussate da secoli di carezze e di furie.
Hanno diverse dimensioni e tanti colori: sono grigi, bianchi, verdi, viola, marroni; alcuni sono cosparsi di venature come le mani di un uomo.
Eccoli lì: puoi farne un argine, un fermacarte, un soprammobile, un dipinto. Puoi lastricarci un vialetto, costruirci una casa, ci puoi giocare come un bambino.
No: soppesali, rigirali tra le mani, osservali e poi lasciali dov’erano. Quando un velo d’acqua li ricoprirà, rifletteranno il cielo.



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LA FRASE DEL GIORNO
Il centro del mondo è in noi e dovunque.
PAUL ÉLUARD, Stagioni

mercoledì 6 febbraio 2008

L'elasticità del ritardo

Un treno di pendolari su tre arriva in ritardo, secondo il rapporto "Pendolaria". Ma, attenzione, la statistica è falsata dai criteri di ricerca: per Trenitalia si considera in ritardo un treno che arrivi oltre cinque minuti dopo l'orario previsto. Vale a dire che un treno in ritardo di cinque minuti è in orario! Non solo: si considera arrivato il treno che giunge in prossimità della stazione. Come dire: perché gennaio sia finito basta che sia il 29, o per pagare il biglietto di 5,40 € basta che ne sborsi 4,90! E di più: per Trenitalia la colpa dei ritardi è dei pendolari! Infatti sono tanti e nelle stazioni hanno il brutto vizio di salire e scendere dal treno, così fanno perdere tempo... A me sembra che il treno nelle stazioni debba sostare comunque, non credo che i pendolari che salgono siano una moltitudine biblica.
Nonostante ciò, considerando pure come valida la statistica "addomesticata", a Catania il 50% dei convogli ha un ritardo di oltre un quarto d'ora, a Capo d'Orlando il 45%, a Bari il 33%, a Roma il 30%, a Milano il 25%.
Su molte tratte lombarde Trenitalia rimborsa un bonus per i ritardi agli abbonati praticamente tutti i mesi - e il limite perché scatti la compensazione è solo del 5%.




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LA FRASE DEL GIORNO
La parola è un simbolo e un piacere che succhia uomini e scene, alberi, piante, fabbriche e cani pechinesi.
JOHN STEINBECK, Vicolo Cannery

martedì 5 febbraio 2008

L'Expo 2015 a Milano?

"Non ci sono dubbi che Milano abbia grandi chances. Ma la vittoria non è sicura, perché dipende dai voti": con questa frase lapalissiana Vicente Loscertales, segretario generale del Bureau International des Expositions, commenta la possibilità che il capoluogo lombardo possa ospitare l'Expo 2015.
In questi giorni, alla guida di 180 delegati di 94 paesi e sette ministri, è sotto la Madonnina per valutare ancora una volta il programma presentato da Milano. L'avversaria è la turca Smirne, la scelta definitiva sarà effettuata il 31 marzo.
La città è pavesata di tricolori e di bandiere del BIE, vessilli bianchi con l'"uomo di Leonardo"; un maxischermo in Piazza del Duomo illustra il progetto, sostenuto anche dall'ex vicepresidente statunitense Al Gore, riciclatosi in guru dell'ambientalismo e premiato per questo con il Nobel per la pace.
L'Expo, come altre illustri opere che prevedono nuove costruzioni, ha i suoi oppositori: dopo i No-TAV, i No-Dal Molin, i No-discarica, a Milano sono spuntati i No-Expo, convinti che il territorio non possa sopportare altro cemento. Della serie NIMBY, not in my backyard, non nel mio giardino. L'Expo, la discarica, il ponte, l'inceneritore, la base, fateli nella città vicina. Ma non lamentatevi poi se i vantaggi se li godono gli altri e a voi rimane solo una montagna di spazzatura.


Fotografia © Daniele Riva



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LA FRASE DEL GIORNO
La storia è fatta di piccoli gesti anonimi.
ITALO CALVINO, Il sentiero dei nidi di ragno

lunedì 4 febbraio 2008

La fama

"Né di un sapiente né di un idiota avrà memoria il tempo": così l'Ecclesiaste.
La fama, la gloria valgono solo per il presente: quanti Mastella, quanti Di Pietro ha avuto la storia in epoche remote? I loro nomi, il loro ricordo è svanito nello scorrere dei secoli - gli ingranaggi hanno triturato ogni cosa, resta solo polvere, neppure il nome talvolta è restato.




Honoré Daumier, "Una causa famosa"



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LA FRASE DEL GIORNO
Molta memoria, o la memoria di molte cose si chiama esperienza.
THOMAS HOBBES, Leviatano

domenica 3 febbraio 2008

La Pieve di San Siro a Capo di Ponte

Dopo quinte di montagne azzurre sul fondale della strada - ne ho contate anche cinque una sovrapposta all’altra nella foschia del pomeriggio - a Capo di Ponte, in provincia di Brescia, nel verde della collina si staglia la Pieve romanica di San Siro, risalente ai secoli X-XI. Vi si arriva dopo una breve salita a gradoni. Eretta su un tempio romano di età imperiale la chiesa è edificata a tre navate, chiuse da tre grandi absidi a strapiombo sul fiume Oglio. Non ha facciata, essendo incastonata nella roccia, l’ingresso è perciò consentito da un portale laterale. Si entra e si respira subito l’atmosfera di luce soffusa che entra dalle monofore disegnando raggi. Conci lavorati, squadrati, sagomati e saldati con calce viva costituiscono le pareti. Al centro, sopraelevato, un piccolo altare; sul fondo un Cristo ligneo e il fonte battesimale monolitico. Sulle navate laterali e nella cripta sono ancora conservati alcuni dipinti del 1400.



Capo di Ponte si trova tra Breno e Edolo, sulla Strada Statale 42 del Tonale e della Mendola. Da visitare anche la chiesa del Monastero di San Salvatore, altra perla romanica.



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LA FRASE DEL GIORNO
Le prove stancano la verità.
GEORGES BRAQUE, Quaderni

sabato 2 febbraio 2008

In America

Mi ha detto un amico tornato da un pluriennale soggiorno a Seattle che in America è tutto più semplice, che là la vita è semplificata. Per noi italiani è solo un problema di adattamento: passati i primi tre o quattro anni, ci si abitua a tale semplicità e non si vorrebbe più tornare indietro, si dimenticano le complicazioni che inventiamo in ogni frangente con la nostra burocrazia.
Niente arzigogoli in America, niente arabeschi (che in Italia sono la via più breve tra due punti, come scrisse Ennio Flaiano).



Immagine: Galt Wallpaper


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LA FRASE DEL GIORNO
L'America: il risultato di un errore di navigazione.
BARRY LEVINSON

venerdì 1 febbraio 2008

Memoria e realtà


"Non esiste ricordo da abbandonare come fosse una fredda stanca cenere cui più non somigliamo: ogni vero ricordo è ancora un richiamo, una verità che ci lavora nelle ossa, un febbrile atto di sfida al buio di domani... Forse ci toccherà soggiacere a un'eterna rassegnazione e dovremo saper sorridere, mitemente, con dolore educato, entro le spire dell'obbligo quotidiano. O forse un nuovo slancio, un benefico fulmine, ancora ci attendono, più in là, per rapirci in una più ricca, misteriosa ondata, per renderci esperti d'una salvezza umana che ancora abbisogna del nostro intervento..."

È la conclusione di L'ombra delle colline, di Giovanni Arpino. E da quando ho finito il libro, ogni tanto questa frase mi ronza nella testa. La memoria ha grandi spazi vuoti, dove talora irrompe improvviso il sogno a galoppare: in essa ci rifugiamo per evadere da una realtà che sembra non appartenerci, lontana e incompatibile, tanto intricata da divenire inestricabile.



Katarina Niksic, "Ricordo"




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LA FRASE DEL GIORNO
Bisognerebbe vivere a posteriori. Decidiamo tutto troppo presto.
DANIEL PENNAC, La passione secondo Thérèse




Giovanni Arpino (Pola, 27 gennaio 1927 – Torino, 10 dicembre 1987), scrittore, giornalista e poeta italiano. Vinse il Premio Strega nel 1964 e il Premio Campiello nel 1980. Le sue opere ritraggono una società in  una situazione psicologicamente e moralmente complessa, con un realismo che sa tenersi a distanza da posizioni estreme, inteso a scoprire il vero nel reale.